Il demone dell’acqua, su YouTube il nuovo corto di Cristian Tomassini

«Il paradosso dell’Occidente è credersi il bene, volere eternamente il bene e di operare eternamente, in una sorta di eterogenesi dei fini, il Male». Inizia con questa didascalia Il demone dell’acqua, il nuovo cortometraggio di Cristian Tomassini. Un lavoro dalla forte contaminazione di genere che prosegue idealmente le riflessioni sul sociale già intavolate con il precedente Crisi, e che non abbandona nemmeno stavolta il terreno prediletto dell’impegno politico.

In questo caso però ad essere il fulcro della riflessione di Tomassini è l’irrigidimento della società occidentale nei confronti del tema migratorio, fenomeno che potrebbe essere un primo effettivo compimento di quella redistribuzione delle ricchezze dopo l’interminabile stagione colonialista, e che invece sta favorendo l’insorgere di una nuova kiplinghiana psicosi da «fardello dell’uomo bianco».
Nello short movie, disponibile da oggi su YouTube, Tomassini racconta il viaggio-incubo di un ragazzo che tenta la sorte attraversando il mare. Alla base della storia però non c’è un intento documentaristico apparentemente esplicito, quanto piuttosto l’urgenza di imporre uno sguardo allucinatorio che mischia simbolismo e sci-fi tramite il collante di una fotografia che ricorda Natasha Braier.

La contaminazione tra le culture avviene in senso onirico, ma non certifica mai un avvenuto arricchimento reciproco. Sembra davvero finita l’utopia da meltin’pot. Persiste solo la riluttante veemenza della società dei consumi, solo la medietà imposta dal fascismo (in senso pasoliniano) della società dei consumi. In una (forse ben calcolata) eterogenesi dei fini, il Male.

Guarda Il demone dell’acqua:

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