IL CINEMA DI STAN BRAKHAGE

Stan Brakhage/1954-2003


Roma FILMSTUDIO 2 <> 18 giugno-1 luglio 2005


 


Dal 17 giugno al 1 luglio, nelle sale dello storico filmclub romano in Via degli Orti d’Alibert, verranno proiettati 70 titoli del cineasta americano, dai suoi film d’esordio come The Way of the Shadow Garden, ancora parlati, fino a The Chinese Series, il cortometraggio ispirato all’ideogramma cinese realizzato da Brakhage ormai in punto di morte, passando per Dog Star Man, unanimemente considerato il suo capolavoro. È la più ampia retrospettiva finora dedicata in Europa all’arte di questo irriducibile sperimentatore ma, soprattutto, è un omaggio a un cinema poetico che, nella sua parabola visionaria, è riuscito a conciliare le rivoluzioni formali delle avanguardie storiche europee con un soggettivismo e un vitalismo squisitamente americani, senza mai cedere alle suggestioni e alle tentazioni del cinema commerciale. La rassegna è curata da Americo Sbardella.


La grande retrospettiva del Filmstudio sul maestro del New American Cinema si apre con un concerto di Alvin Curran all’Auditorium. La serata-evento, che si svolgerà all’Auditorium – Parco della Musica â€" Sala Petrassi, venerdì 17 giugno (ore 18,30 e 21,00), unirà musica e cinema all’insegna di quella sperimentazione senza confini che è stata la stimmate della titanica attività artistica di Brakhage, morto nel 2003 all’età di 70 anni dopo aver realizzato quasi 400 film.


 


“Ho smesso di scrivere sceneggiature perché ho capito che per me costituivano un impedimento letterario; da allora ho potuto danzare in modo più diretto con le mie visioni nell’atto di creare un’opera filmica.” Stan Brakhage


 


“Se intervengo nei dibattiti sui vecchi film di Brakhage, dichiaro subito che io sono un artista soltanto quando sono immerso nel processo creativo e che, quindi, parlo da spettatore…dell’Opera.”  Stan Brakhage


 


“I lavori di Brakhage trasferiscono in campo filmico il processo mentale della poesia. Un processo in cui ogni immagine, come ogni singola parola, rimanda a un unico profondo riferimento ma, se posta in relazione con altre immagini, si trasforma in un concetto astratto universale. Tali astrazioni generano una complessità di sentimenti, come l’accumulo di astrazioni in poesia.” Stephen Dwoskin


 


PROGRAMMA


Sabato 18 giugno


DALLO PSICODRAMMA “REALISTICO-ONIRICO” AL CINEMA LIRICO (1954-1968)


 








ore 16.30 e 18.30


Programma 1 :  


 


-The Way to the Shadow Garden


(1954, 10’, b/n, sonoro)


Accecandosi, un giovane spera di sfuggire al terrore della sua stanza; penetra invece nella bellezza ancora più spaventosa del “Giardino delle Ombre”…


 


Reflections on Black (1955, 12’, b/n, sonoro)


 


The Wondering Ring (1955, 6’, b/n, muto)


 


Anticipation of the Night (1958, 43’, colore, muto)


“La grande riuscita di Anticipation si deve alla fusione di una crisi interiore, complessa e intensa, nella sapiente orchestrazione di visioni e associazioni d’immagini che trovano il loro compimento in una nuova retorica formale di movimenti di camera e di montaggio.” P. Adams Sitney


 


Sirius Remembered (1959, 11’, colore, muto)


 


Window Water Baby Moving


(1959, 12’, colore, muto)


Le immagini della nascita del suo primo figlio: un canto â€"uno dei più belli di Brakhage- una visione appassionata della maternità.


 


Pasht (1965, 5’, colore, muto)


ore 20.30 e 22.30


Programma 2 :  


 


The Dead (1960, 11’, colore, muto)


 


Thigh Line Lyre Triangular (1961, 9’, colore, muto)


 


Blue Moses (1962, 10’, b/n, sonoro)


 


Mothlight (1963, 4’, colore, muto)


Il famoso film di Brakhage, realizzato incollando due code trasparenti 16mm tra le quali erano state inserite ali di falena, fiori e foglie. Una profonda rivelazione della suprema bellezza della natura: il poeta-cineasta, spettatore estatico dell’Opera, diventa un mediatore al servizio del Poeta.


