Il mago – L’incredibile vita di Orson Welles, di Chuck Workman

Il re senza regno, Orson Welles è raccontato attraverso il suo genio, alla vigilia del centenario della sua nascita e a trent’anni dalla sua morte. Da oggi in sala

Il re senza regno, Orson Welles è raccontato attraverso il suo genio, alla vigilia del centenario della sua nascita e a trent’anni dalla sua morte. È morto a 70 anni, colui che non finì in galera per la sua trasmissione radio “La guerra dei mondi”, ma bensì a Hollywood. Prodigio musicale fino a 9 anni, per poi smettere definitivamente di suonare violino e pianoforte alla morte della madre, musicista professionista, sposata e separata da un uomo d’affari, il papà di Orson, nonché dedito all’alcol e alle donne. Regista teatrale a 14 anni per la sua prima rappresentazione shakespeariana, pittore a 16 anni a Dublino, dove cominciò a spacciarsi attore e a presentarsi alle compagnie mentendo sulla sua età. Star del palcoscenico e della radio a 20 anni, autore a 25 anni di Quarto potere.

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Padre di tre figlie da tre donne diverse, tra le quali Rita Hayworth. Presente in 150 film, dopo il suo capolavoro riconosciuto, tanti progetti iniziati e non finiti, tante parentesi “alimentari” per poter raggiungere i propri sogni. Film respinti, osteggiati, terminati dopo lunghi anni, distribuzioni risicate, produzioni abbandonate. Il documentario presenta anche scene inedite di alcune sue prime opere, come quella surrealista realizzata a 18 anni in un giorno, Hearts of Age, o di opere incompiute, The other face of the wind, The Deep e Don Chisciotte, di cui le prime scene furono ritrovate in Italia. A tal proposito, questo lavoro cospicuo e ben assortito è stranamente carente sulla ricostruzione del forte rapporto tra Orson Welles e il nostro Paese. Interessante il montaggio tra i vari interventi pubblici di Welles, soprattutto televisivi, e le analogiche corrispondenze filmiche, fatte di battute folgoranti e riflessioni appassionanti. In un arco di cinquant’anni, grazie all’intervento di critici, attori, amici, colleghi, di oggi e di ieri (Jeanne Moreau, Peter Brook, Costa-Gavras, Steven Spielberg, Martin Scorsese, Richard Linklater, Frank Marshall, Paul Mazursky, Wolfgang Puck, Norman Lloyd, Walter Murch e l’amico personale Peter Bogdanovich), Orson Welles si mostra come un maestro indiscusso per il cinema indipendente, ma anche per il cinema classico, debitore verso un uomo che ha precorso i tempi, sia dal punto di vista tecnico che sul versante narrativo.

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peter bogdanovich in il mago l'incredibile vita di orson wellesGirato tra gli Stati Uniti e l’Europa, si racconta di un uomo in lotta con il suo genio, la sua arte, le donne, il denaro, le autorità e il sovrappeso. Il mago Welles sempre in movimento, sempre avanti agli altri, mai disposto a scendere a compromessi e con predisposizione per gli affari e il commercio. Il pluripremiato Chuck Workman (autore, tra gli altri, di Precious images, cortometraggio che ha vinto un Oscar, diventato il più distribuito nella storia del cinema, Superstar, documentario su Andy Warhol, The Source, documentario sulla Beat Generation) imbastisce una bella opera, che certamente non regala chicche inaspettate o trovate stilistiche spiazzanti, ma senza dubbio trova la chiave giusta per far conoscere meglio l’immenso personaggio anche ad un pubblico più ampio.

 

Titolo originale: Magician: The Astonishing Life and Work of Orson Welles
Regia: Chuck Workman

Interpreti: Costa-Gavras, Jeanne Moreau, Martin Scorsese, Orson Welles, Peter Bogdanovich, Richard Linklater, Steven Spielberg, Walter Murch
Distribuzione: BIM
Durata: 94’
Origine: USA 2015

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