"I tre volti del terrore", di Sergio Stivaletti

Lo specialista italiano degli SFX, collaboratore fisso di Dario Argento sin dai primi anni '80, torna alla regia omaggiando classici dell'horror anni '60 come "I tre volti della paura" di Mario Bava e "Le cinque chiavi del terrore" di Freddie Francis. La buona volontà c'è tutta ma il risultato è tutt'altro che incoraggiante.

A distanza di sei anni dal suo rocambolesco esordio dietro la macchina da presa, intento a dirigere un poco fortunato M.D.C. – Maschera di Cera: film in costume prodotto da Dario Argento e ispirato ai racconti di Gaston Leroux, che doveva essere diretto dal grande Lucio Fulci, il romano Sergio Stivaletti che è da sempre uno dei punti fissi dei cast tecnici dei film italiani ad alto contenuto di effetti speciali, torna a dirige un film tutto suo. Facendosi ispirare più da Le cinque chiavi del terrore di Freddie Francis, del quale omaggia l'incipit e la struttura ed episodi, che dal cinema di Mario Bava dal quale "riesuma" un John Phillip Law che fu Diabolik nell'omonimo film cult del regista sanremese, Stivaletti ci offre tre episodi ad alto tasso di effetti, ma il sapiente uso di sangue finto e lattice non giustifica le pecche di una regia piatta e monotona, una recitazione sottotono e una fotografia di risibile realizzazione.     

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Di notte, durante un tranquillo viaggio in treno, tre ragazzi vengono improvvisamente svegliati dal diabolico professor Price (John Phillip Law) che rivela loro di essere un ipnotista e di aver creato una speciale sfera capace di scavare nella mente dei suoi pazienti, nell'inconscio. I tre ragazzi, incuriositi, decidono di sottoporsi ad una seduta di prova, facendo si che il professore diventi un tremendo Caronte pronto a traghettare le loro menti, le loro anime, verso tre storie da brivido. Nella prima, L'anello della luna, due amici (Riccardo Serventi Longhi e Andrea Bruschi) sono vittima di una maledizione dopo aver violato una antica tomba etrusca: il primo sarà ucciso da una sanguinaria mummia mentre il secondo diverrà un famelico licantropo. In Dr. Lifting invece, un ragazza invidiosa del successo di una sua amica decide di sottoporsi alle cure miracolose e innovative del Dott. Fischer, il risultato sarà tutt'altro che reversibile. In fine ne Il guardiano del lago i tre amici si riuniscono per passare una vacanza su un ameno laghetto dove una terribile creatura fa a pezzi chiunque vi stazioni per troppo tempo.


Il film di Sergio Stivaletti ha il pregio di essere, dopo molti anni di totale mancanza dagli schermi, un horror puro finalmente realizzato in Italia, una scelta produttiva veramente coraggiosa e girata con un certo entusiasmo. Ma tutto questo, ahinoi, non basta: si vedono palesemente i limiti tecnici dettati da una produzione non ricchissima, da una sceneggiatura non originalissima, asservita ad omaggi e citazioni. Gli attori non sono affatto a loro agio: John Phillip Law è "cotto", non riesce assolutamente a sostenere il ruolo del mad doctor meglio di quanto ci riuscì nel '97 Robert Hossein in M D C. Va peggio con i giovani dei quali si salva solo la sempre brava Elisabetta Rocchetti. Per il resto c'è molta noia, interrotta ogni tanto da qualche effetto speciale (il licantropo del primo episodio è realizzato molto bene) o da amichevoli comparsate come quelle del regista Lamberto Bava nei panni di se stesso o del musicista, ex Goblin, Claudio Simonetti nel terzo episodio. La fotografia dai toni non eccezionali e un regia "invisibile" aggravano lo stato del film che comunque, qua e la, diviene scorrevole. Il pubblico si è stancato di trovare giustificazioni di budget per i recenti horror e i thriller italiani; dagli anni '60 in poi i nostri registi hanno colmato questa lacuna con tanto, proverbiale, ingegno ma questo discorso nell'epoca di The Ring sembra parecchio datato ed estremamente controproducente. I tre volti del terrore sembra più ispirato ai plot dei fumetti americani della E.C. riportati sul grande schermo da Creepshow di George A. Romero che ai gotici anni '60 della Hammer Film, di Riccardo Freda e Mario Bava.


Speriamo che Stivaletti torni a dirigere un film horror con la stessa tenacia, la stessa passione e gli stessi effetti speciali ma che si dedichi a qualcosa di originale lasciando a casa le citazioni e gran parte del cast tecnico/artistico di questo I tre volti del terrore.      

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Regia: Sergio Stivaletti


Sceneggiatura: Antonio Tentori e Sergio Stivaletti


Fotografia: Fabrizio Bracci


Montaggio: Maria Cristina Marra e Letizia Caudullo


Musica: Maurizio Abeni


Scenografia: Sara Catanzaro


Costumi: Mary Fassari e Elena Minesso


Effetti speciali: Apocalypse   


Interpreti: John Phillip Law (Prof. Peter Price), Riccardo Serventi Longhi (Marco), Andrea Bruschi (Fabio), Roberta Terregna (Anna), Simone Taddei (Alex), Lamberto Bava (se stesso), Claudio Simonetti (ragazzo in piscina), Elisabetta Rocchetti (Barbara), Emiliano Reggente (Carlo), Ambre Even (Sandra).


Produzione: Lorenzo Von Lorch e Sergio Stivaletti


Distribuzione: Istituto Luce


Durata: 98'


Origine: Italia, 2004


 

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