 


– Fire of Waters (1965, 7’, b/n, sonoro)


 


Scenes from Under Childhood – Section 1


(1967, 24’30”, colore, muto )


 


Songs 16, 26, 27 (1966-68, 7’,30’’, 7’, 23’’, colore, muti)


Realizzati in 8mm (poi gonfiati in 16mm).


“Andate, piccoli canti, nudi e senza pudore.


Andate con un piede leggero!


(o con due piedi leggeri, se tale è il vostro piacere!)


Andate e danzate senza vergogna!


Andate, sgambettate, siate impertinenti!” Ezra Pound


Domenica 19 giugno


 








ore 16.30 e 18.30


Programma 2 (repliche)


ore 20.30 e 22.30


Programma 1 (repliche)


 


Lunedì 20 giugno








IL CINEMA MITOPOIETICO: DOG STAR MAN (1961-’64)


ore 18.00 e 19.30


Programma 3 :  


Dog Star Man: Prelude Part 1 / Part 2 / Part 3 / Part 4


(1961-64, 25’, 31’, 6’, 8’, 6’, colore, muti)


L’opera più ambiziosa di Brakhage: descrive l’emergere della coscienza, il ciclo delle stagioni, la lotta dell’uomo con la natura, l’ambivalenza sessuale con l’evocazione visuale di un titano, dal nome cosmico “Uomo della stella del Cane”. “Il film di Brakhage più bello. Un capolavoro. Forse è un capolavoro eccessivo per me. È troppo bello. La montagna di significati che vi sono contenuti si fa sentire mentre si «guardano» le meravigliose cose che vi accadono. È senz’alcun dubbio uno dei film più importanti che siano mai stati fatti ed è straordinario sul piano tecnico. Dog Star Man è un’esplorazione archetipa della psiche del cineasta. B. crea un mito della sua personale storia, dalla nascita e dai suoi passati rapporti con la madre e il padre, alla relazione con sua moglie e suo figlio. Il mito è visto in un contesto cosmico e terra, sole, luna diventano «attori»…”. Dan Clark


L’ESPRESSIONISMO ASTRATTO E L’ELABORAZIONE


DI FORME SEMPRE PIÙ COMPLESSE (ANNI ’70-’80)


ore 21.00 e 22.30


Programma 4 :  


 


The Machine of Eden (1970, 12’30”, colore, muto)


Machine of Eden lavora sulle macchie: quelle dei cerchi del sole e della luna (che si formano sulla lente dell’obiettivo), dei granelli di emulsione (in ciascuno di essi vi è un universo), (…), quelle presenti sulla lente dell’obiettivo e così via. Tali errori danno origine alla “forma” (che in questa opera è “materia”, soggetto) e a una tessitura del pensiero: (…): il sogno dell’Eden sarà evidente. S. B.


 


Deus Ex (1971, 33’, colore, muto)


 


– The Act of Seeing with One's Own Eyes


(1971, 32’, col, muto)


Brakhage entra con la macchina da presa in uno dei luoghi più proibiti e spaventosi della nostra cultura: la sala dell’autopsia (termine che in greco significa: l’arte di vedere con i propri occhi).


 


Martedì 21 giugno


 








ore 18.00 e 19.30


Programma 4 (repliche) 


ore 21.00 e 22.30


Programma 3 (repliche)


 


Mercoledì 22 giugno


 








ore 17.15 e 19.00


Programma 5 :  


 


– Sexual Meditation: Motel (1970, 6’, colore, muto)


– Sexual Meditation: Room with a View


(1971, 4’, colore, muto)


 


Sexual Meditation: Office Suite (1972, 3’30”, colore, muto)


 


– Sexual Meditation: Hotel (1972, 6’, colore, muto)


 


– Sexual Meditation: Faun’s Room, Yale


(1972, 3’, colore, muto)


 


Sexual Meditation: Open Field (1973, 6’, colore, muto)


Sei meditazioni sulla nudità, sulla masturbazione, sull’energia sessuale e la sua “grandiosa qualità”, realizzate tra il 1971 e il 1973.


 


The Wold-Shadow  (1972, 2’30”, colore, muto)


 


Eye Myth- Educational Print (1972, 2’, colore, muto)


 


Sincerity I (1973, 27’, colore, muto)


 


– Dominion (1974, 4’, colore, muto)


 


– Star Garden (1974, 22’, colore, muto)


“La Star, al singolare, è il sole […] il film dipinge semplicemente (come direbbe Brancusi): «Una di quelle giornate che non cambierei per nessuna cosa al mondo»”. S. Brakhage


ore 20.45 e 22.30


Programma 6 :  


 


The Text of Light


(1974, 70’, colore, muto)


“Tutto ciò che esiste, è luce” Dun Scott Erigena.


