Il Film Del Secolo – al MedFilm Festival il ricordo di Rossana Rossanda

L’ultimo incontro delle Letture Del Mediterraneo è stato dedicato al ricordo di Rossana Rossanda e della sua passione per il cinema nelle parole di Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta

Instancabile polemista, sempre pronta a mettere in discussione i dogmi di quello stesso partito di cui faceva parte, Rossana Rossanda continua ad affascinare per il suo approccio “ostinato e contrario” e per la vivacità argomentativa che si ritrovano anche nel suo rapporto con il cinema, raccontato dall’intellettuale in un’intervista fiume ai critici Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta, confluita nel volume Il Film Del Secolo, edito da Bompiani nel 2013.

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Proprio Il Film Del Secolo è stato il tema dell’ultimo incontro della rassegna Letture Dal Mediterraneo del MedFilm Festival, il 15 Novembre, un momento in cui Roberto Silvestri e Mariuccia Ciotta hanno ricostruito la loro amicizia con la Rossanda e hanno tirato le fila della sua identità di spettatrice.

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Parlare di cinema in rapporto alla Rossanda significa entrare nel dibattito tra Materialismo Storico ed Immaginario verso cui l’intellettuale si rapportava in maniera peculiare. “Quando io e Mariuccia entrammo al Manifesto, ci colpì la possibilità di parlare liberamente di cinema, anche di quello commerciale, respinto dai gruppi della sinistra extraparlamentare – spiega Silvestri e poco dopo Mariuccia Ciotta aggiunge che “Rossana era già allenata a respingere un cinema basato sul contenutismo”. Dalle parole dei due critici emerge dunque l’immagine di una donna pronta ad assorbire ciò con cui entrava in contatto al di là delle direzioni del partito, amante del cinema Roosveltiano e convinta che il cinema americano fosse molto più critico verso il consumismo di quanto si pensi.

L’approccio “contro” di Rossana Rossanda emerge con forza nel momento in cui si ricordano i suoi giudizi su alcuni grandi nomi del passato, da Ėjzenštejn a Eastwood. È al maestro russo, ad esempio, che la Rossanda dedica la postfazione per la riedizione de Il Film Del Secolo, un testo apologetico in cui ammette che il film più riuscito di Ėjzenštejn è la Corazzata Potemkin, basato per la maggior parte su ricordi e sull’immaginazione piuttosto che Ottobre, legato alla concretezza della Storia.

Rossana_2Mariuccia Ciotta ricorda anche quanto la Rossanda amasse il cinema di Bergman: Sussurri e Grida la colpì per l’attenzione verso l’individualità, tuttavia rimaneva perplessa dal modo che aveva Bergman di risolvere le tensioni dell’individuo nella sfera spirituale”. Un ambivalenza che si ritrova anche nel giudizio su Pasolini, apprezzato per la sua intelligenza ma di cui non comprendeva l’ostilità nei confronti dell’industrializzazione. Mariuccia Ciotta ricorda però che le parole più affettuose nei confronti dell’intellettuale di Casarza in quegli anni venivano spese proprio dalla Rossanda che “l’ha sempre raccontato con grande delicatezza e gentilezza rispetto ai ritratti diffidenti che ne facevano gli altri”.

In particolare i critici considerano un successo personale l’aver convertito Rossana Rossanda al cinema di Clint Eastwood: “la sua opinione su Eastwood era traviata dalla lettura reazionaria di Pauline Kael  – precisa Silvestri  e aggiunge – noi abbiamo analizzato il suo cinema portando l’attenzione sul suo rapporto con la Storia”. “Alla fine – conclude Mariuccia Ciotta – aveva amato Million Dollar Baby e Gran Torino ed era rimasta colpita dall’atteggiamento individualista ma democratico di Eastwood”. In ultimo, una riflessione sul rapporto di Rossana Rossanda con Orson Welles e in particolare con La signora di Shanghai è l’occasione per ricordare le sue opinioni nei confronti di certe figure femminili della cinematografia. A questo proposito, la Ciotta spiega che “Rossana amava certo cinema anni ’50 che offriva un ritratto del femminile in rivolta con l’immaginario tipico di quei tempi. Al contempo mal digeriva certe figure di Dark Lady, che per lei erano una criminalizzazione della donna per il genere maschile”.

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