I premi del Matera Film Festival

I tre riconoscimenti principali sono andati a Le città di pianura, il documentario Fratelli di culla e il corto The surrogate girl. Premio alla carriera a Terry Gilliam

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Si è conclusa ieri, domenica 16 novembre, la sesta edizione del Matera Film Festival, con la serata di premiazione al Cineteatro Comunale Geraldo Guerrieri. Il festival ha visto tre diverse sezioni: lungometraggi, documentari e cortometraggi. In più sono stati presenti numerosi ospiti, tra cui Terry Gilliam (che ha ricevuto il Premio alla Carriera) e il grande disegnatore giapponese Yoshitaka Amano, che ha presentato il capolavoro di Mamoru Oshii L’uovo dell’angelo, presto nelle sale italiane per la prima volta.

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Nella sezione Lungometraggi il premio principale è stato assegnato a Le città di pianura di Francesco Sossai, che dopo la sua presentazione all’ultima edizione di Cannes (nella sezione Un certain regard) ha avuto una buona accoglienza anche al New York Film Festival e a Toronto, e un incasso sorprendente per il cinema italiano. La Menzione Speciale della giuria è andata poi a When The Walnut Leaves Turn Yellow di Mehmet Ali Konar, dramma che racconta il complicato conflitto turco-curdo attraverso la storia di un padre malato e suo figlio.

Il Premio Miglior Documentario è andato a Fratelli di culla di Alessandro Piva, che racconta la storia del brefotrofio di Bari, istituto che nel dopoguerra accoglieva i neonati abbandonati in culla. Il regista ha raccolto le voci degli ex ospiti, ormai adulti, che hanno provato a ritracciare il loro passato. La Menzione Speciale invece è per Kick-off di Roser Corella e Stefano Obino, sulle vicende di un villaggio del Kirghizistan in cui un gruppo di donne hanno sfidato le restrizioni della loro società rurale organizzando un torneo di calcio femminile.

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Infine, nella sezione Cortometraggi ha vinto The Surrogate Girl di Onur Guler, altra opera turca su una studentessa costretta a nascondere la sua gravidanza. Menzione Speciale per Playing God di Matteo Burani, corto italiano realizzato in animazione stop-motion che riflette sul tema della creazione artistica mettendo in scena una scultura d’argilla che prende vita.

Assegnato anche un Premio della Giuria Popolare, per l’horror La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli.

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