“Vedere il mondo in un granello di sabbia” William Blake


“Questi furono i primi impulsi, quando iniziai a lavorare a questo film.”  S. Brakhage


Girato attraverso un grande portacenere di cristallo, Text of Light è un film magnifico, un lento montaggio di espansioni iridescenti di luci e di paesaggi cangianti di colore puro che dichiara il proprio debito nei confronti di Turner…”. P. A. Sitney


 


Hymn to Her


(1974, 2’30”, colore, muto)


 


Burial Path


(1978, 15’, 18fot./sec., colore, muto)


Il film si apre con l’immagine di un uccello morto. La mente si sposta per dimenticare e per ricordare. Questo film, sulla scia della tradizione THOTâ€"FAL’N, traccia il percorso della dimenticanza di tutte le strane specie di uccelli di cui ci si ricorda.


 


Giovedì 23 giugno


 








ore 17.30 e 19.10


Programma 6 (repliche)


ore 20.50 e 22.30


Programma 5 (repliche)


 


Venerdì 24 giugno


 








ore 17.40 e 19.10


Programma 7 :  


 


Creation (1979, 16’, colore, muto)


“I fiori rossi nella luce scura, le luci blu scuro, i grandi alberi con la nebbia che sale e Jane che guarda… Il ghiaccio, l’acqua, il muschio, la luce dorata. Una sinfonia visiva.” Hollis Melton


 


– Romans or The Roman numeral Series I-IX


(1979-81, 7’, 8’, 3’, 3’, 4’, 11’, 5’, 4’, 18fot./sec., colore, muti)


 


– The Garden of Earthly Delights (1981, 2’ 30”, colore, muto)


 


– Hell Spit Flexion (1983, 1’, colore, muto)


 


– Jane (1985, 13’, colore, muto)


“Qualcuno mi ha detto che il soggetto di questo film era la luce, Jane invece (che lo prende per un ritratto e si riconosce lì dentro) dice: «Mi hai regalato la luna e sette stelle».” S. Brakhage


ore 20.40 e 22.30


Programma 8 :  


Tortured Dust


(1984, 94’, colore, muto)


«Perché lei doveva dare la vita, anche se aveva lavorato in una fabbrica di ceramiche, ad un’urna, ad un angelo di pietra, al quadrante di una meridiana di pietra rotta?


Perché â€" gridò -dovevo essere quella creta, quella polvere torturata?»


Da Miss Mac Intosh, My Darling, di Margherite Young… alla quale questo film è dedicato con riconoscenza.”


S. Brakhage


 

Sabato 25 giugno


 








ore 17.20 e 19.10


Programma 8 (repliche)


ore 21.00 e 22.30


Programma 7 (repliche)


 


Domenica 26 giugno


 








ore 17.15 e 19.00


Programma 9 :  


 


Murder Psalm (1980, 17’, colore, muto)


“[…] una dissolutezza inaudita, quando l’uomo diventa orribile, vile, crudele, un rettile vizioso. È tutto ciò di cui abbiamo bisogno. E cos’altro ancora: un po’ di sangue fresco affinché possiamo farci l’abitudine …” F. Dostojevski, I demoni


 


Confession (1986, 27’, colore, muto)


“Questo film fu girato nel bel mezzo del dramma che descrive: poiché io ero il ‘protagonista’ del dramma, è la documentazione più autobiografica in assoluto che mi sia stato dato di fare. Fu realizzato mentre il mio cervello era così stordito che, sbagliando, lo intitolai Love Sacrifice. Ora l’ho intitolato Confession […] Io continuo a credere che non esiste una forma ‘sbagliata’ d’amore, ma la gente si confonde facilmente quando cerca di capire che cosa è l’Amore.” S. Brakhage


 


– The Dante Quartet (1987, 6’, colore, muto)


 


Visions in Meditation. 1 (1989, 17’30”, colore, muto)


“Il film è ispirato a Stanzas in Meditation di Gertrude Stein: una serie d’immagini meditative di paesaggi e di simboli umani, «indicativa del livello di coscienza nel quale l’umanità sopravvive con preoccupazione». È un film «come in un sogno». […] Girato nel New England e nel Canada Orientale, dal profondo inverno, con i suoi ghiacci dagli accecanti bagliori, al disgelo.” S. Brakhage


 


Babylon Series. 1-3


(1989-90, 6’, 2’, 6’, colore, muti)


FILM DIPINTI A MANO E ALTRE PROPOSTE (1990-2003)


 


ore 20.45 e 22.30


Programma 10 :  


 


– Three Handed-Painted Films


(Night Music, Rage Net, Glaze of Cathexis)


(1990, 4’, colore, muti)


Tre piccolo film dipinti a mano nel 1990 (Brakhage da giovane ha studiato con diversi pittori dell’Espressionismo astratto). Night Music â€" che è un tentativo di catturare la bellezza della malinconia quando si medita ad occhi chiusi sulla sofferenza â€" in realtà è stato realizzato nel 1986 e in seguito inserito in questa raccolta.


