Il giorno di paga di Wikipedia: nasce Wikimedia Enterprise

La nuova branca dell’universo Wikipedia verrà lanciata nel 2021 e fornirà a pagamento i contenuti dell’enciclopedia online a giganti del web come Google. Passo necessario o tradimento degli ideali?

La parola Wikipedia contiene probabilmente la maggior parte delle speranze utopiche di qualsiasi entusiasta tecnologico. La stessa enciclopedia online, nata ormai più di vent’anni fa, ha finora cercato di conservare quest’aura di sogno digitale di conoscenza socializzata, rimanendo un’organizzazione non commerciale basata su un lavoro di stampo volontaristico, sostenuta dalle donazioni dei suoi utenti. Con il lancio di Wikimedia Enterprise, previsto per il 2021, sembra che la direzione del vento sia cambiata, anche in maniera drastica.

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Le 52 milioni di pagine di Wikipedia, infatti, non hanno generato guadagni direttamente, ma sicuramente lo hanno fatto per altri servizi che ne sfruttano i contenuti. Basta una semplice ricerca su Google per capire quanto siano importanti le informazioni dell’enciclopedia online. Nonostante le voci di un’alleanza non scritta tra i due giganti, tra il 2007 e il 2012 Google ha cercato di tagliare il cordone ombelicale tentando di creare una sua enciclopedia online, Knol. Oltre al motore di ricerca, anche altri sovrani della Silicon Valley, come Apple e Amazon, sfruttano allo stesso modo le informazioni di Wikipedia per migliorare i loro servizi. Wikimedia Enterprise nasce proprio allo scopo di interfacciarsi meglio con queste immense aziende, fornendo direttamente e a pagamento i contenuti della “Wikisfera”.

Wikipedia

Questa è la prima volta che la fondazione riconosce apertamente che gli utenti commerciali sono utilizzatori del nostro servizio”, ha dichiarato Lane Becker, “Senior director” della fondazione. “Tutti (gli utenti commerciali, ndr) hanno squadre dedicate alla gestione di Wikipedia – delle grandi squadre”. Fino a oggi, infatti, l’enciclopedia ha offerto principalmente due modi per importare, per entrare in possesso delle informazioni delle sue pagine: gli snapshot del sito (soprannominati data dump, ossia discarica di dati), ossia delle foto, caricate ogni due settimane, di tutto ciò che appare sul sito, affiancati dalla possibilità di consultare l’intera sequenza di cambiamenti di una pagina. Ovviamente, le informazioni ottenute sono graficamente grezze e con varie modifiche formali necessarie prima di poter utilizzare quei contenuti, richiedendo “molto lavoro di pulizia e gestione – un lavoro molto costoso”, ha continuato Becker.

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Con Wikimedia l’associazione svolgerà per le grandi (e in futuro, forse, anche per le piccole) aziende questo lavoro sporco, ottenendo in cambio una fetta di quegli introiti stellari ottenuti anche grazie alle informazioni dell’enciclopedia. Proprio questo patto però è una decisione che per molti stride con l’idea stessa di Wikipedia. Innanzitutto, è un accordo che sembra contraddire la natura idealista dell’enciclopedia online, nata sotto la stessa dei Free Software. Oltretutto, il fatto che il servizio non si appoggerà sui propri server, ma su quelli di Amazon Web Service, solleva l’ulteriore ambiguità di una probabile e crescente dipendenza reciproca. Ora che Wikipedia è entrata nel mercato dell’informazione, cosa cambierà? Resisterà alle pressioni di clienti che non sono un fulgido esempio di moralità? E se questi diventassero i maggiori finanziatori dell’associazione (che oggi poggia su un budget annuale di circa 100 milioni di dollari)?

La promessa che i futuri introiti verranno utilizzati per rafforzare la comunità di Wikipedia non basta a far abbassare il sopracciglio agli utenti più diffidenti. A fianco di chi grida al tradimento, c’è però anche chi difende la scelta in quanto obbligata, necessaria per rimanere al passo coi tempi e non rinchiudersi in un ottuso idealismo. E se non c’è dubbio sul fatto che gli introiti di Wikimedia Enterprise garantiranno maggiore stabilità all’universo Wikipedia, rimane da chiedersi che tipo di solidità sarà e a chi converrà di più: agli utenti di tutto il mondo o ai titani della Silicon Valley?

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