Il mistero della casa del tempo, di Eli Roth

È una casa alquanto bizzarra quella dove finisce il piccolo Lewis (Owen Vaccaro) dopo l’improvvisa morte dei genitori. A prima vista ciò che la rende insolita sono i muri tappezzati di orologi di ogni tipo. In realtà nella casa c’è molto altro di strano, (“weirdo” come viene spesso ripetuto nel film in versione originale) compresi lo zio Jonathan (Jack Black), la vicina Miss Florence Zimmerman (Cate Blanchett) che è sempre lì, e lo stesso Lewis, la cui passione non è lo sport ma l’etimologia, e il cui eroe è un indomito idolo televisivo con gli occhialoni da aviatore. Solo per un momento vediamo una puntata dell’eroe preferito di Lewis, pronto a sconfiggere il cattivissimo Ivan che vuole distruggere il mondo…

Eccolo il cameo del regista Eli Roth che dagli horror è passato a Il mistero della casa del tempo, riportandoci all’improvviso nella lontana epoca dei “film per ragazzi”; genere ormai in via di estinzione,  in voga negli anni ’80, ’90 e nei primi Duemila. Col tempo qualcosa è cambiato, sono arrivati i cartoni Pixar adatti a tutte le età e poco più in là gli acclamati Comic Movies.  Non è più tempo di Goonies o Gremlins, di Hocus Pocus o polvere di stelle con Stardust (per rimanere nel  ventunesimo secolo). Le avventure fino all’ultimo respiro, metafora assoluta di un percorso di formazione, sono sparite, o meglio hanno intrapreso altre vie narrative, adattandosi come sempre fa il cinema alla realtà che lo genera. Con Il mistero della casa del tempo, Eli Roth si ispira alle atmosfere avventurose di quegli anni, infilandoci un po’ di magia alla Brad Silberling di Casper, senza rinunciare a qualche elemento horror, pupazzi elettronici parlanti e zucche maledette. La sceneggiatura di Eric Kripke (autore della serie tv del 2005 Supernatural) prende il via da un romanzo di John Bellairs, già portato sul piccolo schermo nella serie per ragazzi CBS Library del 1979, o nel telefilm dello stesso anno Once upon a time a Midnight Scary, presentato da Vincent Price. Papà televisivi di quei film che avrebbero poi conquistato i grandi schermi statunitensi.

Roth si fa ispirare e cerca di intrappolare quell’aria lontana. In un certo senso ci riesce e restituisce un prodotto nostalgico e un po’ triste, come un giocattolo passato di moda. L’impronta unica di quegli anni e di quella gioventù è ormai andata perduta e probabilmente anche questo è il bello, sedersi e godere del velo di tristezza che avvolge il film. Qualcosa è rimasto, ad esempio la predilezione tutta americana per i bambini dai volti iconici: il protagonista Owen Vaccaro, già star di Daddy’s Home oppure Sunny Suljic, scelto da Lanthimos per il suo Cervo Sacro.
Non scordiamo inoltre che negli ultimi tempi è uscito Piccoli brividi, tratto dalla saga di RL Stine, perfetta parente letteraria di quei film ormai lontani. Ad interpretare lo scrittore è proprio Jack Black che recluso in questi ruoli, contribuisce a restituirci l’amarezza di qualcosa che non è più sotto i riflettori. Ma l’attore americano continua a farci ridere, anche quando si affrontano i temi portanti di questi racconti, discendenti delle fiabe che sempre dicono il vero: la crescita, il dolore, il viaggio dell’eroe che può trovare la forza solo dentro di sé. È questo che Miss Florence cerca di far capire a Lewis, costringendo anche se stessa a introiettare questa amara verità.
La morte e il lutto sono protagonisti assoluti. E poi la lotta del bene contro il male. Un sempre splendido Kyle MacLachlan nei panni del mago Isaac Izard, che durante la seconda guerra mondiale evoca un demone della Foresta Nera che lo convincerà a ripulire il mondo dall’umanità…

 

Titolo originale: The House with a Clock in its Walls

Regia: Eli Roth

Interpreti: Jack Black, Cate Blanchett, Owen Vaccaro, Lorenza Izzo, Kyle MacLachlan, Colleen Camp

Distribuzione: 01 Distribution

Durata: 105′

Origine: Usa 2018

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