 


– Vision of the Fire Tree (1990, 5’, colore, muto)


“La razza umana sta perdendo la vita. È come un grande albero sradicato a testa in giù. Dobbiamo ripiantarci nell’universo.” D. H. Lawrence


 


Christ Mass Sex Dance  (1991, 6’, colore, muto)


Un balletto che celebra le costrizioni della sessualità adolescenziale.


 


– A Child’s Garden and the Serious Sea


(1991, 74’ colore, muto)


[…] Durante la navigazione con Marilyn e Anton intorno all’isola di Vancouver, avevo sempre con me una fotocopia dei poemi inediti di Arca, dal numero 50 al 66. Quando, con la coda dell’occhio, intravedevo alcuni oggetti che rinviavano all’infanzia di Marilyn, mi tornavano continuamente in mente i giochi di parole con “out on a limm” : Marilyn è cresciuta nella regione di Victoria e io ritornavo nel giardino della sua infanzia…” E poi c’era il mare… S. B.  


 


Lunedì 27 giugno


 








ore 17.15 e 19.00


Programma 10 (repliche)


ore 20.45 e 22.30


Programma 9 (repliche)


 


Martedì 28 giugno


 








ore 18.00 e 19.30


Programma 11 :  


 


Passage Through: A ritual


(1990, 49’, colore, musica di Philip Corner)


Un film ispirato alla composizione Through the Mysterious Barricade, Lumen I del musicista Philip Corner, a sua volta motivata dalla visione del film The Riddle of Lumen di Brakhage. Il film e la musica di Corner si ‘assemblano’ e creano una “danza enigmatica”, cioè dei ‘passaggi’, in tutti i sensi della parola.


 


Delicacies of Molten Horror Synapse


(1991, 10’, colore, muto)


La fonte principale dell’«orrore infuocato» è la televisione, anche se nel film sono contemplate altre metafore dell’orrore.


 


Crack Glass Eulogy


(1992, 6’, colore, musica di Rick Corrigan)


 


Autumnal (1993, 5’, colore, muto)


 


Ephemeral Solidity (1993, 5’, colore, muto)


Uno dei film più elaborati, a livello di montaggio, tra quelli dipinti a mano. La sua struttura evoca l’opera di Haydn per la complessità delle variazioni su un tema visuale (e non musicale).


 


– Stellar (1993, 2’30”, colore, muto)


ore 21.00 e 22.30


Programma 12 :  


 


– The Harrowing / Tryst Haunt (1993, 5’, colore, muti)


 


Study in Color and Black and White


(1993, 2’30”, colore, muto)


 


Three Homerics:


Diana Holding Back the Night, The Rolling Sea, Love Again


(1993, 6’, colore, muto)


Un film diviso in tre parti, destinate ad accompagnare una composizione musicale di Barbara Feldman dedicata ad alcuni versi di Omero (Diana trattiene la notte … / Il mare agitato … / Oh ancora l’amore, la luce …).


 


– BLACK ICE


(1994, 2’30”, colore, muto)


 


(• • •) Or Ellipses â€" Reels 1-2 (1998, 38’, colore, muto)


“La nuova serie di film dipinti e graffiati di Brakhage, dal titolo (• • •) Or Ellipses è, tra le altre cose, un’analogia dell’Espressionismo astratto. Il diluvio di immagini e gli enigmi spaziali che essa produce evocano non solo Pollock ma anche il lavoro di Franz Kline, Willem de Kooning e perfino Mark Rothko: vale a dire Pollock e compagni a 24 immagini al secondo.” Jim Hoberman


 


(• • •) Or Ellipses â€" Reel 4


(1999, 20’, colore, muto)


 


Mercoledì 29 giugno


 








ore 18.00 e 19.30


Programma 12 (repliche)


ore 21.00 e 22.30


Programma 11 (repliche)


 


Giovedì 30 giugno e Venerdì 1 luglio


 







ore 21.00 e 22.30


Programma 13 :  


 


Naughts (1994, 5’30”, colore, muto)


Serie di cinque film -dipinti a mano e stampati immagine per immagine- in cui ogni film è un’ordita concretizzazione del “nulla”. Una serie di negazioni, di “no” o di “no/di” di energie altrimenti invisibili.


