Il nuovo numero di “Bianco e Nero” dedicato al documentario italiano
È uscito un nuovo volume – doppio – che inaugura il nuovo corso del quadrimestrale del Centro Sperimentale di Cinematografia tramite un focus sul cinema del reale contemporaneo
Dopo una presentazione alla IULM di Milano, all’interno di un convegno dedicato al cinema del reale, arriva in libreria un nuovo numero di “Bianco e Nero” che inaugura il nuovo corso della storica rivista. Il numero, che unisce i volumi 611 e 612 della rivista quadrimestrale del Centro Sperimentale di Cinematografia, è a cura di Luca Mosso e Giulio Sangiorgio e, pubblicato da Minimum Fax, è interamente dedicato a quella che Sangiorgio definisce come “l’incubatrice del miglior cinema italiano recente”, ovvero il documentario italiano dal 2000 a oggi. Il volume si propone quindi di analizzare l’insieme di pratiche che compongono il cinema del reale, dal film-saggio al diario in prima persona, dal ritratto al true crime, raccontando come, negli ultimi venticinque anni, il documentario italiano abbia attraversato la Storia e si sia interrogato su come raccontare il mondo.
STORY EDITOR, corso online dal 20 gennaio 2026

-----------------------------------------------------------------
Attraverso i contributi di studiosi quali Ivelise Perniola, Barbara Grespi, Giona A. Nazzaro, Roy Menarini e Massimo Causo, dunque, il volume ricostruisce cronologie, analizza le pratiche del documentario, riflette sul futuro del cinema del reale e sulle sue contaminazioni con forme affini (come mostra, ad esempio, il saggio di Chiara Grizzaffi sul rapporto tra documentario e video-essay) e ospita, inoltre, conversazioni con alcuni protagonisti del settore: dallo scrittore di SanPa e Il caso Yara Carlo Gabardini (intervistato da Sergio Sozzo) alla regista de Il cassetto segreto Costanza Quatriglio agli autori di Spira mirabilis e Bestiari, Erbari, Lapidari Massimo D’Anolfi e Martina Parenti.
Interrogandosi sulle possibili prospettive, sull’estetica e sull’etica degli sguardi adottati, il nuovo numero di “Bianco e Nero” racconta, quindi, un mondo, quello del documentario, che ha avuto notevole influenza nel panorama italiano contemporaneo, e che ha offerto mezzi e strumenti d’espressione ad autori quali Pietro Marcello, Alina Marazzi, Leonardo Di Costanzo, Michelangelo Frammartino e Alice Rohrwacher, “provando a restituire la complessità di un ecosistema creativo e critico, dalle pratiche alle teorie, dalle scuole agli enti di sostegno. Un mosaico di immagini che continuano a insegnarci a guardare”.



















