Brivido nella notte, di Clint Eastwood

Da non perdere assolutamente l’esordio alla regia di Clint: uno che si ostina a osservare il mondo contemporaneo con lo sguardo netto e frontale che fu di Ford, Hitchcock o Hawks.

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Da non perdere assolutamente l’esordio alla regia del cavaliere con la cravatta di cuoio, dell’ultimo romantico sentimentale ancora in circolazione: uno che si ostina a osservare il mondo contemporaneo con lo sguardo netto e frontale che fu di John Ford, di Alfred Hitchcock o di Haward Hawks. Clint Eastwood sceglie un progetto a basso costo e un personaggio molto diverso da quelli che lo hanno reso celebre. Niente western, niente sigaro e cavallo, niente magnum, solo Don Siegel come barista, complice di un uomo assolutamente privo di diffidenza nei confronti della vita. Dave Garver è il disc-jockey di una stazione locale che propina solo jazz. Tra le sue ammiratrici ce n’è una in particolare che chiama ogni sera, durante il suo programma, e chiede di suonare “Misty” (celebre composizione del grande pianista Erroll Garner). La richiesta cela l’ossessione psicotica dello sguardo: proprio quello sguardo che non dovrebbe incontrare Evelyn (Jessica Walter), la misteriosa ascoltatrice.

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Brivido nella notte (Play Misty for me) inizia come una finta commedia di humour nero, e si lascia andare nel thriller che finge di prendersi sul serio. Cinema sfasato (con tanti difetti) e precursore (vedi il genere serial killer al femminile esploso negli anni Ottanta), come lo stile di Garner, stregone dello “stride piano”, dell’improvvisazione autodidatta, del rifiuto d’integrarsi ai movimenti dell’epoca (il bebop, in particolare). E poi, se guardi la copertina dell’album più famoso, Concert by the Sea, ritrovi le scogliere, il mare che s’infrange, un uomo e una donna: tutto in un’inquadratura brutalmente oggettiva della condizione umana. È la vita che si coglie dietro agli occhiali neri (un’altra armatura) di Garver. Basta uno sguardo ad inebriarti con tutti gli alcolici che ha tracannato e le donne che ha amato. Ci trovi in quello stesso sguardo la solitudine di un antieroe, le difficoltà dell’uomo a stringere legami con i propri simili e la poesia disincantata e amarognola dell’inevitabile isolamento esistenziale. Genere apparentemente violato, trasgredito, irriso: come l’intermezzo documentaristico sul concerto di Monterey o il videoclip erotico in technicolor. Rasoiate, pugnalate e ferite inferte per riportare alla luce il classicismo, la trasparenza, l’ingenuità, la limpidezza di un mito sempre meno pallido.           

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Titolo originale: Play Misty for Me
Regia: Clint Eastwood
Interpreti: Clint Eastwood, Jessica Walter, Donna Mills, John Larch, Jack Ging, Irene Hervey, Don Siegel
Durata: 102′
Origine: USA, 1971
Genere: thriller

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.5

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
5 (1 voto)
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