I migliori film in arrivo in streaming ad aprile 2026
Questo mese nella nostra selezione, Marty Supreme su Hbo Max, l’ultimo film con Chris Hemsworth su Prime Video ed il nuovo film con Keanu Reeves su Apple Tv
Torna l’appuntamento mensile che sonda le profondità digitali delle piattaforme streaming alla ricerca dei titoli più interessanti da vedere ogni mese tra film, serie tv e documentari, nel tentativo di offrire uno spazio sicuro e accogliente complementare all’offerta cinematografica in sala.
Come per la volta scorsa, prima di immergerci nella nostra selezione, spendiamo qualche riga per descrivere le cinque aree tematiche su cui si è deciso di costruire questa nuova versione della nostra vecchia Guida Allo Streaming.
Novità del mese: titoli per noi imprescindibili tra quelli che le piattaforme proporranno di mese in mese, i più attesi o quelli che comunque ci incuriosiscono e che, per questo, ci sentiamo di consigliarvi.
Archivio: scaviamo nei database delle singole piattaforme per ritrovare vecchi classici da riattraversare o film più recenti ma che magari rischiano di essere dimenticati troppo presto.
Focus: Un percorso organizzato a partire da un tema, da uno spazio, da un progetto che reputiamo centrale all’interno del mese e che raccoglierà una selezione di serie che saranno affini a quel contesto o che comunque si propongono di approfondirne i dettagli. E questo mese il nostro focus partirà dal bellissimo È l’ultima battuta? terzo film da regista di Bradley Cooper per costruire un percorso che proverà a riattraversare la storia del cinema a partire da quella stand up centrale nell’ultimo lavoro dell’autore di Maestro.
Flussi alternativi: La sezione miscellanea. Progetti laterali, stand up, documentari magari “nascosti” dall’algoritmo o non trattate nelle altre sezioni ma bisognose di approfondimento o divulgazione.
Le novità degli store: altra piccola novità della guida dedicata alle serie, uno spazio in cui segnalare prodotti usciti di recente negli store digitali, disponibili al di fuori dei singoli abbonamenti alle piattaforme ma che comunque ci sentiamo di consigliarvi.
Di seguito la nostra selezione.
NOVITÀ DEL MESE
Marty Supreme
Uno dei nostri film più amati della stagione, esordio solista di Josh Safdie, che inscrivendosi comunque nel segno del cinema accelerato e teso suo e di suo fratello racconta la storia del campione di ping pong Marty Reisman. Ma in realtà Safdie trova nel suo protagonista (interpretato da uno straordinario Timothée Chalamet) il primo degli outsider di quel cinema, di quell’immaginario a cui lui e Benny stanno lavorando da un decennio. Marty è allora un trickster impegnato a farsi strada nel mondo a furia di chiacchiere. Ma forse ha fatto male i conti con questo sogno americano (o giapponese?) che finisce per mangiarlo, renderlo egli stesso feticcio, vittima delle merci, di nuove racchette, di nuove palline, immagine incontrollata tra le immagini.
Il sogno va allora quasi liberato a suon di pugni, spari, sudore, sangue, tutto pur di riportare sui binari un film che proprio non vuole saperne di essere un racconto sportivo (e si diverte a divenire un thriller, un gangster movie, un melò) e che anche quando esplode nell’epica dello sport pare comunque vittima di una farsa, di uno scherzo, di un gioco combinato. Dal 24 aprile su Hbo Max, qui la nostra recensione.
Il Maestro
Ultimo film di Andrea di Stefano, che dopo il bel noir L’ultima notte d’amore ritrova Pierfrancesco Favino in questo dramma sportivo screziato di commedia e ambientato alla fine degli anni ‘80. Qui seguiamo il giovanissimo Felice Milella, campioncino regionale di tennis allenato dal padre, che vorrebbe per lui un futuro radioso nello sport. Per questo gli affianca Raul Gatti, vecchia gloria decaduta della racchetta ora perso in una vita sregolata. I due costruiranno insieme una strana amicizia, che insegnerà a entrambi a superare i propri limiti e a Felice, in particolare, a ragionare sul valore della sconfitta. Dal 5 aprile su Sky. Qui la nostra recensione.
