“I Puffi 3D”, di Raja Gosnell

Dalla parte di Gargamella. Se è vero che le creature blu si rivelano da subito innocue e ben poco incisive, personaggi magici che servono sostanzialmente a far accettare l'imminente paternità al Neil Patrick Harris di How i met your mother, per contro l'ottimo Gargamella di Hank Azaria si mostra a sorpresa come il reale elemento di disturbo della messinscena di Gosnell, insieme ad una Puffetta hot quasi al livello-Chipettes

La sequenza centrale è chiaramente quella nel negozio di giocattoli, con le piccole creature blu in CGI che vengono scambiate per “veri” giocattoli da famiglie e bambini: da qui, rocambolesche e disastrose fughe dei puffi tra le gambe degli umani che vogliono catturarli per acquistarli e giocarci, e l'intero negozio messo a soqquadro dal furibondo passaggio della truppa di minuscoli guastatori. E' chiaramente una toy story (vi ricordate quando i pupazzetti dei puffi si trovavano nelle merendine?), ma manca quella consapevolezza della propria natura merceologica che fa dei personaggi dell'irrinunciabile trilogia Pixar gli agenti principali di una rivoluzione non più reversibile nel campo del “cinema per ragazzi” (?).
Gosnell qui ha un paio di belle intuizioni decisamente a latere, come i puffi che tornati al loro villaggio dopo l'avventura nella Grande Mela lo trasformano a immagine e somiglianza di New York, con tanto di Statua della Libertà con le sembianze di Puffetta (chiare le implicazioni imperialiste di un finale del genere…), ma per il resto non dona (nonostante siano dello stesso colore del blue screen) ai suoi personaggi creati al computer mai un barlume di presa di coscienza della propria estraneità alla realtà della controparte “in carne e ossa”: giusto la succitata Puffetta esprime qualche dubbio e un po' più di tridimensionalità (!), sorprendendosi perché le ragazze della Terra (sono facili) possono cambiarsi d'abito ogni volta che vogliono, mentre lei è costretta dalla nascita ad indossare sempre il medesimo vestitino bianco, e soprattutto dimostrando una certa problematicità perché è l'unica donna del villaggio, ed è stata “creata da Gargamella per attirare gli altri puffi in tentazione”. Non siamo al livello di malizia delle Chipettes del glorioso Alvin Superstar 2 di Betty Thomas, ma qualcosa si muove.
Se è vero che le creature blu si rivelano da subito innocue e ben poco incisive, personaggi magici che servono sostanzialmente a far accettare l'imminente paternità al Neil Patrick Harris di How i met your mother, per contro l'ottimo Gargamella di Hank Azaria (l'esilarante faraone di Una notte al museo 2) si mostra a sorpresa come il reale elemento di disturbo della messinscena, stralunatissimo stregone da strapazzo in abiti improbabili che piomba con il terribile micio Birba nelle zone più ricche e aristocratiche di Manhattan dove viene subito scambiato per un senzatetto questuante dai passanti in giacca, cravatta e cellulare all'orecchio, vende la sua magia ad un centro di cosmesi per siliconare seno e sedere alle attempate e cascanti signore-bene newyorkesi, e finisce ad urinare nel cestello per lo champagne di un esclusivissimo ristorante extralusso. Figura quasi zemeckisiana, anche se da piccoli non lo si sapeva, confessiamo che chi scrive anche guardando il cartone è sempre stato dalla parte di Gargamella.

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Titolo originale: The Smurfs 
Regia: Raja Gosnell
Interpreti: Jonathan Winters, Neil Patrick Harris, Jayma Mays, Hank Azaria, Alan Cumming, Katy Perry, George Lopez
Origine: USA/Belgio 2011
Distribuzione: Sony Pictures
Durata: 90'

 

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