Il fuggitivo, di Andrew Davis

Uno dei migliori action-movie degli anni ’90, una corsa fast and furious che omaggia il cinema di Hill. Tommy Lee Jones Oscar come miglior attore non protagonista. Oggi, ore 15.10, Premium Cinema

Una sceneggiatura di ferro che segue rigorosamente gli insegnamenti hitchcockiani e due attori in stato di grazia che si fronteggiano sul piano psicologico. E’ questa la ricetta segreta che ha reso Il fuggitivo nel corso del tempo un classico del cinema d’azione. Andrew Davis reduce dal grande successo di Trappola in alto mare (1992) ha a disposizione un alto budget per riadattare la storia della serie TV Il fuggiasco andata in onda negli Stati Uniti dal 1963 al 1967.

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Harrison Ford, dopo la convincente prova in Frantic di Polanski, ritorna a vestire i panni di un chirurgo, il dr. Richard Kimble accusato ingiustamente dell’assassinio della moglie Helen (Sela Ward) e braccato dal capo della polizia penitenziaria di Chicago, il mastino Samuel Gerard (Tommy Lee Jones). Il montaggio (che ha coinvolto un team di sei persone!) riesce a comprimere in 125 minuti un materiale che basterebbe per almeno cinque stagioni di serie televisiva. Al meccanismo hitchcockiano dell’innocente incastrato da un complotto (il modello è Il club dei 39), Andrew Davis aggiunge una dose di suspense che deriva dall’effetto claustrofobico di non avere apparenti vie d’uscita. Il medico pur di scampare alla pena capitale riesce, tassello dopo tassello, a ricostruire in flashback (in bianco e nero) gli avvenimenti della tragica notte dell’assassinio della consorte. Lo spettatore è schierato apertamente con l’umanità di Richard Kimble che non esita a salvare un poliziotto dopo l’incidente ferroviario, dichiara la sua innocenza a un cinico Samuel Gerard (che gli risponde “ non mi interessa”) e intrufolandosi nel suo ospedale come inserviente azzecca la diagnosi di un ragazzino sotto gli occhi stupefatti della bella dottoressa Anne (Julianne Moore). Kimble “l’imprendibile” riesce sempre a sfuggire alla cattura per un soffio strisciando nei condotti, saltando dalla casa di un sospettato alla sala colloqui di un penitenziario, fino a mimetizzarsi nella folla per la festa di San Patrizio.

La sceneggiatura di Jeb Stuart e David Twohy (con qualche intervento di Walter Hill nella fase iniziale) rende plausibili i salvataggi all’ultimo secondo e lavora molto sul contrasto tra la rudezza del poliziotto e la sensibilità del medico. Se il primo comincia ad ammorbidirsi affascinato dalla caparbietà del suo antagonista, il secondo va lentamente irrigidendosi di fronte alla ingiustizia del sistema processuale americano e al tradimento degli amici. Il taglio della barba davanti allo specchio non è solo un cambio di identità esteriore. Nel confronto attoriale con Harrison Ford, Tommy Lee Jones vince ampiamente il duello arrivando a ottenere l’Oscar come miglior attore non protagonista: il suo poliziotto maleducato, sgraziato, che non esita a sparare a un ricercato rischiando l’incolumità di un collega (“io non contratto”) e che ha la faccia increspata dalle rughe di chi ne ha viste troppe, è talmente convincente da rubare spesso la scena al supereroe Harrison Ford.

Ci sono almeno due momenti che rimangono impressi nella memoria: il primo è quello dell’incidente ferroviario girato con grandissimo realismo (senza l’aiuto di modellini o trucchi di computer) e il secondo è il faccia a faccia tra le condutture dell’acqua che si conclude con un tuffo vertiginoso. A rafforzare il contenuto adrenalinico della narrazione le splendide musiche di James Newton Howard che usa viole, violoncelli e pianoforte alla maniera di Bernard Hermann.

Grandissimo successo di critica e pubblico, Il fuggitivo può essere considerato uno dei migliori action-movie degli anni ’90 e il capo d’opera del regista Andrew Davis; una corsa fast and furious che omaggia il grande cinema di Walter Hill, un compendio di come scrivere una storia avvincente non lasciando al lettore/spettatore nemmeno le pause per andare in bagno.

 

Titolo originale: The Fugitive
Regia: Andrew Davis
Interpreti: Harrison Ford, Tommy Lee Jones, Sela Ward, Joe Pantoliano, Julianne Moore, Jeroen Krabbé
Durata: 130′
Origine: USA, 1993
Genere: thriller

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.2

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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