I MILLE OCCHI 2009

I mille occhi: Paura e desiderio – Prime anticipazioni

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Premio Anno Uno a Helena Ignez e anteprima romana

“I 1000 OCCHI incarnano un modo istantaneo di scrivere la storia del cinema, un processo di ricerca continua nella natura del cinema, del suo sviluppo e di tutta la sua complessa e  sconcertante vastità”: così recita un passaggio di un denso articolo pubblicato nella fondamentale pubblicazione monografica “On Film Festivals”, curato da Richard Porton come numero monografico della rivista “Dekalog”. La pubblicazione, edita da Wallflower di Londra e New York, è una vera enciclopedia dei festival cinematografici nel mondo, e le dettagliate pagine riservate a I mille occhi testimoniano la crescente importanza riconosciuta al festival triestino.

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“I mille occhi”, che avranno come titolo dell'VIII edizione “Paura e desiderio”, si terranno a Trieste dal 18 al 26 settembre presso la consueta sede del Teatro Miela, con un'anteprima a Roma dal 13 al 15 settembre, segno inequivocabile della crescita della manifestazione. Il festival internazionale del cinema e delle arti è ideato e realizzato dall’Associazione Anno Uno con Cineteca del Friuli – Archivio cinema del Friuli Venezia Giulia, FIAF, con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Provincia di Trieste e Comune di Trieste e il patrocinio dell’INA e dell’Ambassade de France en Italie. Collaborano i maggiori archivi italiani (Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Museo del Cinema, Cineteca Italiana), europei ed americani. Il festival è diretto da Sergio Grmek Germani con a fianco un prestigioso comitato artistico internazionale.

L’attenzione riservata a I mille occhi in “On Film Festivals”, libro-sintesi sui più importanti festival del mondo, è di estrema rilevanza se si pensa che, oltre a Venezia, Torino, Cinema Ritrovato di Bologna e Giornate del Cinema Muto di Pordenone, l'unico festival italiano a esservi considerato è proprio quello triestino, con un testo di ben quattro pagine, superiore per lunghezza a tutte le altre manifestazioni italiane menzionate. Si tratta di una lampante testimonianza dell’interesse internazionale suscitato dalla manifestazione: “È quasi impossibile definire di cosa si occupi questo festival, classificare il suo contenuto: non tratta per niente di film recenti, ma questi non gli danno fastidio, accadono e si armonizzano, benché la maggior parte delle opere mostrate provengano da epoche precedenti. Non è un festival di retrospettive, anche se la maggior parte del programma è composta da esse. Non è questione di guardarsi indietro, ma di come guardare questi film, oggi, l’attimo di ricordo-riconoscimento; non si occupa di un particolare genere cinematografico, di una regione geografica o di un determinato periodo, perché qualsiasi cosa può trovare qui il proprio posto.”

Il curatore stesso della pubblicazione, Richard Porton, dedica infine al festival, nell'introduzione al volume,  delle osservazioni che ne rilevano l'”anarchistic freedom” e “a sense of wonder” come caratteri essenziali.

Novità di particolare rilievo è quest’anno per il festival l’anteprima romana, in programma pochi giorni prima del festival: dal 13 al 15 settembre presso il Cinema Trevi della Cineteca Nazionale, infatti, ci sarà la possibilità di avere un antipasto di quanto accadrà poco dopo nel corso del festival. Si tratta di un’ulteriore apertura di orizzonti, oltre che di un riconoscimento dell’importanza e della qualità della proposta portata avanti dalla manifestazione.

Il festival celebra l’ottavo anno di vita, e lo fa proponendo come di consueto un percorso originale fatto di ricerca attraverso i generi e la reinvenzione spettacolare del cinema sia del presente che del passato, riportando alla luce opere ed autori che non hanno avuto la giusta considerazione e visibilità: fino ad oggi. E nella convinzione che ciò si possa fare divertendosi: la rassegna “Delitti celebri”, che percorrerà come un filo tutta l'edizione di quest'anno, si rivolge a un pubblico per il quale l'amore verso il cinema può abbandonarsi a mille oggetti restando, come diceva Dreyer, “l'unica grande passione”.  

Il Premio Anno Uno, sostenuto dalla Provincia di Trieste ed attribuito ogni anno ad un autore da scoprire nella sua attualità, andrà a Helena Ignez, icona del cinema brasiliano “marginal”. Dopo aver segnalato negli anni scorsi degli autori che in seguito hanno incontrato molte attenzioni internazionali, il premio, sempre propenso al rimescolamento delle regole, va quest'anno a un'opera prima, ma realizzata da una cineasta, Helena Ignez, che aveva segnato come attrice e collaboratrice l'opera di cineasti come Glauber Rocha, De Andrade, Julio Bressane e Rogério Sganzerla. Attrice ma anche autrice dei film da lei interpretati, la Ignez sarà a Trieste dove le verrà dedicata una rassegna di alcune tra le opere più significative cui ha partecipato, accanto all'anteprima italiana del suo nuovo film, suo esordio ufficiale nella regia di un lungometraggio: “Cançao de Baal”, musicalissima e eroticissima opera sovversiva .

Numerosi percorsi, con proiezioni ed incontri con autori, andranno a formare anche quest’anno un viaggio nelle zone più segrete del cinema.

Una fra le altre figure di spicco omaggiate nel festival è sicuramente Leo Castelli. Collezionista e mercante d’arte, Castelli è nato a Trieste e da lì si è trasferito, all’inizio del secolo scorso, negli Stati Uniti, dove ha conosciuto e fatto apprezzare i rappresentanti dei principali movimenti artistici del Novecento, dall’espressionismo alla pop art. Su Castelli verranno presentati nel corso del festival tutti i film in cui è stato intervistato, tra cui il prezioso documentario “Painters Painting”, che oltre a Castelli vede tra i protagonisti Andy Warhol e molti altri.

La già citata rassegna “Delitti celebri” percorrerà il festival con i film ispirati alle “Cronache italiane, da Dante a Stendhal”.

Leo McCarey, regista e sceneggiatore statunitense, scopritore della coppia comica Laurel & Hardy (Stanlio e Ollio) e autore del capolavoro dei fratelli Marx, viene proposto, nella prima parte di una rassegna biennale, con i suoi straordinari mélo religiosi.

Tra i numerosi altri tasselli del programma: le “promenades dans Rome” di Walerian Borowczyk, i film di ambientazione italiana del maestro dell'erotismo; la parte conclusiva del pluriennale viaggio nel cinema di Jacques Baratier; l'introduzione a una personale Autant-Lara, parte di un altro progetto biennale che esplorerà l’opera dello “scandaloso” regista francese; la seconda parte dell'omaggio a Vittorio Cottafavi, altro “cavallo vincente” del festival, ormai in molti festival riscoperto come uno dei massimi cineasti italiani.

Molti altri percorsi di programma stanno prendendo forma e andranno a far parte del mosaico nelle prossime settimane.

Per ulteriori informazioni:

Giovanni Barbo – ufficiostampa@imilleocchi.com