HORROR & SF – "Mother of Tears", l'ora è giunta

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Dopo anni di purgatorio, di film non riusciti (per alcuni) o non capiti (per altri), di segnali contraddittori che da più parti sono stati colti come un calo ormai definitivo di ispirazione (rimandiamo al nostro speciale Il Cartaio, ndr), sembra veramente che Dario Argento stia tentando di riappropriarsi orgogliosamente dei livelli aurei che più gli competono. Segnali inequivocabili c'erano già stati con il televisivo Ti piace Hitchcock?, irrisolto e interessante allo stesso tempo, e con Jenifer, episodio della prima serie dei Masters of Horror, sorprendente per l'efferatezza, per le buone invenzioni di regia e per un afflato sanguinario che da tempo non si scorgeva nelle opere dell'autore romano. Segnali che sembrano riconfermarsi con Pelts, episodio della seconda edizione dei Masters, il quale verrà presentato in anteprima al Torino Film Festival di novembre (ma le prime indiscrezioni parlano già di un film di buon livello, condito da cospicue dosi di horror puro ed erotismo). E ora, finalmente, è giunto il tempo di ciò che tutti i seguaci di Argento da lustri attendono, ovvero Mother of Tears, che andrà a concludere la trilogia composta dall'ineguagliato Suspiria (1976) e dal visionario Inferno (1980). Un anno fa, durante la conferenza stampa dei Masters a Torino, Argento aveva preannunciato "la Terza Madre si farà". Il momento è arrivato. Le riprese di Mother of Tears avranno inizio il 30 ottobre, a Roma, per poi spostarsi nel capoluogo piemontese. La sinossi prevede la storia di Sarah, studentessa americana, che aprendo disgraziatamente un'urna maledetta libera lo spirito di Mater Lachrymarum, scatenando esiziali conseguenze. Un racconto che evidentemente presenta precisi segnali di continuità con i film precedenti. Protagonista sarà Asia Argento, nel cast anche Daria Nicolodi, Udo Kier e Philippe Leroy. Sceneggiatura scritta dal regista insieme a Jace Anderson e Adam Gierasch (già autore del peraltro discutibile script di Mortuary, di Tobe Hooper). Produzione affidata a Medusa Film e all'americana Myriad Pictures, contributo economico per le locations da parte della Torino Piemonte Film Commission. Attendiamo senz'altro con trepidazione, 25 anni dopo, un maestro che pare deciso a voler tornare (volersi confermare?) tale.

Il 10 novembre uscirà nelle sale italiane The Grudge 2, diretto da Takashi Shimizu, auto-remake-sequel di uno dei J-Horror di maggior importanza nell'esplosione del fenomeno nipponico. Il film, appena uscito negli States, ha prevedibilmente fatto registrare ottimi incassi (22 milioni di dollari solo nel primo week-end, cifra già sufficiente a ripagare interamente le spese di produzione). E' stata invece spostata ad inizio 2007 l'uscita italiana di Black Christmas, inizialmente prevista per il 22 dicembre. Il film, diretto da Glen Morgan, è il remake di un horror datato 1974.


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Notizia importante, tutto sommato clamorosa, anche se forse non se ne sentiva il bisogno. Si farà un remake di Hellraiser, l'epocale horror di Clive Barker del 1987. Lo stesso Barker ha dichiarato alla rivista Revelations di essere stato contattato da Bob Weinstein per scrivere la sceneggiatura del nuovo film, con la promessa che il budget a disposizione sarà nettamente superiore a quello utilizzato per il capolavoro di vent'anni fa. Barker ha altresì dichiarato di volersi limitare alla scrittura e a partecipare alla produzione, ma di non essere interessato a (ri)cimentarsi nella regia. Considerando che Hellraiser è uno dei migliori horror degli ultimi 25 anni, è difficile immaginare che un rifacimento possa migliorare o anche solo eguagliare l'originale. Resta solo da affidarsi allo smisurato talento di Barker.


 


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Mentre sul web cresce sempre più l'attesa per Grind House (Tarantino e Rodriguez), e l'indimenticata Edwige Fenech partecipa alle riprese di Hostel 2 (in corso attualmente), torna in pista anche Stuart Gordon, con un thriller-horror intitolato Stuck. Cinque settimane di lavorazione, inizio previsto (anche qui) il 30 ottobre.

Concludiamo con due titoli a modo loro curiosi e interessanti, che dimostrano sempre più la globalizzazione culturale del cinema fantastico. Dal Pakistan arriva Zibahkhana (Hell's Ground), zombi-movie diretto dall'esordiente Omar Khan, girato con attori locali, in digitale ad alta definizione, e prodotto dall'inglese Mondo Macabro con la pakistana Bubonic Films. Il film narra la storia di un gruppo di teenagers che si recano a un concerto rock. Sulla strada incontrano però dei manifestanti che protestano contro l'inquinamento delle acque. Bloccati, i ragazzi decidono di percorrere una strada alternativa per arrivare al luogo del concerto ma finiscono nelle grinfie sia di una famiglia di psicopatici di hooperiana memoria, sia di un'orda di morti viventi. Il film doveva essere girato un anno fa ma le riprese sono state rimandate a luglio di quest'anno a causa del terremoto del Kashmir. Finalmente finito, pare che il film abbia sconvolto i produttori inglesi per l'alto grado di violenza e cattiveria presente. Vedremo in che modo arriverà sul mercato "the first Muslim zombie movie", come l'ha definito lo stesso regista.


 


E infine il grande ritorno del brasiliano Ivan Cardoso, l'alfiere del terrir, ovvero la commistione tra horror (di serie Z) e comicità. Presente al Torino Film Festival tre anni fa con l'esilarante O Segredo Da Mumia e di nuovo l'anno scorso con il piacevole A Werewolf in Amazonia, Cardoso farà il tris torinese, presentando quest'anno, in anteprima mondiale, O Sarcofago Macabro. Spasso assicurato. Non mancheremo.