Honest Thief, di Mark Williams

Un discreto thriller che poggia interamente sulle spalle di Liam Neeson che da anni è una sicurezza per l’action. Più debole tutta la parte sentimentale.

Da Io vi troverò Liam Neeson è diventato una garanzia nell’action. Dopo l’inatteso successo di quel film, l’attore sembra recitare con il pilota automatico. In realtà si trova sempre più a suo agio con il genere. Le sue azioni sono poche ma determinanti. Il suo volto è segnato. Si avverte tutta la sofferenza e la paura ogni volta che è costretto ad agire per salvare se stesso o la sua famiglia. Si trasforma in detective privato (La preda perfetta), si trova costretto a entrare in azione per salvare la figlia (Io vi troverò), gli viene rubata l’identità ed è braccato da misteriosi assassini (Unknown – Senza identità) lotta contro il tempo per salvare la vita e quella dei passeggeri di un treno (L’uomo sul treno). Il tempo e la memoria, nei suoi ruoli, sono due elementi fondamentali anche in Honest Thief. Nel film l’attore è Tom Carter, un rapinatore di banche che in 8 anni ha rapinato 12 banche in 7 stati. Dopo essersi innamorato di Annie, vuole cambiare vita e decide così di costituirsi. Chiama l’FBI a cui si presenta come “il bandito dentro e fuori” e trova un accordo: restituzione di tutto il bottino rubato e un breve periodo in carcere. Due agenti corrotti (uno più spietato, l’altro invece più debole e vittima degli eventi) vogliono impossessarsi di tutto il denaro e accusarlo dell’omicidio di un collega. Ormai in trappola, mette in gioco tutta la sua abilità per salvare se stesso, la sua compagna e vendicarsi di chi lo vuole incastrare.

Grazie a Neeson Mark Williams, che ha scritto la sceneggiatura con Steve Allrich, realizza un dignitoso film di genere che si poggia completamente sulle sue spalle. Dalla scena iniziale in cui fa saltare la cassaforte, all’agente del FBI che minaccia Annie fino all’esplosione della casa e la bomba messa sotto la macchina, Honest Thief mantiene sempre un discreto livello di tensione. Magari è più prevedibile l’impressione che Neeson possa essere presente in ogni inquadratura anche quando non c’è, nascosto nel fuori-campo e saltare fuori all’improvviso come nella scena in cui appare all’agente che si è fatto corrompere. Mark Williams, produttore al suo secondo film come regista dopo aver diretto Gerard Butler nel drammatico Quando un padre, cambia totalmente genere. E i limiti più evidenti di Honest Thief si manifestano quando si avvicina alla dimensione sentimentale del primo lungometraggio, evidente nel modo in cui è raccontata la seduzione e poi la storie d’amore tra Tom e Annie, interpretata da Kate Walsh. Alla fine Tom Carter non ha bisogno di molte parole. Bastano le motivazione in cui ha deciso di iniziare a fare il rapinatore mentre racconta la storia del padre. Rischiando un po’, si poteva avvicinare di più a un polar francese degli anni ’70. Ma forse era chiedere troppo. Negli Stati Uniti è uscito in sala in autunno prima della seconda ondata del Covid-19, ottenendo un ottimo incasso; ha infatti superato i 31 milioni di dollari su un budget di 14.

 

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BORSE DI STUDIO IN SCENEGGIATURA, CRITICA, FILMMAKING – SCUOLA DI CINEMA SENTIERI SELVAGGI


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Titolo originale: id.
Regia: Mark Williams
Interpreti: Liam Neeson, Kate Walsh, Jai Courtney, Jeffrey Donovan, Anthony Ramos, Robert Patrick
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 99′
Origine: USA, 2020

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
2.5 (4 voti)
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