Il mondo fino in fondo – Incontro con il regista Alessandro Lunardelli

E' stata presentata stamane a Roma Il mondo fino in fondo, prima pellicola del regista Alessandro Lunardelli. Il film ha partecipato alla sezione Alice in città nell'ultimo Festival del cinema di Roma, ed uscirà nelle sale il prossimo 30 Aprile, distribuito da Microcinema in 40 copie. Nel cast Filippo Scicchitano (Scialla, Bianca come il latte rossa come il sangue) , Luca Marinelli (La Grande Bellezza, Tutti i santi giorni) , e la partecipazione di Barbara Bolulova (Gli equilibristi, Immaturi).

 

 

Quale e' la motivazione che ti ha portato nella Patagonia chilena?
Alessandro Lunardelli : A dire la verità la patagonia chilena in alcune parti assomiglia alla svizzera…montagne e verde tutt’attorno. Avevo la necessità di un luogo dove ‘ la fuga ' e ‘ l’idea di fuga ' potesse esprimersi al meglio. La scelta della patagonia chilena invece di quella argentina è perché il momento sociopolitico del paese e il fermento giovanile in atto in quei luoghi mi ha permesso di cogliere la disparità tra queste lande e la provincia da cui i protagonisti del film provengono.

 

 

Hai da subito pensato a Filippo e Luca, ho hai avuto qualche dubbio?
Alessandro Lunardelli : Non saprei se ho scelto io loro o loro hanno scelto me. Per quanto riguarda Luca la lampadina si è accesa dopo aver visto il suo ultimo film con Paolo (Virzì). Ho trovato una brillantezza, una corposità che erano mancate nellle opere precedenti. Con Filippo la scelta è stata più ardua, nel senso che la sua 'romanità', che spicca molto sullo schermo, temevo potesse storcere con l'atmosfera del film. Quando poi ho visto la sua capacità di adattamento, ma soprattutto la semplicità da parte di entrambi di trovare quello spirito di fratellanza che i due personaggi dovevano avere, allora, in quel preciso istante, ho deciso che quella era la mia coppia; quelli erano i due protagonisti.

 

 

Si trovano elementi di cronaca durante il corso della storia. C'è una motivazione specifica?
Alessandro Lunardelli : Ho deciso di ambientare la storia durante il 2010, anno in cui l'Inter partecipò ad una semifinale, e questo mi dava la motivazione per far muovere i personaggi. Quando poi la storia si sposta nel territorio chileno ho invece mostrato i tumulti degli studenti sudamericani, come  occasione per mettere a confronto due generazioni  con gli stessi problemi ma un modo differente di approcciarsi ad essi.

 

 

Essendo questa la tua opera prima, è stato complicato trovare le risorse economiche?
Alessandro Lunardelli : Avrei potuto giocare in difesa, come si fa durante la produzione di un' opera prima. Ho deciso di espormi; ero convinto che il film fosse solido e seppure girare in location fuori dall'Italia abbia comportato dei rischi in più, credo che ne sia comunque valsa la pena. Ho incontrato gli stessi problemi che incontrano tutti i registi alla prima esperienza, eppure ho sentito che la produzione oltre a volersi imbarcare in questa avventura e condividere il tutto, fosse pronta ad assumersi il rischio di raccontare una storia italiana che però non si esaurisse nei confini del nostro paese.