I Vanzina festeggiano 40 anni di carriera a Miami Beach

Miami Beach segna i 40 anni giusti dall’esordio di Carlo Vanzina dietro la mdp con Luna di miele in tre, datato per l’appunto 1976: “ma gli italiani sono cambiati pochissimo da allora”, assicura il fratello sceneggiatore Enrico, “e la grande opportunità di raccontarli quando sono all’estero è che si tratta proprio della condizione in cui l’italianità vien fuori in maniera più prepotente, come pure le dinamiche padre/figlia…si è più genitori e figli a Miami che a Roma…”.
Il film si inserisce infatti nel filone di commedie di ambientazione americana ideate dai fratelli, anche se stavolta il riferimento è apertamente quello dei college movies di Belushi e Farrelly: “siamo stati i primi autori italiani a voler raccontare la vita nei campus americani, all’inizio il film doveva essere tutto ambientato lì ma poi abbiamo inserito altri episodi, tanto i caratteri della commedia rimangono immutabili sin dai tempi del teatro greco, come dice il nostro amico Gigi Proietti”.

La “maschera della tragedia classica” indossata da Paola Minaccioni è quella della “stronza”, scherza l’attrice, che ha modellato il suo ruolo di milanese borghese su certi personaggi di Franca Valeri; sullo schermo, l’interprete fa coppia con Max Tortora, che racconta di istanti di improvvisazione calcolata sul set, e elogia Minaccioni per la capacità di recitare in un dialetto non suo, “il rischio se non si è bravi è quello di fare la fine del romanesco forzatissimo parlato da Celentano in certi film di borgata, ve lo ricordate?”.
La grande tradizione della commedia è proprio quella di lasciare all’attore comico la possibilità di aggiungere e improvvisare sulla scena, e sul set il regista diventa soprattutto un “garante della sceneggiatura”.

Miami Beach conferma due caratteristiche importanti della pratica di cinema vanziniana, ovvero non aver paura di uscire in sala nel periodo estivo (“speriamo che altri colleghi si decidano una buona volta a seguire il nostro esempio”), e la capacità di saper lavorare con i giovani attori, nel tentativo di scoprire e lanciare le star del futuro, come fu con Giampaolo Morelli che qui ritorna in un film dei Vanzina come a costruire una sorta di legame con un’altra commedia internazionale che lo vedeva giovane protagonista, quel South Kensington che nel 2001 seppe intuire il grande esodo londinese degli italiani. “La seconda parte della carriera di nostro padre Steno fu altrettanto fortunata della sua grande stagione con Totò, Sordi, Tognazzi eccetera probabilmente perché dentro casa, e a tavola a pranzo, aveva due figli giovani che lo mantenevano in contatto con le nuove generazioni: questo è quello che tentiamo di continuare a fare con questi film.” In sala dal 1 giugno.