I CARTAI – Il cinema trucca le carte

21 di Robert Luketic
Il cinema bara al gioco, trucca i dadi, è da sempre una partita falsata con la macchina prima che con gli sguardi dello spettatore: non a caso il truffatore è da sempre un personaggio-chiave della storia del film. Viaggio tra i "bari" del cinema da Orson Welles a Ray Babbit, da 21 di Luketic all'ultimo Oz di Sam Raimi, passando per Il cartaio argentiano

di Antonio Spilotro

21 di Robert LuketicIl cinema bara al gioco, trucca i dadi, è da sempre una partita falsata con la macchina prima che con gli sguardi dello spettatore: non a caso il truffatore è da sempre un personaggio-chiave della storia del film, che ne esplicita le origini e la provenienza dai capannoni delle fiere, e dalle attrazioni dei luna park. Si veda ad esempio al riguardo il celebre F for fake di Orson Welles (1973), sino ad arrivare al James Franco dell’ultimo
 Oz di Raimi.

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Nel corso della storia del cinema abbiamo visto molti “bari” attraversare i casinò ricostruiti dai set hollywoodiani: uno per tutti il Ray Babbit del cult Rain Man di Barry Levinson (1988), bravissimo a “contare le carte” in una famosa sequenza del film, sino alla tesissima partita nella sezione centrale del bellissimo 007 Casino Royale di Martin Campbell (2006).

Vincere una partita di poker online può diventare una questione di vitale serietà, come accade a Silvio Muccino nell’epocale Il cartaio di Dario Argento (2004), ambientato d’altra parte in un periodo in cui la sicurezza del gioco online in Italia non aveva ancora raggiunto i requisiti severissimi richiesti oggigiorno per ottenere la licenza dall’AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato), l’ente autorizzato a monitorare su tutte le sessioni di gioco: criptaggi, hole cards degli altri giocatori protette, filtraggi IP, eccetera.

Ovviamente non è impossibile alterare i risultati anche sulle Poker Room online. Negli ultimi tempi almeno Robert Luketic con il suo 21 (2008) ci ha mostrato un esempio di celluloide di metodologia scientifica del raggiro al tavolo di Black Jack: una minaccia che si è trovato a debellare con grande serietà lo staff del Team di Sicurezza di
PokerStars.it, che è riuscito ad “incastrare” alcuni esperti bari della rete che sfruttavano metodi come la “Collusion” o il “Multi accounting” per le loro stangate (George Roy Hill, 1973).

E il video qua sotto racconta come si usava punire i bari nei casino dei vecchi tempi analogici…

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