"Horror Movie", di Bo Zenga


Un semplice accumulo di citazioni che neanche si tenta di reinventare, offrendole su un piatto d'argento a uno spettatore del tutto passivo. Una parodia della parodia, tesa a mortificare e mercificare i corpi in visioni scatologiche. Si smette di ridere dopo i primi dieci minuti e non ci si diverte neanche più a indovinare quale sarà il prossimo film a essere dissacrato.

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Horror MovieDa sempre estremamente prolifica al cinema, la parodia ha prodotto negli anni risultati più o meno eccellenti. Gioco metalinguistico basato sull'esagerazione e lo stravolgimento dell'originale, funziona in particolare con quei generi che, più di altri, sembrano essere codificati, con delle “regole” ben precise, luoghi e figure topici. L'horror, quindi, sembra prestarsi al meglio a tale rilettura, come dimostra il lungo elenco di parodie che va da un capolavoro come Frankenstein Junior a Scary Movie. Il film di Mel Brooks, che ritenta poi il colpaccio in chiave minore con Dracula morto e contento, è in realtà una vera e propria reinvenzione di uno dei mostri più rappresentativi dell'horror classico, quello più strettamente legato alla letteratura; Scary Movie, invece, già si pone in maniera diversa rispetto alle fonti originali, prendendo di mira non un solo film, ma tutto un filone del genere degli anni '90, tralasciando lo humor sagace per capitolare in un umorismo più sguaiato, in sintonia con il pubblico di teenagers a cui si rivolge. Ed è proprio sulla scia dei fratelli Wayans che si trova Horror Movie, Stan Helsing in originale, nome che già richiama uno dei miti del cinema di genere. Il film, però, è ben lontano dai suoi illustri predecessori, avvicinandosi, invece, a  pellicole che volentieri si vorrebbero dimenticare come Epic Movie, parodia della parodia.
Partendo dal Van Helsing con Hugh Jackman, il film di Bo Zenga mette insieme tutte le maschere più famose, da Michael Myers a Freddy Krueger, da Jason Voorhees a Pinhead, in uno scalcinato team di mostri contro i quattro protagonisti, teenagers (in realtà trentenni, e si vede) che girano per lande buie e tempestose in un minivan a Halloween, capeggiati da Stan Helsing, pronipote inconsapevole del famoso ammazzavampiri. Sul loro cammino, ovviamente, un'improbabile serie di situazioni che ricordano gli horror più noti, dal classico dei palinsesti estivi So cosa hai fatto, ampiamente parodiato nella lunga (e statica) sequenza in macchina, alla stazione di benzina che tanto ricorda Non aprite quella porta, passando per battute come “È l'ultima casa a sinistra su Elm Street” e un personaggio come il barista, evidente povera riproposizione di Igor. Un semplice accumulo di citazioni che neanche si tenta di reinventare, offrendole su un piatto d'argento a uno spettatore del tutto passivo. Il tono è evidente sin da subito con la scena nel bagno del videonoleggio, prima delle tante visioni scatologiche che si ripetono nel film, tese a mortificare i corpi, puri oggetti da utilizzare per tentare – inutilmente – di creare situazioni comiche. A nulla servono le espressioni facciali dei protagonisti, catalogo grottesco delle più tipiche facce da horror, né le gag del compianto Leslie Nielsen, infagottato in un costume stile Aretha Franklin e parruccone, a cui in realtà si lascia ben poco da fare se non qualche “spiegone”. Si potrebbe parlare, non a caso, di mercificazione del corpo, in particolare quello femminile, dai video porno amatoriali alla lap dance delle mogli di Dracula o, più scopertamente, quello delle due protagoniste. Si sa, il troppo stroppia. Non fa eccezione questa pellicola. Si smette di ridere dopo i primi dieci minuti e non ci si diverte neanche più a indovinare quale sarà il prossimo film a essere dissacrato.     

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Titolo originale: Stan Helsing

Regia: Bo Zenga

Interpreti: Steve Howey, Diora Baird, Kenan Thompson, Leslie Nielsen, Desi Lydic, Kit Zenga, Darren Moore, Twan Holliday 

Distribuzione: Eagle

Durata: 81’

Origine: Canada, Usa 2009

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