Hunger Games: Il canto della rivolta, parte 1, di Francis Lawrence

La saga tratta dalle fortunate pubblicazioni di Suzanne Collins arriva alla vigilia del capitolo conclusivo e cambia per la terza volta in tre film la squadra di sceneggiatori, confermando invece nel piattissimo Francis Lawrence l'occhio alla regia.
Stavolta la palla dello script passa a Peter Craig e Danny Strong, entrambi con un curriculum anche attoriale, responsabili rispettivamente di The Town e The Butler. L'andamento compassato e l'atmosfera spaventosamente frenata di questa prima parte dell'avventura conclusiva della Ghiandaia Imitatrice possono probabilmente essere dovute anche al tentativo dei due autori di donare profondità all'aspetto allegorico delle storie della Collins, senza sfuggire alla regola del terzo allestimento che è sempre quello più dark.
Purtroppo allo stesso tempo a scapito del comparto action/adrenalinico che qui viene senza troppi patemi messo letteralmente tra parentesi (la sequenza di evasione-liberazione di chiusura non ci viene sostanzialmente mostrata, ma giusto lasciata intuire per frammenti).

Un'altra versione dei fatti tirerebbe in ballo con facilità, e tra l'altro senza troppa paura di sbagliare, l'anima di traino preparatorio di questo episodio-cliffhanger in vista dei fuochi d'artificio del gran finale: va da sé, questo ci spinge a porci tutta una serie di dubbi sulla natura mutante di opera cinematografica ai tempi della nuova serialità “consapevole”, sull'unicità della visione, sulle sorti dello spettatore “non avvertito”, eccetera. E' chiaro che però la struttura a incastro a rimandi ciclici di Hunger Games sia insita con precisione nelle sue stesse traiettorie narrative di giochi ritornanti, training a difficoltà progressiva, reality mortali e così via.
In questo film gli autori si permettono di ovviare addirittura alla presenza della situazione-arena, che infatti manca, e risolvono il problema con una battuta di Katniss che guardando Peeta trasformato in portavoce televisivo indottrinato a forza dal regime riflette tra sé: “è come se fossimo ancora nei Giochi”, e tanto basti.

Hunger Games, tra tutte le saghe della contemporaneità, è sempre stato il prodotto più attento a costruirsi una reputazione di dispositivo industriale intelligente e alternativo (si veda in questo caso il bombardamento dell'ospedale disarmato, in aperto riferimento politico con l'attualità), con strizzate indie (aveva intuito bene la Hardwicke del primo Twilight, ancora oggi fondamentale pietra di paragone) evidenti nella scelta del cast di campioni della sfera militante (la stessa J Law e poi Woody Harrelson, Philip Seymour Hoffman o il suo simulacro sulle orme della pantera rosa, Julianne Moore, Stanley Tucci…).
Qui è allora facile leggere l'intera prima parte di questa messinscena claustrofobica come un'aperta metafora del cammino di Jennifer Lawrence dentro i Giochi di Hollywood. 

L'intuizione più preziosa del film è infatti nella troupe di videomakers cyberpunk (la regista Cressida e i suoi operatori Castore e Polluce) messi al seguito di Katniss per realizzare filmati di propaganda per aizzare il popolo di Panem alla rivolta, come una manciata di foto osé hackerate sul web. La ragazza è all'inizio ritrosa e impacciata, ma davanti al genocidio violento operato dal tiranno Snow tira fuori tutta la verve combattiva della Ghiandaia che ha imparato per istinto come guardare nell'obiettivo e quando cambiare camera a cui rivolgersi.
Il momento è quasi vertiginoso anche se Francis Lawrence non fa nulla per impreziosirlo, e l'abbozzata sezione bellica di chiusura lascia palese l'impressione del compito frettoloso imbastito per giungere al più presto alla resa dei conti definitiva, qui annunciata giusto a distanza.

Titolo originale: The Hunger Games: Mockingjay, Part 1
Regia: Francis Lawrence
Interpreti: Jennifer Lawrence, Josh Hutcherson, Liam Hemsworth, Julianne Moore, Philip Seymour Hoffman, Woody Harrelson, Elizabeth Banks, Jeffrey Wright, Stanley Tucci, Donald Sutherland, Toby Jones, Willow Shields, Sam Claflin, Jena Malone, Natalie Dormer, Mahershala Ali
Origine: USA, 2014
Distribuzione: Universal Pictures
Durata: 123'