Il colpo del cane – Incontro con Fulvio Risuleo e il cast

Fulvio Risuleo presenta il suo secondo lungometraggio, una storia ambientata tra le strade e i palazzi di Roma, un lavoro che come il precedente Guarda in alto l’ha visto impegnato nella duplice veste di regista e sceneggiatore. Il colpo del cane proprio dalla scrittura ottiene un aiuto importante lasciando confluire nel copione le diverse anime di Risuleo, quella cinematografica e quella fumettistica, due mondi che l’autore esplora contemporaneamente per farli convergere nelle opere finite, dell’uno e dell’altro genere, sempre assecondando un flusso d’ispirazione. “L’idea è nata nella scena quando Mopsi (Edoardo Pesce) incontra Marti (Daphne Scoccia). Inizialmente volevo farne un cortometraggio, ma poi ho pensato che sarebbe stato possibile anche farne un racconto più lungo. La storia a quel punto ha preso due direzioni. Sono sempre affascinato dalle strutture che tornano su loro stesse, come ad esempio succede in Studio in Rosso di Conan Doyle, dove la prima parte si svolge a Londra, mentre la seconda è ambientata nel deserto, una cosa abbastanza strana, in teoria invece tutto ritorna. Ho seguito un iter costruttivo di sceneggiatura secondo un flusso ed il personaggio di Orazio (Edoardo Pesce) si è espanso fino ad occupare un’ora di film. Ho scritto molto e selezionato le cose importanti. Orazio andava approfondito soprattutto per dare allo spettatore l’idea dell’antagonista.

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Oltre ad Edoardo Pesce nel cast sono presenti Silvia D’Amico e Daphne Scoccia nei ruoli delle amiche che, per guadagnare un po’ di denaro, decidono di improvvisarsi dog sitter e prendere in affidamento per il weekend Ugo, un bulldog francese, decisione che le porterà nel pieno di un’avventura molto particolare. Silvia D’Amico: “In verità abbiamo lavorato senza troppe difficoltà, la scrittura di Fulvio era molto precisa, non abbiamo fatto altro che rispettare il suo modo di ragionare. Siamo due temperamenti scatenati, ma il mio compito era di tenere a bada Marti, si è creato un bell’equilibrio. E poi è stato divertente girare la scena dell’inseguimento in macchina dentro un abitacolo strettissimo, quando dovevamo rincorrere la Croma. Anche lavorare con Edoardo è stato facile, lui si è messo a disposizione di Fulvio, hanno costruito insieme il personaggio. Ed era fiero di noi come se ci avesse scelto lui. Ha avallato ogni scelta di Fulvio“. Anche per l’altra protagonista il clima è stato molto tranquillo, si è sentita accettata e benvoluta, per la disponibilità incontrata sul set, Daphne Scoccia: “Con Fulvio mi sono sentita a casa, è raro trovare personalità di un certo tipo, nella sceneggiatura ho messo del mio, come accade spesso, soprattutto quando la sceneggiatura in questione piace. Edoardo l’ho conosciuto qualche tempo fa in un film che poi ad un certo punto si è fermato e non è più uscito, è una persona alla mano, perbene, umile, che non se la tira. Quando incontri un bravo attore, assorbi il meglio e lo fai tuo.”

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L’incontro di Fulvio Risuleo con Edoardo Pesce è avvenuto già in Varicella, un privilegio che gli ha consentito di avvalersi dell’ausilio dell’attore per scrivere un personaggio credibile, facendo attenzione dal farlo diventare una macchietta. L’altra indiscussa protagonista del film è la città, Roma, scelta in alcuni scorci riconoscibili eppure capace di restituire un’idea di spazio altro, lontano ed universale, panorami ritratti tra gli altri già da Pasolini: “Mi piace creare un punto d’incontro con il cinema del passato, penso a film come La Commare Secca, un cinema che è quello più libero che abbiamo mai avuto ed a cui bisogna guardare per trovare ispirazione. Racconto Roma dal punto di vista della periferia, ci sono cresciuto, conosco bene quella zona tra la Magliana e la Laurentina, so cosa significa aspettare un autobus in mezzo al verde della campagna. Spesso si racconta Roma in maniera ideologica, è una semplificazione, uno stereotipo. Qui i ruderi incontrano la modernità, i livelli si sovrappongono e si confondono.

Per finire un accenno alle attività che quotidianamente lo vedono impegnato, cercando di assecondare le molteplici passioni e suggestioni che lo accompagnano: “Io scrivo molto, porto avanti anche il lavoro come fumettista, sia per progetti miei che degli altri, mi interessa esplorare la direzione della narrazione, come avviene nella serie Il Caso Ziqqurat. Mi interessa sperimentare ed il cinema è il mezzo migliore per raggiungere il pubblico, è avvincente e coinvolgente, sono arti che porto avanti parallelamente, ho la fortuna di poter scegliere ed indirizzare una storia dove meglio credo.