Il caso Rob Zombie: avrà ragione Carpenter?

John Howard Carpenter nasce nel gennaio 1948 nello stato di NY ma cresce nel Kentucky; eredita dal padre la passione per la musica e nel frattempo inizia la sua carriera nel mondo del cinema molto giovane, con una serie di cortometraggi, fino al premio Oscar nel 1971 come Miglior Cortometraggio per The Resurrection of Broncho Billy, del quale cura sceneggiatura, musiche e montaggio. Da qui è breve solo tre anni il passo sino a Dark Star, il primo lungometraggio: nel 1974 il film esce e Carpenter è già piuttosto noto nell’ambiente del cinema indipendente.

I film di Carpenter sono sempre il frutto di suggestioni polimateriche ed eterogenee, tra omaggi a cineasti del passato (Hawks soprattutto) o a lui contemporanei (come Romero e Cronenberg), vibrazioni di musica synth, esaltazioni di anti-eroi e filo teso della suspense. Nel 2013, con all’attivo 43 sceneggiature, 30 regie, oltre 40 colonne sonore, numerose apparizioni e camei, Carpenter crea e supervisiona diverse serie a fumetti: dalla miniserie horror John Carpenter’s Asylum (pubblicate con la Storm King Comics) al sequel del suo Grosso Guaio a Chinatown del 1986 (pubblicata con Boom! Studios nel 2014), fino alla recente Escape from New York, serie che vede come protagonista l’anti-eroe Snake Plissken e che si colloca temporalmente tra Fuga da New York del 1981 e Fuga da Los Angeles del 1996.

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Rob Zombie, al secolo Robert Bartleh Cummings, nasce anche lui in gennaio, nel 1965. Diventa famoso per aver fondato la band heavy metal White Zombie nel 1985 a New York, per poi lanciarsi nella carriera da solista a partire dalla seconda metà degli anni ’90, con il premiato Hands of Death (Burn Baby Burn) in coppia con Alice Cooper del 1996, e la creazione di una propria etichetta nel 1998, la Zombie-A-Go-Go Records. Il debutto registico inizia la gestazione nel 2000, ma bisognerà attendere il 2003 perché veda la luce il suo exploitation horror La casa dei 1000 corpi, seguito da La casa del diavolo nel 2005, con i suoi caratteristici miscugli azzardati di violenza, trash e ironia. Mentre nel decennio tra la fine degli anni novanta e dei duemila, la carriera da solista decolla, con la produzione di studio e compilation album, contributi a colonne sonore e la produzione del tributo ai Ramones, Zombie si focalizza sulla carriera registica, girando nel 2007 il remake del cult slasher di Carpenter Halloween (1978), Halloween – the Beginning, mix tra prequel e remake che si incentra molto sul personaggio di Mike Myers. Dopo gli incassi record del primo, Zombie gira il suo sequel Halloween II, uscito nel 2009.

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Il 15 aprile 2016 esce l’ultima fatica musicale di Carpenter, Lost Theme’s II: Distant Dream, le cui album notes recitano così: “Ad Halloween 2014, il regista e compositore John Carpenter rende noto al mondo la nuova fase della sua carriera con Vortex, il primo singolo da Lost Themes, il suo primo album in assoluto di materiale non relativo a colonne sonore”, primo album della serie, che lo ha portato alle prime performance dal vivo. E in concomitanza con l’uscita di questo secondo capitolo della sua saga musicale, sempre per la Sacred Bones Records, elaborata in stretta collaborazione con il figlio e il nipote, è stato lanciato anche il primo tour in assoluto dell’artista, iniziato a maggio in California, e che si concluderà a dicembre a Houston, Texas.

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Ma a far ancora più notizia sono le parole forti, dure di John Carpenter contro Rob Zombie, che da aprile ad oggi rimbalzano per i media: Zombie avrebbe travisato e mentito circa il loro scambio ai tempi del remake di Halloween. Intanto, Tra un finto trailer per Grindhouse (intitolato Werewolf Women of the SS), e un episodio per CSI: Miami, Zombie ha continuato a sviluppare la sua visionarietà horrorifica, surreale, sadicamente giocosa, fino ad oggi. Carpenter si dedica alle sue visioni sonore, sempre più staccato dal cinema, che sembra, dopo The Ward – Il reparto del 2010, accantonato (per sempre?). Zombie non molla le sue suggestioni filmiche, e lancia la sua ultima fatica, l’horror indipendente 31 (nel cui cast figurano la compagna Sheri Moon Zombie, Malcom McDowell, Jeff Daniel Philips e Meg Foster). Ambientato nel 1976, durante la vigilia di Halloween, il film segue cinque lavoratori del luna park, tenuti prigionieri e costretti a giocare al cruento “31”, scopo del gioco: sopravvivere per 12 ore (presto la nostra recensione). L’opera, che ha potuto prendere vita grazie al crowfunding su fanbacked.com, non uscirà nelle sale ma è in vendita su iTunes.carpenter_tweet_rz

Sulla sua pagine ufficiale, Carpenter ha twittato d’aver “sepolto l’ascia di guerra” con una telefonata fatta a Rob Zombie domenica scorsa. Let’s move on, suggerisce il regista. Rimane intatta, però, la domanda: ma insomma, Rob Zombie è davvero un pezzo di m***a?

 

Un commento

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    Secondo me l’unico pezzo di merda è il bugiardo che è andato a dire a John la balla di Rob che dice (ah lui è stato freddo con me” . Rob ha sempre ringraziato John per averlo supportato. Alla fine meglio così, tutto si è risolto, per me John e Rob sono due MITI VIVENTI