I CORSI DI SENTIERI SELVAGGI: Scrivere sul cinema

Direzione: Federico Chiacchiari
Docenti: Simone Emiliani, Massimo Causo, Demetrio Salvi
Con interventi di redattori di Sentieri selvaggi
 
il giovedì – da novembre a giugno
ore 17.00/20.00
 
Scrivere sul cinema, locandina della prima edizione 1999/2000Di cosa parliamo quando scriviamo di cinema? Siamo “critici” o “scrittori”? Perché c’è sempre stata una grande distanza tra i gusti del pubblico e quelli della critica? Come si legge un film e come lo si restituisce attraverso un “altro” testo? Cos’è diventato e com’è cambiato e mutato, oggi, il mestiere del critico? Nell’epoca dei blog tutti, oggi, possono scrivere (anche) di cinema. Finalmente, diremmo. Perché il cinema è come il calcio e la musica, qualcosa di cui chiunque può meravigliosamente e liberamente parlare. E allora, viene da domandarsi, a che serve la critica cinematografica se tutti possono, ormai, orizzontalmente affiancarsi ai “professionisti” della scrittura sui film?
 
Sono queste solo alcune delle tante domande che noi di Sentieri selvaggi ci poniamo, assieme ai nostri allievi, nelle lezioni e nei laboratori di critica cinematografica, il nostro corso più “antico”, quello da cui è partita, nel 1999, tutta la nostra area di formazione oggi riunita nella Scuola di Cinema.
 
Scrivere sul cinema è un corso di critica cinematografica, e anche di giornalismo cinematografico, ma è soprattutto il luogo dove spingiamo i nostri allievi ad essere dei veri e propri “scrittori di cinema”. E oggi la scrittura (come il lavoro del critico, del resto) non è più la stessa di vent’anni fa. Il cinema è cambiato, viene fruito in luoghi e condizioni sempre più diversi, il corpo dello spettatore è irrimediabilmente mutato. E se siamo diversi come corpi di spettatori siamo diversi anche come corpi critici.
Questo corso, come il cinema, lo spettatore e la critica, muta ogni anno, pur mantenendo una struttura di base unitaria, perché è sensibile ai cambiamenti, tecnologici e di costume, che il mestiere del critico oggi, necessariamente, impone.
 
30 settimane di incontri e laboratorio, più altre 20 di Storie del cinema, questo il “pacchetto” del corso di critica, al quale vanno aggiunti i numerosi incontri con ospiti ed eventi che ogni anno organizziamo.
 
Quattro docenti, quattro diverse esperienze e approfondimenti.Massenzio 1981
 
Federico Chiacchiari, il Direttore di Sentieri selvaggi, vi accompagnerà per tutto il percorso, come punto di riferimento costante per gli otto mesi da novembre a fine giugno. Con lui più che di critica si ragionerà, forse, di “anticritica”, di come il modo di pensare il cinema sia profondamente cambiato a partire dalle esperienze di alcune “avanguardie” culturali negli anni Settanta e Ottanta. Vi parlerà, sicuramente, di un personaggio di nome Enzo Ungari, che forse non avrete mai sentito nominare… ma che rappresenta per Sentieri selvaggi una sorta di fratello maggiore che ha insegnato come godere il cinema…(insieme a Roberto Silvestri che spesso viene raccontarci le sue vecchie e nuove storie di cinema). E invece di parlarvi di neorealismo e dei grandi autori del cinema preferirà parlarvi del Filmstudio 70 e del Politecnico, di Massenzio, Renato Nicolini ed Enrico Ghezzi… Ma il Direttore vi porterà dentro le problematiche contemporanee del lavoro nel web, dove come comunicare, quali strumenti utilizzare, è altrettanto importante di cosa abbiamo da dire. E le domande saranno: come cambia oggi scrivere di cinema nell’era di YouTube e MySpace?
 
L'atalante, scena refrain di Fuori orarioSimone Emiliani, il vicedirettore di Sentieri selvaggi, che frequenta le riviste storiche della critica (Filmcritica, Cineforum, Film) ma che gioca la sua passione cinefila attraverso radio, giornali, organizzazione di festival ed eventi, vi porterà invece nei territori del “linguaggio cinematografico”, il vero arsenale, armamentario di base necessario e indispensabile per parlare di cinema, almeno quanto lo è conoscere regolamenti, tecniche e tattiche di gioco per parlare di calcio…. E allora con lui vi troverete a ragionare delle manipolazioni spazio/temporali del cinema, di montaggio, profondità di campo, campi, inquadrature, ecc…. Ma attenzione: poca teoria e molto, davvero molto, visionamento di brani di film, per capire come il linguaggio si è evoluto nel tempo con lo sviluppo tecnologico del cinema, e come oggi il cinema e il suo set sia sempre più un qualcosa di virtuale, terribilmente concreto e astratto nello stesso tempo.
 
DirectedByJohnFordMassimo Causo è il nostro critico DOC, come ci piace definirlo. Ovvero colui che frequenta decine di festival l’anno, che vede centinaia e centinaia di film, come selezionatore (oggi per Venezia, Torino, Lecce, Taranto, ecc…), che scrive cataloghi di Festival e sulle principali riviste specializzate.  Con Causo si ragionerà concretamente su quello che significa davvero, oggi, il mestiere del critico. Critico recensore, certo, per quotidiani, riviste, libri, ma anche critico multimediale, che opera attraverso la radio, la televisione, che nel “far vedere il cinema”, nella scelta dei film, dei luoghi e delle forme di proiezione esercita la complessità della sua professione.
 