Mercy: sotto accusa
Timur Bekmambetov torna al desktop movie e qui ne sviluppa uno in salsa thriller che cerca costantemente il fuori campo a dimostrare che le sue immagini possono vivere anche al di fuori di uno schermo. E per farlo parte dalla fantascienza satirica di Paul Verhoeven, a cui sembra evidentemente guardare questa storia ambientata in un prossimo futuro reso sicuro dal Sistema Mercy, un’intelligenza artificiale che è giudice, giuria e boia dei criminali. A ciascuno di loro è infatti concessa un’ora e mezza per ripercorrere digitalmente le carte del processo, le prove e gli indizi per dimostrarsi innocenti. Un giorno però a finire bloccato sulla sedia di Mercy è il detective Chris Raven, costretto a scagionarsi da una terribile accusa di omicidio. Già disponibile su Prime Video. Qui la nostra recensione.
Outcome – Hollywood non dimentica
Jonah Hill dirige Keanu Reeves in questa black comedy che come spesso accade ragiona delle ambiguità della fama e forse sottotraccia anche del diritto all’oblio degli esponenti dello star system. Reef Hawk è un attore che dopo una carriera di successo ha deciso di prendersi una pausa dal cinema per risolvere alcuni problemi di dipendenza. Ora è sobrio da cinque anni e felice della persona che è diventata, equilibrata e in relativa pace col mondo. Una mattina però riceve una telefonata dal suo consulente d’immagine, che gli dice che qualcuno lo sta ricattando poiché in possesso di materiale compromettente legato ai suoi anni bui. Reef non ci pensa due volte e decide di fare ammenda, scusandosi con tutti coloro a cui in passato ha fatto un torto, sperando, nel mentre, di trovare tra loro il misterioso ricattatore. Disponibile dal 10 aprile su Apple Tv.
Crime 101 – La strada del crimine
Un grande, disperato noir sul fallimento delle identità e delle ambizioni infestato dal fantasma di Michael Mann ed in cui il mito resiste solo come luminoso (ma inutile?) spazio di fuga. Bart Layton firma un film puntellato di personaggi che volevano essere qualcuno o qualcos’altro ma che non ci sono riusciti e per questo sono finiti in una sorta di limbo esistenziale, sottomessi a crudeli rapporti di potere e costretti a decisioni difficili pur di svoltare le loro vite. C’è ad esempio Sharon, agente assicurativa veterana messa tuttavia da parte da quell’azienda verso cui nutriva straordinarie aspettative. Poi c’è Lou, agente dell’antirapina fuori dagli schemi. Da tempo sta inseguendo un ladro apparentemente imprendibile e porta a termine i suoi colpi sull’interstatale 101. È ossessionato da una caccia all’uomo a un fantasma quando in realtà, glielo dicono tutti, in questo momento, con meno colpi di testa sarebbe stato il capo della squadra di cui fa parte. E infine c’è Mike, che è quel fantasma a cui Lou sta dando la caccia, rapinatore metodico e apparentemente infallibile che però è deciso a chiudere i conti con il lavoro grazie anche ad un colpo milionario di cui forse proprio Sharon potrebbe essere complice. Disponibile dal 1 Aprile su Prime Video. Qui la nostra recensione.
ARCHIVIO
Il tempo che ci vuole
Francesca Comencini (coadiuvata da Marco Bellocchio, che produce con la sua Kavac Film) firma il suo film più apertamente autobiografico, la storia di una figlia fragile e dall’interiorità complessa e di suo padre, regista affermato ma forse genitore imperfetto, che con difficoltà l’accompagna nelle tappe della crescita e, ovviamente, nell’amore per il cinema. Dalle avventure sul set di Pinocchio, che le insegneranno fondamentali lezioni di etica del lavoro alla tossicodipendenza, passando per la carriera di aiuto regista. Disponibile su Raiplay. Qui la nostra recensione.