 


– Cannot Exist (1994, 2’30”, colore, muto)


In questo film le immagini dipinte a mano si alternano con quelle di una maschera mortuaria di forma geometrica (…) ripresa nei raggi sfavillanti dei cristalli di luce polarizzata (…). Il film si conclude con una dispersione di polvere viola pallido: che cosa sarà?…una nebulosa? Sembianza al tempo stesso terrestre e cosmica, enigmatica quanto il volto di Dio.


 


Chartres Series (1994, 9’30”, colore, muto)


Il cineasta nel 1992 ebbe una sconvolgente esperienza visitando per alcune ore la cattedrale di Chartres e meditando sulle sue splendide vetrate che trasformò â€" come egli stesso ha dichiarato â€" la sua estetica più di qualsiasi altra esperienza. Due anni dopo, alla morte di sua cognata, “con la morte nell’anima … con Chartres nell’anima” iniziò questa serie.


 


Comingled Containers (1996, 4’, colore, muto)


Dopo parecchi anni di pittura su pellicola, questo ritorno al fotografico è stato realizzato alla vigilia di un’operazione chirurgica di cancro, una sorta di ultimo testamento. (...) Rappresentazione di un fenomeno del mondo fluttuante e complesso.


 


Shockingly Hot (1997, 4’, colore, muto)


“Per realizzare questo piccolo film, dipinto direttamente a mano, ci è voluto un anno. I suoi effetti dipendono dai colpi di spazzola che, per quanto ne sappia, solo dei bambini erano capaci di produrre, in questa equivalenza tra colpi di spazzola e fiamme. S. Brakhage


 


– The Lion and the Zebra Make God’s Raw Jewels


(1999, 5’30”, colore, muto)


Si tratta di una pellicola dipinta in cui le combinazioni di forme evocano, grazie ai colori riprodotti, una giungla, l’erba orizzontale, la criniera arruffata del leone, le strisce nere e bianche della zebra, gli occhi, i denti, lo sbranamento, la carne rossa e la curva delle ossa. Il film, tuttavia, non assomiglia in alcun modo a un lavoro di animazione, ma è, casomai, una collezione di forme innumerevoli che gravitano intorno a questo. L’iconografia riconoscibile, quella che domina visivamente, è quella che si ripete e che crea così un gioco a nascondino sempre più rapido che fa alla fine dimenticare la molteplicità di meravigliosi colori multipli cui si riferisce il titolo.


 


Cricket Requiem (2000, 3’, colore, muto)


Cricket Requiem è un film dipinto a mano la cui elaborazione è stata effettuata per mezzo dello “step printing” (tecnica di raddoppiamento dei fotogrammi).


 


Chinese Series (2003, 2’30”, b/n, muto)


“Stan Brakhage aveva pensato da molto tempo a un film ispirato agli ideogrammi cinesi; vi lavorò negli ultimi mesi di vita graffiando una coda nera. Negli ultimi due minuti, piuttosto angoscianti, esplodono linee che flirtano con la rappresentazione di oggetti riconoscibili.” Fred Camper


 


Stan Brakhage è morto di tumore l’8 marzo 2003, a Victoria, nella regione della Columbia britannica, in Canada. Chinese Series è il suo film postumo, su cui stava lavorando quando fu stroncato dalla malattia. Si tratta di una coda 35 mm nera che egli graffiava con le unghie.


 


Elementary Phrases di Stan Brakhage e Phil Solomon


(1994, 35’, colore, muto)


Una collaborazione eccezionale tra le pellicole dipinte a mano da Brakhage e i trattamenti ottici di Phil Salomon.


 


Ogni giorno, dal 18 giugno, al Filmstudio saranno a disposizione del pubblico le schede dei film in programma.


 


 


Il programma potrebbe subire alcune variazioni


Programma a cura di Americo Sbardella


Ingresso € 5.00 / Ridotto € 4,00 / Abbonamento a cinque ingressi  € 15,00


 


Filmstudio 2


Via degli Orti d’Alibert 1/c – 00165 Roma (via della Lungara – Trastevere) tel. 06.68192987 (dalle ore 16.00) e-mail: ilfilmstudio@mclink.it