Il cinema secondo Netflix
Le piattaforme streaming hanno cambiato il modo di fruire i prodotti cinematografici, cambiandoli. A raccontare questa mutazione è stato Matt Damon, ospite del podcast Joe Rogan Experience
Un articolo del 2022 di The Guardian si chiedeva come in 10 anni Netflix avesse cambiato la televisione, ora invece ci si chiede come sia cambiato il cinema secondo le regole delle piattaforme. A raccontarle è stato Matt Damon, ospite del podcast Joe Rogan Experience. Damon infatti ha appena recitato e prodotto The Rip – Soldi Sporchi, che è stato acquistato dalla piattaforma americana; l’attore, insieme al socio Ben Affleck, durante lo show ha dato un resoconto preciso delle richieste di Netflix. Matt Damon ha raccontato che la piattaforma gli avrebbe chiesto un inizio in grado di catturare lo spettatore: “La maggior parte del budget viene investito nel terzo atto, perché è il finale. Ora invece ti chiedono: ‘Possiamo farne una enorme nei primi cinque minuti? Vogliamo che la gente resti incollata’”. Un’altra richiesta è stata quella di far ripetere spesso la trama ai protagonisti; la motivazione sarebbe il basso grado di concentrazione degli spettatori. L’attore ha raccontato che gli è stato chiesto: “E non sarebbe male se ripetessi la trama tre o quattro volte nei dialoghi, perché la gente guarda il film mentre è al telefono”. Queste confessioni hanno portato a una riflessione più ampia su come lo streaming stia cambiando il modo in cui vengono realizzati i film.
In fondo è proprio il CEO di Netflix, Ted Sarandos, che durante una presentazione pubblica nel 2025 ha detto che l’azienda di streaming è una compagnia focalizzata sul consumatore, affermando: “Ti offriamo il programma nel modo in cui desideri guardarlo”. Sarandos ha poi attribuito a Netflix il merito di aver reso i consumatori più aperti, sostenendo che gli abbonati guardano spesso numerosi generi diversi. Nel mondo dello streaming fare film deve essere diverso: prodotti con ritmi più veloci per catturare l’attenzione dello spettatore, inquadrature che si adattano anche ai piccoli schermi; sulle piattaforme ci sono tantissime opere, quindi è necessario girare in poco tempo. Con queste regole cambiano anche le sceneggiature. L’evoluzione dello streaming cinematografico ha trasformato l’industria dell’intrattenimento, offrendo agli spettatori un accesso senza precedenti a film e programmi TV da tutto il mondo.
Il futuro per lo streaming è ancora più roseo se pensiamo allo sviluppo dell’AI: come aiuterà a creare nuove indicizazioni per lo spettatore attraverso algoritmi sempre più sofisticati, e come il cloud computing permetterà di ospitare contenuti su server cloud. Le piattaforme di streaming possono offrire una gamma più ampia di film e programmi senza la necessità di costose infrastrutture di archiviazione fisica. Ma il vero futuro saranno le realtà e le esperienze interattive; infatti Netflix ha già sperimentato la narrazione interattiva, in cui gli spettatori possono fare scelte che influenzano la trama di un film o di una serie TV, con l’episodio di Black Mirror, Bandersnatch e la serie Caleidoscopio. Questa sarà la nuova frontiera dell’intrattenimento, per lo spettatore distratto?
Netflix ha già cambiato ampiamente il modo in cui guardiamo le serie con il binge-watching: infatti, se una volta, ai tempi di Lost o di Dexter, bisognava aspettare una settimana per vedere la prossima puntata, ora si può guardare un’intera serie in una notte. Ha cambiato i tipi di prodotti che vediamo, ha attratto prodotti difficili che sono diventati fighi, prodotti neri di registi e showrunner di colore come Ava DuVernay, che ha curato il documentario 13th, le serie When They See Us e Colin in bianco e nero, Spike Lee con She’s Gotta Have It e Da 5 Blood e Shonda Rhimes con Bridgerton. Ha promosso programmi LGBTQ+ come Orange Is the New Black, Sex Education e RuPaul’s Drag Race. Ha preso prodotti che non avevano spazio e li ha reinventati: anime giapponesi, animazione per adulti, documentari true crime, stand-up comedy, fantasy e fantascienza. Ha aperto le frontiere degli anglofoni portando a casa loro prodotti spagnoli, coreani, giapponesi, indiani, francesi e italiani. Il Sud Corea ha poi fatto da padrone a questo trend, infatti i prodotti del paese sono tra i maggiori successi della piattaforma. Netflix ha quasi un monopolio su queste opere e ne ha portato alla consacrazione, attraverso successi come Squid Game e Kingdom, è stato presentato da poco il piano dei prodotti editoriali coreani del 2026 della piattaforma. Parliamo forse di un cambiamento che è già arrivato? È notizia di questi giorni che Netflix ha chiuso il 2025 con ricavi complessivi per 45,2 miliardi di dollari, in crescita del 16% rispetto ai dati 2024, e un utile di quasi 11 miliardi di dollari, dimostrando che Netflix and chill è ancora in voga.


