Zamora
Zamora pare uno strano spin-off di certo cinema di Olmi, quello della provincia operaia affascinata dal Boom, come ne Il posto. Lì c’era Domenico, timido giovanotto che viaggia verso la Milano degli anni ’60 per partecipare ad un concorso di lavoro. Qui, invece, c’è Walter Vismara, ragazzotto abilissimo con i numeri ma un po’ insicuro che si trasferisce per lavoro proprio a Milano. Qui entrerà in contatto con l’ambiente del calcio aziendale, alle cui partitelle sarà costretto a partecipare controvoglia nel ruolo di portiere. Match dopo match, però, anche grazie all’amicizia con un campione decaduto, troverà proprio in quello sport alieno l’occasione del riscatto. Un film garbato, a suo modo cinefilo, caloroso e attento e ai suoi personaggi, retto anche da un grande Neri Marcorè in veste di attore e regista. Disponibile su Raiplay. Qui la nostra recensione.
Scream 4
Mentre il settimo capitolo è ancora in sala Prime Video permette di recuperare quello che di fatto è l’ultimo film diretto da Wes Craven, che con sguardo lucidissimo, attraverso l’ennesima epopea assassina di Ghostface, ragiona di uno slasher spinto sempre più verso l’abisso e mediatizzato da interfacce come quelle degli smartphone. Disponibile su Prime Video. Disponibile su Prime Video Qui la nostra recensione.
I crimini di Emily
Aubrey Plaza mattatrice di un film pienamente safdiano, un thriller metropolitano sempre su di giri che ragiona soprattutto di smaterializzazione del capitale e che inizia quando la giovane Emily si scopre incapace di ripagare i debiti accumulati durante gli anni passati. Per risolvere la sua situazione la ragazza entra nel mondo del dummy shopping, la rivendita di articoli a prezzi maggiorati effettuati tramite carte di credito rubate. Disponibile su Raiplay.
FOCUS – CINEMA E STAND-UP
The Big Sick – Il matrimonio si può evitare, l’amore no
Prodotto da Judd Apatow e nutrito fin nel profondo dallo spirito anarchico della stand up comedy, The Big Sick riflette sul multiculturalismo contemporaneo a partire dalla storia di Kumail, Newyorchese ma originario del Pakistan autista di giorno e comico di notte. I genitori di Kumail vorrebbero per lui un tradizionale matrimonio combinato ma un giorno il ragazzo si innamora dell’americana Emily. Sballottato dalla nuova consapevolezza, Kumail dovrà fare i conti con l’improvvisa malattia della ragazza, una prova d’amore che convincerà anche i genitori delle sue buone intenzioni. Qui la nostra recensione. Disponibile a noleggio su Prime Video.
Funny People
Ancora stand up ma stavolta riletta alla luce di un’angolatura da romanzo di formazione. Funny People riunisce Judd Apatow ad Adam Sandler, protagonista di un film che inizia quando George Simmons, stimato stand up comedian che però per tutta la vita è stato incapace di coltivare amicizie sincere e durature, si scopre malato di una grave forma di leucemia. Deciso a diventare una persona migliore, per prima cosa prende sotto la sua ala il giovane Ira, ragazzo un po’ impacciato con il sogno di diventare un comico. Con lui proverà a riallacciare i rapporti con la sua ex compagna, ora sposata e madre di due bambini. Prevedibilmente i tentativi di riconciliazione lo metteranno di fronte alle sue ambiguità più profonde. Disponibile su Apple Tv, qui la nostra recensione.
