Il corpo come una prigione. Laura Bispuri e Alba Rohrwacher parlano di Vergine giurata

Laura Bispuri ed Alba Rohrwacher sul set di Vergine giurata."Amo i personaggi incastrati in sé stessi, amo accompagnarli in un percorso che li porti a liberarsi. È un impulso che ho spessissimo.." La regista e la protagonista hanno presentato questa mattina il film, unico titolo italiano in concorso alla Berlinale, in sala il 19 marzo in 40 copie.

------------------------------------------------------------------------
IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Laura Bispuri ed Alba Rohrwacher sul set di Vergine giurata.Il Kanun è il più importante codice albanese, la traccia che regola la vita sociale nelle zone più arretrate dello Stato. In esso viene esplicitata la sottomissione della donna all'uomo a meno che questa non si professi vergine giurata: in questo modo acquisisce il diritto di comportarsi come la sua controparte e beneficia dei suoi stessi privilegi. La condizione per il mantenimento del suddetto status è l'astensione totale dalla vita sessuale, dal matrimonio o dall'avere anche una semplice relazione.

 

Così seguiamo le vicende di Mark/Hana, interpretata da Alba Rohrwacher nel lungometraggio d'esordio di Laura Bispuri. Vergine giurata, unico film italiano in concorso all'ultimo festival di Berlino, è stato ammesso al Tribeca Film Fesrtival ed uscirà in circa 40copie il 19 marzo 2015.

 

--------------------------------------------------------------------
#ArenediRoma2021 – Tutte le arene di cinema della capitale


--------------------------------------------------------------------

 

Quali sono le sensazioni post-Berlino? Cos'è che ti ha lasciato il festival?

Laura Bispuri: Beh, è stato incredibile: per me era tutto nuovo perchè non ero mai stata a Berlino nemmeno come spettatrice. Ho trovato tutto molto coinvolgente ed emozionante… ed anche l'applauso seguito alla proiezione l'ho sentito caloroso, reale.

 

 

Hai notato una dfferenza di percezione fra giornalisti italiani ed esteri?

Laura Bispuri: Non proprio. Ho notato che anche la stampa italiana si è mostrata vicina al film: a Berlino sono stata intervistata da giornalisti di tutto il mondo e quel che più mi è piaciuto è stato notare il fatto che il mio piano di lettura sia ben arrivato a tutti.

 

 

Come hai costruito questo personaggio e quanto è stato difficile? Com'è che lo hai scelto?

Alba Rohrwacher: Laura mi ha fatto leggere la sceneggiatura tre anni fa, appena l'ha scritta… ammiravo molto i suoi cortometraggi, quindi la proposta di farne parte mi è sembrata un bel regalo. A volte, durante la realizzazione, ho avuto debolezze e paure, ma con l'incoraggiamento di Laura ho cercato di costruire un personaggio credibile e duro, chiuso in un corpo visto come una prigione. Ho dovuto lavorare molto anche sulla lingua, ovviamente… ma il punto focale è il fatto che Mark non può definirsi un uomo in toto, poiché dentro di sé porta l'ombra della donna che è davvero.

 

 

alba rohrwacher in vergine giurataIl film è tratto liberamente dal romanzo di Elvira Dones: come ne sei entrata in possesso e come ti ci sei approcciata?

Laura Bispuri: Mi è stato consigliato da un'amica ed ho sentito subito che mi apparteneva, che avrei potuto lavorarci tenendo un filo di continuità con le mie opere precedenti. Mi son presa la libertà di cambiare alcune scene, è vero, ma ritengo che il prodottofinale sia fedele al cuore della storia. Quel che volevo sottolineare era il fatto che una cosa scontata e semplicissima come la libertà d'essere sé stessi possa raggiungersi solo attraverso un viaggio lungo e complesso.

 

 

Il fenomeno di cui parli è molto specifico e limitato ad un qualcosa che non ci appartiene; tuttavia, durante il film, la questione si espande e diviene universale. Potete parlarci della gabbia in cui sembra rinchiusa Hana/Mark?

Laura Bispuri: Ecco, il mio intento era proprio quello: partire da un'avvenimento specifico ed arrivare a riflettere in modo universale e contemporaneo, andando a toccare quelle creature a metà cui sono molto affezionata. Desideravo immaginare come potessero collocarsi in una società come la nostra… mentre la cosa delle gabbie è un motivo che mi porto dentro: amo i personaggi incastrati in sé sessi, amo accompagnarli in un percorso che li porti a liberarsi. È un impulso che ho spessissimo.

 

 

Dopo un film di tale spessore è dura tornare alla quotidianità lavorativa senza avere strascichi. Avete, quindi, progetti futuri all'attivo? Quali sono?

Laura Bispuri: In realtà non mi sono mai fermata: è come se avessi dentro una gran voglia di mettermi in gioco, di affrontare nuovi progetti con entusiasmo ed energia. Ho un'idea molto embrionale che mi affascina molto, spero di poterci lavorare il prima possibile…

 

Alba Rohrwacher: Neanch'io mi sono fermata: quest'estate ho lavorato con Marco Bellocchio ad un film che sta per uscire ed attualmente sono impegnata sul set di Ascanio Celestini. In ogni caso spero di poter imbattermi sempre in progetti che, come questo, diventino più che un film: un'avventura in grado di cambiarti e smuoverti la vita.

--------------------------------------------------------------------
UNICINEMA – UNA NUOVA IDEA DI UNIVERSITÀ

--------------------------------------------------------------------