 
Roland Barthes, grande ispiratore del laboratorio di scrittura di Demetrio SalviDemetrio Salvi, co-fondatore di Sentieri selvaggi, sarà la vostra guida nell’Inferno (o nel Paradiso, fate voi) della scrittura. Perché voi sarete scrittori e il vostro “testo” diventerà importante e fondamentale tanto quanto il testo su cui andrete a lavorare. E’ un approccio decisamente creativo alla scrittura sul cinema, che mette in gioco se stessi, non solo nel rapporto “amoroso” con il cinema, ma anche nel lavoro e nella riflessione collettiva. Nel suo laboratorio, che è il luogo dove si pratica concretamente la scrittura sul cinema, ci sarà spazio – per un solo apparente paradosso – anche alle riflessioni teoriche. Perché si scrive? Per chi scrive? Già, siamo critici o scrittori? Secondo voi?….
 
Quattro approcci diversi e complementari, che si alterneranno di settimana in settimana, in un tourbillon di stimoli e ricerca, per strade sicuramente inesplorate. Perché amiamo troppo i sentieri selvaggi della critica… ma siamo anche dei ricercatori (Searchers…) pignoli.
 
anno 2006: i critici selvaggi del corso presentano la rassegna con Salvi (primo a sinistra) e Chiacchiari (ultimo a destra)Si vedono film, si scrive, si ragiona assieme agli altri sul “fare cinema” e sullo “scrivere sul cinema”. Da un certo punto in poi si entra nei meccanismi concreti del lavoro dentro un quotidiano di cinema come Sentieri selvaggi, un vero e proprio “stage”, per imparare a lavorare concretamente nel web. Ma non mancheranno altre operazioni concrete da praticare e realizzare: se sarete bravi scriverete anche dei testi, magari dei libri e, chissà, forse riuscirete anche a realizzare una bella rassegna. Sono possibilità concrete che Sentieri selvaggi offre ai suoi allievi, starà dunque a voi coglierle e saper sfruttare l’occasione…
 
Lontanissimi, dunque, da qualunque strategia accademica, qui privilegiamo il fare, il mettersi in gioco, l’operatività completa.
Questo è il motivo per cui non servono particolari conoscenze e competenze pregresse: ci interessa la passionalità e la capacità di essere sinceri fino alla cattiveria. Preferiamo gli scrittori ai cattedratici. Preferiamo il piacere “vivo” al sapere “statico”. E, se siete interessati, non dimenticate di portarvi dietro i sogni: più che le lauree, ci interessano queste cose qui.
 
 
OBIETTIVI
         Conoscenze fondamentali di base di analisi e lettura critica del film
         Strategie della comunicazione, il cinema nella rete, tra multimedialità e interattività
         Conoscenza dei diversi modi/mondi di fare critica cinematografica
     Pratica concreta della scrittura sul cinema, laboratorio permanente
 
A CHI E’ INDIRIZZATO
A coloro che intendono servirsi della critica cinematografica, qualunque sia il settore di appartenenza (giornalismo, cinema e TV, radio, internet, scuola).
Non sono necessarie competenze pregresse.
 
METODOLOGIA
         lezioni frontali
         visionamenti di brani di film
         incontri con esperti esterni
         lavori individualizzati
         lavori di gruppo
         brainstorming
         incontri laboratoriali e pratica di strumenti specifici
 
COSA SI PUO’ REALIZZARE
         Interventi informativi e critici per la rivista Sentieri Selvaggi on-line.
         Un catalogo, un volume collettivo finale
 –       Una rassegna cinematografica
 
PROGRAMMA
Due lezioni full-immersion sui linguaggi del cine-televisivo
 
30 incontri settimanali, ecco alcuni temi:
 
        La “critica” secondo Sentieri Selvaggi, dagli anni ’70 a You Tube
–      Introduzione al mestiere del critico e alla storia della critica
      Il linguaggio cinematografico, il montaggio, le inquadrature, il suono, la sceneggiatura
        Fare critica per i giornali, lavorare per la radio e la televisione
        L’editoria cinematografica (libri e riviste), il giornalismo cinematografico
        Eventi: rassegne e festival di cinema
      Scrivere di cinema su internet: lavorare in una webzine, l’esempio di Sentieri selvaggi
        Laboratorio di scrittura permanente
        Laboratorio realizzativo: informazione,  critica, libri e cataloghi, rassegne
 
Un corso comune: Storie del cinema

Infine: un corso di storia/storie del cinema per maturare, assieme agli allievi degli altri corsi, un linguaggio comune, per provare a chiarificarsi quelle che sono le strategie narrative di una storia del cinema tutt’altro che pacifica, tutt’altro che lineare.

iscriviti ai corsi!Scuola di cinema Sentieri Selvaggi: scuole e corsi di cinema, sceneggiatura, recitazione, critica cinematografica, fotografia, montaggio, regia e scrittura Roma - università del cinema e documentari. Borse di studio, critica cinematografica, corsi AVID - FInal Cut - ufficio stampa - produzione - Alta Definizione. Corsi per insegnanti per insegnare cinema a scuola e corsi per filmmakers. Sentieri Selvaggi incontra alla Mostra del Cinema di Venezia il grande regista di Hong Kong e il suo collaboratore Wai Ka-fai. Ad un certo punto dell'intervista abbiamo passato la videocamera al maestro che si è esibito in una breve ma intensa ripresa