Lenny
Biopic ormai classico del cinema della New Hollywood, firmato da Bob Fosse e dedicato al maestro della stand up comedy Lenny Bruce, che nel raccontare la storia di una comicità tutta da fare, più aggressiva, imparziale, scorretta, ragiona soprattutto di un’America che, alle soglie degli anni ‘50, vede infrangersi la sua presunta innocenza per confrontarsi pienamente con il suo lato oscuri e le sue ambiguità, esposte, in scena, dalla comicità di Bruce. Con Dustin Hoffman. Disponibile su Prime Video.
Joker – Foliex A Deux
Tra i drammi carcerari di Aldrich ed i musical di Minnelli, Todd Phillips firma L’unico, folle, sequel possibile: quello che parte dal suo pubblico, dal suo voyeurismo nei confronti del tuo protagonista e si autosabota.
Phillips relega qualsiasi istanza davvero, pienamente spettacolare, seducente, fuori campo, in sequenze musical sussurrate o che terminano giusto un attimo prima di raggiungere il vero apice, mentre pone il suo protagonista sempre più tra parentesi, alla ricerca di un palco, di una scena madre che tutti sembrano volergli e potergli rubare, anche l’ultimo dei testimoni.
Come se il fandom, la sua isteria, avessero mandato in pezzi ogni meccanismo pienamente spettacolare ed il film fosse regredito ad una sorta di grado zero, ad un progetto/saggio che riflette su sé stesso, sul suo lascito, sul suo pubblico richiudendosi in una manciata di ambienti, tra quattro mura, mentre quegli stessi spazi vengono abitati da personaggi che chiaramente sono vittime dei loro ruoli, delle loro performance.
A tal punto che, sottotraccia, il film stesso, gradualmente, pare negare anche qualsiasi legame con lo spazio fumettistico della Dc: È ancora di una certa versione del personaggio del Joker che stiamo parlando, o Arthur è solo un povero pazzo vittima di una certa forma mentis dell’America anni ’80? Qui la nostra recensione. Disponibile su Apple Tv, Sky e Tim Vision.
FLUSSI ALTERNATIVI
Louis Theroux: Dentro la manosfera
Documentario d’inchiesta firmato dal giornalista Louis Theroux, che decide di immergersi in uno dei rabbit hole più inquietanti della contemporaneità: la manosfera, il contesto che celebra una mascolinità che si dice pura, perfetta, pienamente virile ma che in realtà appare dall’esterno come un ambiente tossico e deviato. Tra Incel. Lookmaxxing, provocazioni degli influencer e misoginia, Theroux proverà a “dare un nome” ad uno dei contesti più misteriosi del contesto digitale. Disponibile su Netflix.
Route One/USA
Opera fiume di Robert Kramer, cineasta “da combattimento” del cinema americano, che nel 1989 si lancia in un appassionato on the road sulla Route One, immensa superstrada che dal Canada arriva fino nel cuore degli Stati Uniti. L’obiettivo, prevedibilmente, è raccontare tappa dopo tappa il paese reale, con le sue contraddizioni, i suoi bisogni, i suoi sogni, le sue ombre. Disponibile su Raiplay.
6 Days To Air
È un documentario del 2011 e in questi quindici anni tantissimi altri dettagli e suggestioni si sono aggiunti a riempire il mondo che Matt Parker e Trey Stone hanno creato con South Park. Questo documentario sul dietro le quinte della serie, che certo avrebbe bisogno di un seguito, ha però il pregio di raccontare l’aspetto più affascinante del lavoro di Parker & Stone: il metodo di lavoro, quella catena di montaggio di passaggi e dettagli che consente a ogni puntata dello show di essere realizzata praticamente “In diretta”, in appena sei giorni prima della messa in onda. Disponibile su Paramount+.
L’Amour Fou
Su Raiplay è possibile recuperare il capolavoro di Jacques Rivette, dramma borghese (e scontro tra linguaggi, tra teatro, cinema e televisione), che inizia quando l’attrice Claire sente su di sé la pressione di dover interpretare l’andromaca nell’adattamento del marito Sebastien. Il suo allontamento dall’allestimento farà scoppiare la loro crisi. Disponibile su Raiplay.
