Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa, di Genndy Tartakovsky

La saga dei mostri dall’animo umano e lo spirito bonario ha contagiato un po’ tutti. La rivisitazione di un mito horror come Dracula (e la sua combriccola di amici) inserita in un contesto comico e dannatamente moderno ha unito i giovanissimi a un pubblico più adulto che si diverte e che può facilmente calarsi nel mantello paterno del protagonista. Del resto al centro dei tre film c’è sempre la famiglia: quella che vede crescere la propria figlia e che non sa come comportarsi di fronte al suo primo amore; quella che assiste alla nascita del primo nipote e teme per il suo futuro; e infine la prospettiva si ribalta, con i figli ormai grandi che si preoccupano per i genitori.

In Hotel Transylvania 3 Mavis, figlia di Drac, pensa che per il padre sia ora di un po’ di sano relax dalla routine alberghiera e organizza una vacanza in crociera a cui partecipa l’intero gruppo di mostri – nonno Vlad incluso. L’allegro clima familiare verrà alterato dalla misteriosa Ericka, capitano della nave, che seduce il conte per portare a termine un diabolico piano. La ragazza altri non è che la discendente del leggendario cacciatore di vampiri Van Helsing. Rispetto ai primi due capitoli che riescono a trovare un’armonia di intenti e generi, quest’ultimo sembra poggiare in maniera troppo sicura sulla componente d’azione e d’avventura: a cominciare dal preambolo che ci riporta alle origini di quella dicotomia tra bene e male e che continua grazie al viaggio on the sea. Ci si sofferma, ancora, su chi siano i buoni e chi i cattivi, sulle differenze di vedute che portano a giudicare qualcuno per ciò che non è. Sotto la luce dell’attenzione questa volta troviamo Drac (voce originale di Adam Sandler, italiana di Claudio Bisio) pronto a rimettersi in gioco dopo aver dedicato tanto alla famiglia e al lavoro. Il suo zing o colpo di fulmine per Ericka ripropone la stessa situazione del primo film, con l’eccezione che qui è Mavis a guardare con sospetto la nuova fiamma di suo padre. Un’evoluzione naturale nella dinamica padre-figlia che non dimentica di inglobare gli altri personaggi, vere spalle comiche del protagonista: dal gelatinoso Blobby, accompagnato da una piccola verde sorpresa, ai coniugi Wayne e Wanda con l’immancabile e numerosissima prole mannara al seguito.

Grande spazio è dato alla musica, altra protagonista del film, che oltre a occupare la scena nel finale – non vi sveleremo le popolari note che guidano la danza –, ci ricorda che è possibile mettere da parte rancori millenari e vivere insieme nonostante le (apparenti) diversità. Il regista della saga Tartakovsky, che ha una formazione nel campo dell’animazione (a lui si devono le serie televisive Samurai Jack e Star Wars: Clone Wars), ha qui preso in mano le redini della sceneggiatura inserendo un cambio di direzione significativo: riducendo all’osso la linea narrativa, il film diventa un’esperienza visiva che esplode continuamente a colpi di gag e scene che aggiungono una fisicità eccessiva alla storia pur non perdendo mai la misura. Un divertimento che ha il limite di esaurire la sua carica al termine della visione.


Titolo originale: Hotel Transylvania 3: Summer Vacation

Regia: Genndy Tartakovsky
Interpreti (Voci): Dracula: Claudio Bisio, Mavis: Cristiana Capotondi, Jonathan: Davide Perino, Frankenstein: Paolo Marchese, Griffin: Mino Caprio
Distribuzione: Warner Bros.
Durata: 97’
Origine: USA, 2018