I Film della Critica di #Venezia78

Ecco i titoli in sala presentati all’ultima Mostra del Cinema di Venezia e segnalati dal Sindacato Nazionale Critici

Nel corso della 78esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, il Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici (SNCCI) ha individuato alcuni film meritevoli di attenzione, inserendoli nelle lista dei “Film della Critica” dei mesi di Settembre e Ottobre.
Ai suddetti film, usciti (o che usciranno a breve) nelle sale italiane, sono state addotte le seguenti motivazioni:

Il Collezionista di Carte (Paul Schrader) in sala dal 3 Settembre 2021.
Motivazione:

Tornando a ragionare una volta di più sul concetto di “colpa” e sul rapporto dell’uomo con la propria morale, Paul Schrader esorcizza il trauma del proprio personaggio – che è il trauma di un’intera nazione, nascosto sapientemente sotto il tappeto della Storia – su un percorso di riscatto che non potrà schivare la necessità della violenza, e la sua catarsi.
E in due dita che si sfiorano senza potersi toccare c’è il senso intero dell’esistenza, e del suo perpetuarsi.

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SCENEGGIATURA: Tutti i corsi in arrivo della Scuola di Cinema Sentieri selvaggi


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Qui Rido Io (Mario Martone, film preferito della redazione di Sentieri Selvaggi a Venezia 78 ), in sala dal 9 Settembre 2021.
Motivazione:

Con Qui rido io Martone esplora intensamente il tema della paternità negata, romanzando con attenzione storica la figura del Padre del teatro napoletano, quell’Eduardo Scarpetta padre-padrone di una famiglia allargata di figli legittimi e naturali, tra i quali i tre Fratelli De Filippo. Espressione estrema di un’inconsapevole concezione utopica della famiglia, pur intessuta dei tradizionali valori patriarcali, la figura di Scarpetta arricchisce la filmografia di Martone di un’altra acuta riflessione sul Teatro e sul rapporto tra palcoscenico e vita, e sul ruolo della donna nella cultura napoletana del Novecento.

 

Proviene da Cannes 2021 invece Drive My Car (Ryusuke Hamaguchi, la cui precedente opera Il gioco del destino e della fantasia era stata già designata quale “Film della Critica”), in sala dal 23 Settembre 2021.
Motivazione:

Confermando le qualità di scrittura e di messa in scena già ammirate in Il gioco del destino e della fantasia, il regista giapponese usa stavolta Cêchov per confrontarsi con i desideri e le angosce inespresse: un regista teatrale deve elaborare la perdita della moglie, un giovane attore cerca difficili rivincite, i componenti di una troupe teatrale si esprimono tutti in una lingua diversa, mentre una silenziosa conducente d’auto osserva tutto.
E così si finisce per scavare nelle anime segnate dei vari protagonisti, regalando agli spettatori la più inaspettata lezione di vita.

 

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A Chiara (Jonas Carpignano), in sala dal 7 Ottobre, ha vinto la Quinzaine e la sua versione breve era quest’anno alla Settimana della Critica.
Motivazione:

Aderendo ai turbamenti e agli umori della sua protagonista quindicenne, Jonas Carpignano conclude la trilogia dedicata alla Piana di Gioia Tauro ribadendo la necessità di leggere un territorio attraverso l’occhio e il corpo di chi quel luogo lo vive, amandolo e patendolo a un tempo.
Uno sguardo morale che si fa però affettivo, nel tentativo di raccontare la scoperta della vita in un luogo che deve imparare ancora a sopravvivere.

Ariaferma (Leonardo Di Costanzo) in sala dal 14 Ottobre.
Motivazione:

Definendo con precisione psicologica e drammaturgica uno scenario vibrante per verità e tensione, il regista sviluppa una potente struttura visiva e narrativa, che si basa sul rapporto dinamico tra spazi angusti della prigione e quelli delle relazioni personali, offrendo al contempo una netta analisi dei giochi di potere e una implicita riflessione sull’umano confronto tra colpa e punizione.

Madres Paralelas (Pedro Almodòvar) in sala dal 28 Ottobre.
Motivazione:

Attraverso la storia di due madri che incrociano i rispettivi destini, condividendo gravidanza, amore, per le loro bambine e tumulti delle proprie vite, Pedro Almodòvar indaga sulla storia del proprio Paese, e in particolare sulla guerra civile, con una lucidità politica mai prima d’ora così esplicita e condivisibile.
Le donne del suo cinema – a cominciare dalla meravigliosa Penèlope Cruz – racchiudono e donano come sempre la vita, mentre la terra di Spagna, un tempo teatro della violenza franchista, riporta alla luce i resti delle vittime di una vergogna nazionale troppo in fretta dimenticata.

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