I miei amici indesiderati: parte I – Ultima trasmissione da Mosca
Girato da Julie Loktev proprio a partire dai giorni in cui la Russia invadeva l’Ucraina questo documentario segue numerosi giornalisti (soprattutto donne) mentre provano a far sentire la loro voce in una Russia che le tratta da elementi indesiderabili ed etichettati dal governo di Putin come vere e proprie spie straniere. Disponibile su Mubi dal 3 Aprile.
LE NOVITÀ DEGLI STORE
Hamnet – Nel nome del figlio
L’ultimo film di Chleo Zhao accoglie una nuova declinazione di quella wilderness, di quella Natura affascinante, inclassificabile che è sempre stata al centro del suo cinema. Stavolta però è uno spazio tutto interiore, condiviso da William Shakespeare e da sua moglie Agnes, uno spazio tragico che si schiuderà alla morte del loro figlioletto Hamnet, a soli undici anni. L’improvviso lutto li costringerà a venire a patti con i loro fantasmi e a trovare, magari attraverso l’arte, un modo per esorcizzare il dolore.
A noleggio e acquistabile negli store Apple Tv, Rakuten, Chili e Prime Video. Qui la nostra recensione.
Send Help
Grande ritorno di Sam Raimi, che a quindici anni da Drag Me To Hell torna con un altro duello che sottotraccia ragiona comunque di egoismi, idiosincrasie e lotta di classe, stavolta però usando il filtro dell’avventura survivalista. Linda è un’impiegata di una compagnia il cui giovane presidente è appena subentrato al padre dopo la sua morte. L’anziano, uomo giusto e fiducioso nella meritocrazia aveva promesso a Linda poco prima di morire un’importante promozione ma il figlio gliela nega, concedendola invece ad un suo amico. Decisa a regolare i torti, Linda troverà l’occasione di farsi giustizia quando lei ed il suo capo precipiteranno su un’isola deserta. Disponibile negli store Apple Tv, Rakuten, Chili e Prime Video. Qui la nostra recensione.
No Other Choice – Non c’è altra scelta
Un’altra feroce e ironica operetta morale, stavolta dalla Corea e diretta da Park-Chan Wok, che unisce affondi di genere e satira sociale raccontando l’epopea di Man-Soo, borghese con moglie e figli che, dopo aver perso il lavoro, per non perdere i privilegi dati dall’agiatezza economica in cui vive, cerca immediatamente una nuova occupazione. Dovrà però confrontarsi con una concorrenza spietata, che cerca di contrastare nell’unico modo possibile: uccidendo gli altri candidati al suo posto. Disponibile nello store Prime Video. Qui la nostra recensione.
28 anni dopo – Il tempio delle ossa
Nia DaCosta firma il secondo capitolo della programmata trilogia di 28 anni dopo e sintonizza lo spazio tematico sulle sue ossessioni, dalla narratologia alla riflessione sugli archetipi culturali. Così Il Tempio Delle Ossa procede su linee narrative simili al prequel ma il feeling è tutto diverso diverso. Nia DaCosta mi é abilissima a inserirsi in un linguaggio consolidato senza perdere sé stessa, l’architettura politica di Garland che stavolta ragiona di fede, scienza e del loro ribaltamento (con la medicina che quasi converte, esorcizza, gli zombi/demoni violenti) è soprattutto lo sfondo di una fiaba amara, con al centro un Peter Pan oscuro, disperato che si accorge troppo tardi di aver creduto ad una favola.
E della fiaba il film ha il ritmo, la pulizia, la chiarezza del racconto e dei riferimenti, la nettezza, l’atteggiamento diretto sempre più raro in certo cinema pop.
Disponibile negli store Apple Tv, Rakuten, Chili e Prime Video. Qui la nostra recensione.

























