Il “disperato” accordo tra Wikipedia e i software AI
Dopo la diminuzione dell’8% del traffico rispetto al 2024, la venticinquenne enciclopedia online è corsa ai ripari per una nuova sinergia con giganti dell’AI come Meta, Microsoft e Meta
A venticinque anni esatti dalla sua nascita, lo scorso 15 gennaio la Wikipedia Foundation ha annunciato nuovi accordi con software giganti dell’AI come Microsoft, Meta e Amazon. Un patto che sa tanto di spartiacque nella storia del portale no profit, che nel suo manifesto si dichiara “un’enciclopedia online, libera e collaborativa”.
Ma bisogna fare prima un passo indietro al 2021, anno del lancio della Wikimedia Enterprise, iniziativa volta a offrire un accesso a pagamento all’enciclopedia per usi commerciali o per l’addestramento di modelli AI. Una strategia coltivata nel corso del tempo e che ora vede tra i partner coinvolti Google, Perplexity e Mistral AI oltre ai già citati Microsoft, Meta e Amazon.
L’allarme per la grande enciclopedia è scattata nel corso del 2025, quando la divulgazione istant dei vari Gemini e ChatGPT oltre ai video brevi che popolano TikTok, si è rivelata sempre di più un insormontabile avversario. Ma senza scomodare i grandi chatbot, ora basta digitare una domanda su Google e subito arriva la risposta diretta generata da sistemi di AI, che solo timidamente rimanda alla fonte web.
Il risultato? Sono sempre di più le informazioni immediate e sempre meno il traffico sui siti web. In Italia lo scorso ottobre centinaia di Editori italiani hanno chiesto aiuto ad Agcom con un reclamo formale contro AI Overview di Google, accusando il sistema di violare “alcune disposizioni fondamentali del DSA, con effetti pregiudizievoli sugli utenti, i consumatori e le imprese italiane”. La FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) ha apostrofato Google come un traffic killer, e forse dall’accusa non se ne discosterebbe certo Wikipedia che nel 2025 ha visto diminuire dell’8% il traffico proveniente da utenti umani rispetto al 2024.
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Allora, ecco, che il venticinquenne portale online, preso atto della supremazia AI, è “ricorso” a un accordo con le più grandi aziende di intelligenza artificiale per un accesso prioritario ai contenuti di Wikipedia creati dagli umani come fonti per addestrare gli stessi sistemi AI. “Sono molto contento che i modelli di intelligenza di artificiale si stiano addestrando sui dati di Wikipedia perché sono curati da esseri umani” ha dichiarato a Society Press il cofondatore del portale Jimmy Wales confidando nella creazione di contenuti AI ma nel solco di fonti umane.
Per ora pare che Wikipedia continui a contare sulle donazioni dei visitatori, ma alla luce del nuovo accordo potrebbe diventare presto un’enciclopedia “no-profit che profuma di profit” come accenna Mario Moroni nel suo podcast Il Caffettino.
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Si attendono nuovi sviluppi sul fronte Wikipedia-AI ma l’ultimo accordo lascia pensare a una “disperata” monetizzazione per salvare l’enciclopedia grande quasi quanto internet.

























