Il mio capolavoro, di Gastón Duprat

Renzo Nervi (Luis Brandoni) è un pittore che fu di grande successo negli anni ’80 ma che adesso non riesce più a vendere. Arturo Silva (Guillermo Francella), il suo gallerista, invano cerca di vendere i suoi dipinti a potenziali clienti che sembrano non riconoscere più il genio dell’artista. Il mio capolavoro è ambientato a Buenos Aires, città dalla duplice natura, estremamente bella ma allo stesso tempo estremamente decadente. Il mercato di opere d’arte si riduce alla capacità di saper vendere, anche con metodi poco ortodossi. Così la produzione di opere pittoriche non può prescindere dal mercato e gli artisti non possono sperare in un guadagno adeguato se non con opere su commissione. Con Il mio capolavoro, Gastón Duprat, il regista di L’artista e Il cittadino illustre, torna a riflettere sul tema dell’arte e sulla sua funzione nella società. Ma questo non è solo un film sull’arte, è soprattutto un divertente film sull’amicizia.

Il gallerista è un uomo appassionato d’arte ma è anche un freddo calcolatore, a volte anche cinico. L’altro, l’artista, è un asociale, ubriacone, scontroso che vive in un appartamento selvaggiamente disordinato di cui fatica a pagare l’affitto. Nonostante siano persone completamente diverse sono uniti da un profondo legame d’amicizia che andrà rafforzandosi quando a seguito di un incidente Renzo perderà la memoria. Come Buenos Aires, come i due protagonisti, anche il film ha una duplice natura. Da un lato è una commedia dall’ironia pungente sulla storia di un’amicizia indissolubile, e infatti ciò che funziona di più è l’alchimia che si crea fra i due attori e fra i rispettivi personaggi. Dall’altro lato è la storia di una truffa d’arte con veri e propri momenti da thriller.

Titolo originale: Mi Obra Maestra

Regia: Gastón Duprat

Interpreti: Guillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo, Andrea Frigerio, María Soldi

Distribuzione: Movies Inspired

Durata: 100′


Origine: Argentina, Spagna, 2018