Il Festival di Venezia visto dal mondo

Concluso il 7 settembre, anche quest’anno il Festival di Venezia ci ha regalato momenti intensi e presentato film dai quattro angoli del pianeta. Il festival del cinema più anziano del mondo, nonostante i suoi 76 anni di vita la Mostra di Venezia rimane una vetrina cinematografica importante e un trampolino di lancio prestigioso per i film in concorso e non. #Venezia76 è l’hashtag del momento, con sei sezioni e oltre settanta film e documentari su cui discutere e scambiare opinioni. Ma cosa dicono i critici e i giornali stranieri dell’edizione 2019 di questo festival storico? Ecco una piccola panoramica di come è stato accolto il festival di quest’anno fuori dal nostro paese.

In Europa e negli Stati Uniti


La stampa francese sembra non essere soddisfatta. Già a inizio festival il presidente dell’associazione francese del cinema d’arte e d’essai François Aymé aveva criticato il direttore artistico Alberto Barbera per aver selezionato due film prodotti e distribuiti da Netflix, accusando di “tradimento”. In un articolo comparso su Le Monde del 29 agosto, Thomas Sotinel racconta di “un festival cinematografico sullo sfondo di polemiche, intorno alla parità e alla presenza delle piattaforme.”

Vanity Fair International si sofferma sullo stile tipicamente italiano e rilassato del Festival di Venezia, dove ci si sente a casa proprio perché “le proiezioni non iniziano in orario, le code non sono né stressanti né rigide”. “Il festival del cinema di Venezia esiste per celebrare l’arte del cinema, ma è che la celebrazione dell’Italia, della sua gente, il suo cibo e la sua moda.” continua l’articolo, accompagnato da foto spettacolari di Greg Williams che ritraggono le star in espressioni divertenti ed inusuali, talvolta in set up che sembrano essere allestiti ad hoc con oggetti di arredamento e decorazione provenienti da siti di tendenza in stile UTILEINCASA.

La CNN, una delle voci più conosciute della stampa americana si concentra sui look sfoggiati sul tappeto rosso. Dal vestito Celine cucito su misura per Scarlett Johansson, alla mostra per presentare “Marriage Story”, all’abito di piume firmato Alberta Ferretti indossato dalla modella Martha Hunt, sono molte le star che hanno fatto scalpore grazie al loro look da festival. Elegante Kristen Stewart con l’abito di pizzo fucsia Chanel e le meglio vestite Catherine Deneuve e Juliette Binoche con rispettivamente abiti di Paul Gaultier e Armani Privé.

Asia e America Latina
Il Jakarta Post, il periodico indonesiano di lingua inglese più letto nell’arcipelago del sud-est asiatico, sceglie di parlare del fenomeno Chiara Ferragni, che con il suo film marca l’ingresso della moda alla mostra, concentrandosi più sul clamore della folla che sulla qualità del film, che è stato letteralmente massacrato dalla critica italiana, il Jakarta Post si “Nonostante sia stato proiettato fuori concorso e in una sala più piccola rispetto alle sale destinate ai film principali, la prima di “Chiara Ferragni – Unposted” ha richiamato una folla di circa 300 persone, tra cui fan che gridavano a gran voce il suo nome.”
Il Clarín, periodico argentino di alta tiratura, concentra la sua critica su Irreversible, il film argentino che 17 anni fa fece scalpore per l’esplicita scena di violenza sessuale. Proiettato in una versione nuova con un montaggio che ne ribalta la cronologia, il film di Gaspar Noé con Monica Bellucci e Vincent Cassel conferma la sua natura controversa. “Molti critici hanno commentato che la cosa migliore del film è che fosse raccontato al contrario. Quasi due decenni dopo, continua a sollevare polemiche.” si legge sul Clarín.

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