I Love Lucca Comics & Games, di Manlio Castagna

Progetto nato per celebrare una delle più note fiere italiane dedicate al fumetto e ai videogiochi, resta intrappolato nel tono promozionale, senza coglierne davvero lo spirito.

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Se la figura del “nerd”, oggi, può godere di una più o meno ampia “approvazione” da parte sia dell’opinione pubblica (ormai educata al linguaggio tech grazie alla capillare diffusione dei device elettronici) sia dei principali spazi commerciali (sempre più spesso ci si imbatte in librerie che dedicano consistenti sezioni alle narrazioni a fumetti), ciò è dovuto non solo al processo di “democratizzazione” del web, che ha permesso a tutti di fruire liberamente delle opere – cinematografiche, seriali, letterarie, ecc. – che hanno maggiormente contribuito a sedimentare un determinato immaginario collettivo, ma anche al fatto che eventi interamente dedicati ai principali settori di interesse di migliaia e migliaia di appassionati, come il Lucca Comics & Games (la cui prima edizione risale al 1966 ma l’evento si chiama così dal 1995), hanno via via acquisito sempre più visibilità e appeal grazie alla loro capacità di trasformare lo spazio in un “covo” sicuro per i visitatori.

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In questo senso, la missione principale del documentario I Love Lucca Comics & Games, realizzato da Manlio Castagna e presentato nella sezione Freestyle della 20° Festa del Cinema di Roma, sembra essere proprio quella di trasmettere questo grande senso di “famiglia” che caratterizza la manifestazione toscana, intervistando fumettisti, illustratori, scrittori, artisti visivi, ma anche i semplici frequentatori della fiera che ogni anno riempiono le strade della cittadina medievale, muovendosi tra firmacopie vari e sessioni fotografiche con i cosplayer di turno (cioè le persone che si “travestono” per imitare i loro beniamini immaginari).

Nonostante l’intento – sicuramente lodevole – di fare un ritratto della fiera come luogo ideale per la sospensione dell’incredulità di persone che, per tutto il resto dell’anno, sono “costrette” a indossare i panni di individui civili conformi alle regole sociali, l’opera di Castagna non riesce però mai a scrollarsi di dosso quell’aria da “prodotto su commissione” che, seppur inevitabile (data la natura stessa del progetto), si sarebbe potuta comunque attenuare con espedienti come un maggiore ricorso ai filmati di repertorio delle edizioni passate (per dare un’idea dell’evoluzione della fiera negli anni), oppure con gli interventi dei vari artisti ospiti presenti a Lucca nei loro rispettivi anni – come Tim Burton, Frank Miller e tanti altri – che, seppur presenti nel documentario, vengono soltanto accennati, per sottolineare ancor di più l’importanza dell’evento nel panorama nazionale e non solo.

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Le testimonianze dei vari appassionati e addetti ai lavori che compongono il film, se da una parte riescono a comunicare l’entusiasmo che pervade i giorni di organizzazione antecedenti alla fiera – oltre che, ovviamente, quelli dell’evento vero e proprio -, dall’altra sembrano però sempre legate a una sorta di “copione” da seguire, quasi come se le qualità di aggregazione, incontro e condivisione dei momenti più coinvolgenti della kermesse fossero degli slogan da esibire per una mera operazione pubblicitaria (come, del resto, il film è).

A confermare nuovamente l’aura di assoluta autorevolezza del Lucca Comics & Games ci pensa anche la presenza di artisti provenienti da settori diversi dell’espressione creativa, come Zerocalcare, Sio, Fumettibrutti, Frankie hi-nrg mc, Gabriele Mainetti e molti altri. C’è persino un momento di esibizione dell’illustratore giapponese Yoshitaka Amano (ospite dell’edizione 2024) nel suo studio privato.
Così, in definitiva, I Love Lucca Comics & Games non riesce a superare la barriera del prodotto promozionale.

 

Regia: Manlio Castagna
Distribuzione: I Wonder Pictures
Durata: 77′
Origine: Italia, 2025

 

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.5
Sending
Il voto dei lettori
1 (2 voti)
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