"Il mi$$ionario", di Roger Delattre

il missionario di roger delattre
Roger Delattre con la macchina da presa è bravissimo, ma va spesso fuori giri: se per il cinema d’azione può essere un pregio, lo stesso non può dirsi per la commedia, che ha dei tempi comici da rispettare. Sarebbe meglio se tornasse all’azione pura di Banlieue 13, per cui ha fatto da assistente alla regia; e così pure Luc Besson, produttore del film e grande (ri)produttore di meccanismi filmici

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IL NUOVO SENTIERISELVAGGI21ST #9


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Luc Besson è senza dubbio un grande (ri)produttore di meccanismi filmici: è soprattutto grazie a lui, per esempio, se il cinema di arti marziali ha superato le soglie del Terzo Millennio, resistendo alla concorrenza americana post-Matrix forte dell'importazione in Francia di maestri del calibro di Corey Yuen, Yuen Woo-ping e Jet Li. E dopo l’animazione digitale di Arthur, questa volta è il turno della commedia, rigorosamente action, per la regia di Roger Delattre, assistente di Besson e del Pierre Morel di Banlieue 13, il cui seguito è diretto da quel Patrick Alessandrin che sembra aver percorso il cammino inverso rispetto a Delattre, passando dalla commedia (Bastardo dentro) all’azione. Purtroppo, però, quest’ultimo non è né Patrick Alessandrin né Olivier Megaton (Red Siren, Transporter 3), e tantomeno Louis Leterrier o Pierre Morel: con la macchina da presa è bravissimo, sia chiaro, basti vedere l’incipit ritmato sulle note della partitura di Alexandre Azaria che fa il verso a quella di Henry Mancini per La pantera rosa, l’arrivo nel villaggio di campagna in stile western leoniano o la dissacrante sequenza della messa dettata al cellulare, ma se per il cinema d’azione l'andare fuori giri può essere un pregio (“sembri una fuori serie fuori giri” dice il vecchio amico carrozziere a Mario/Jean-Marie Bigard dopo sette anni di prigione), lo stesso non può dirsi per la commedia, che ha dei tempi comici da rispettare (una testata improvvisa fa ridere la prima volta, sorridere la seconda ma alla terza è solo una testata). Anche perché i modelli di Besson non sono Blake Edwards e Jacques Tati, ma le contrapposizioni fra caratteri dell’insuperato 48 ore di Walter Hill, Rush Hour di Brett Ratner, FBI: Protezione testimoni di Jonathan Lynn, Terapia e pallottole di Harold Ramis o, perché no, la “slapstick gong-fu comedy” di Jackie Chan. Delattre ha comunque le carte in regola per realizzare in futuro un’opera più convincente, specie se assistito dalla scrittura/produzione/regia occulta di Luc Besson, ma solo se tornerà all’azione pura: allora ne vedremo delle belle.

Titolo originale: Le missionnaire
Regia: Roger Delattre
Interpreti: Jean-Marie Bigard, David Strajmayster, Thiam Aïssatou, Michel Chesnau, Sidney Wernicke, Jean Dell, Benjamin Feitelson
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 90’
Origine: Francia, 2009

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