Il giorno e la notte, di Daniele Vicari

Fin da subito mette in campo la sua dichiarazione di resistenza. Vorrebbe aprire squarci sul futuro ma risulta chiuso su se stesso e viene tenuto a galla dalle interpretazioni dei protagonisti.

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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


“Pensare e fare cinema nonostante tutto”. Sui titoli di testa suona come una dichiarazione di resistenza. Davanti alla pandemia e al primo lockdown da marzo a maggio 2020 quando Il giorno e la notte è stato realizzato, il nuovo lavoro di Daniele Vicari dimostra che i film possono essere girati sempre, anche nelle condizioni di totale emergenza. Era già accaduto durante le guerre mondiali e anche il Covid-19 ha dimostrato che la produzione può essere rallentata ma non fermata. Anzi, sono emersi nuovi metodi di realizzazione. I membri della troupe hanno infatti lavorato a distanza e separatamente. Inoltre gli attori, diretti da remoto da Vicari via Zoom, si sono occupati, per esempio, della scenografia, del trucco, dell’illuminazione e hanno effettuato le riprese.

Roma, cuore pulsante di Sole Cuore Amore, improvvisamente si dissolve. Si ripresenta solo nel finale, dove viene ripercorsa attraverso le strade e i monumenti più riconoscibili. Ci sono quindi le tracce delle tante città deserte riprese dai cineasti italiani durante il primo lockdown. In Il giorno e la notte però contano gli interni. La condizione è quella restrittiva del Covid anche se nel film la causa che ha imposto ai personaggi di non uscire più di casa è un attacco chimico-batteriologico contro Roma. Della vita della città, inizialmente, restano solo gli ultimi spostamenti prima della chiusura: il traffico, l’auto, i treni, la stazione della metropolitana. In questa condizione di isolamento vengono raccontate parallelamente le vicende di diverse coppie. Andrea (Francesco Acquaroli) e Beatrice (Barbara Esposito) non si sono mai ripresi dal dramma della morte del figlio e stanno sul punto di lasciarsi; lui ha perso il lavoro e lei ha avuto una relazione con un altro uomo che però ancora non è finita. Anna (Elena Gigliotti) è una giovane attrice che convive con il fidanzato Manfredi (Dario Aita), che fa il suo stesso lavoro ma è più affermato ed è così preso dalla sua carriera che trascura il loro rapporto. Marcella (Milena Mancini) ha appena abbandonato il tetto coniugale e, disperata, va nella falegnameria di Marco (Vinicio Marchioni) che è da sempre segretamente innamorato di lei ma è anche il migliore amico del marito Sergio (Giordano De Plano). Infine Ida (Isabella Ragonese) si è da poco legata a Luca (Matteo Martari), un ricercatore universitario, ma non riesce a raggiungerlo nel suo agriturismo in Veneto. Comunicano così solo a distanza e dopo l’entusiasmo iniziale iniziano a sorgere i primi problemi.

Sullo sfondo ci sono le tv accese con le dichiarazioni dell’ex-premier Conte e il rumore degli elicotteri. Vicari mostra le tracce dell’apocalisse già emerse in Diaz, ma l’ambientazione diventa solo il pretesto. In realtà Il giorno e la notte trasforma lo spazio domestico in un set ma, paradossalmente, l’intimità è solo parzialmente recepita. Non tutte le storie sono sullo stesso piano. La più debole appare quella dei due attori, quella più riuscita della donna che va a casa dell’amico del marito. Alla fine, al di là dell’ambientazione. Il giorno e la notte è  spesso ripiegato su se stesso, dove la crisi o le speranze del futuro delle coppie si manifestano essenzialmente grazie alla bravura degli attori. Tra tutti, in coppia funzionano meglio Marchioni e Mancini. Singolarmente invece Isabella Ragonese tiene maestosamente la scena da sola con l’abilità di non invadere mai il campo. Certo, il film di Vicari  vuole raccontare il presente senza però essere relegato alla chiusura del Covid-19. Ma non apre squarci sul futuro, anzi somiglia a certo cinema italiano teatrale degli anni ’80 e ’90. Cerca lo scatto, ma appare superato.

 

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Regia: Daniele Vicari
Interpreti: Isabella Ragonese, Francesco Acquaroli, Vinicio Marchioni, Milena Mancini, Dario Aita, Matteo Martari, Elena Gigliotti, Barbara Esposito, Giordano De Plano
Distribuzione: Fandango/Rai Play
Durata: 99′
Origine: Italia, 2021

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.4

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
1.9 (10 voti)
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