Il Kinoatelje di Gorizia omaggia Béla Tarr
In occasione del premio Darko Bratina alla memoria del regista, il 5 marzo saranno proiettati Il cavallo di Torino e due corti diretti da Lav Diaz e Alessandro Comodin
Kinoatelje dedicherà la giornata del 5 marzo a Béla Tarr, scomparso nel gennaio di quest’anno. L’associazione, fondata nel 1977 dal critico cinematografico Darko Bratina, ha sede tra Gorizia e Nova Gorica e ha fatto del cinema uno strumento per l’interculturalità. A Gorizia si svolgerà l’omaggio al regista ungherese, all’interno del programma del progetto GO! STUDIO, un percorso di apprendimento attraverso la pratica cinematografica rivolto ai giovani.
Il premio Darko Bratina doveva essere conferito a Tarr nell’ottobre del 2025, durante il festival organizzato da Kinoatelje, Omaggio a una visione, ma l’evento è stato rinviato a causa delle condizioni di salute già precarie del regista. Quest’anno il riconoscimento sarà intitolato alla sua memoria. La giornata avrà diversi momenti e ospiti in ricordo del cineasta; tra questi, sarà presente Amila Ramovič, compagna di Béla Tarr, e Sunčica Fradelić, partner del cineasta nel progetto film.factory, un’iniziativa volta alla formazione di giovani registi, fondata nel 2013 a Sarajevo.
Successivamente verrà presentata e analizzata l’opera del regista e la sua influenza sul cinema contemporaneo, con i contributi di Lav Diaz, Amos Gitai, Amir Naderi e Alessandro Comodin, che dialogheranno con Donatello Fumarola e Mateja Zorn, direttrice del festival Omaggio a una visione. Per celebrare il cineasta ungherese, inoltre, verranno mostrati i due cine-poemetti realizzati per l’occasione da Diaz e Comodin, intitolati rispettivamente L’irraggiungibile e Per Béla Tarr; anche Gitai condividerà il suo personale ricordo. In chiusura sarà invece proiettato Il cavallo di Torino, diretto da Béla Tarr e Ágnes Hranitzky nel 2011.
Ecco la motivazione del premio Darko Bratina: “Nell’anno della Capitale europea della cultura abbiamo scelto di attribuire il Premio Darko Bratina a Béla Tarr, immenso maestro ungherese capace di narrare la maledizione e la resistenza di un mondo in frantumi. Con le sue opere ha attraversato il mondo dimostrando che il cinema nasce lungo i percorsi della libertà, del dialogo, della poesia e dell’indipendenza di scelte anticonvenzionali, esigenti e dinamiche. Con il suo lavoro creativo, Tarr ha tracciato nuove strade per uno sguardo diverso sul cinema, capace di oltrepassare confini geografici e linguistici. La sua visione ha aperto spazi di riflessione sulla storia, sulla società e sull’arte, insegnandoci che il cinema è luogo di incontro tra culture, memorie e destini umani.”
Corso di Regia in presenza a Roma dal 17 marzo

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