"Il pianeta del tesoro" di John Musker, Ron Clements

Il confronto con generi cinematografici fortemente codificati, come il western o la fantascienza, sembra essere la strada più praticata dal cinema d'animazione statunitense del terzo millennio, seppure con decenni di ritardo rispetto agli "anime" giapponesi, da sempre attentissimi a trame e suggestioni provenienti da tali universi narrativi.


In particolare, la Disney sta mostrando, attraverso le sue più recenti produzioni animate, una vera e propria predilezione per la "science fiction": basti pensare ad Atlantis, ad alcuni momenti di Lilo & Stitch e, naturalmente, al nuovo Il pianeta del tesoro, rilettura in chiave fantascientifica del classico romanzo d'avventura stevensoniano L'isola del tesoro.


Il prossimo passo che la major di Burbank è chiamata a effettuare, quindi, dovrà essere quello dell'eliminazione di qualunque compromesso, ancora esistente, tra animazione "adulta" ed esigenze del cinema "per famiglie", aggiornando definitivamente – a costo di tradirla – una formula narrativa e "ideologica" che, così com'è, rischia di scontentare il nostalgico della Disney "di una volta" e l'appassionato più smaliziato abituato all'approccio maturo dei principali cartoni animati nipponici. Ne Il pianeta del tesoro, per esempio, i momenti meno riusciti – e decisamente stonati, rispetto al contesto narrativo e visivo del film – sono quelli affidati alle "spalle" comiche come la creaturina mutante Morph, il buffo dottor Doppler e, soprattutto, il detestabile robot B.E.N., pedissequamente ricalcato sull'altrettanto odioso Jar Jar Binks della nuova trilogia lucasiana di Star Wars. Non è un caso, dunque, che – sempre a livello di caratterizzazione dei personaggi – la figura meglio delineata sia quella del pirata Long John Silver, ancora ambiguo ma a sua volta addolcito rispetto al libro d'origine; e che, di conseguenza, la trama trovi i suoi migliori spunti nel rapporto tra lo stesso Silver e il giovane protagonista, l'affilato Jim Hawkins.


Dal punto di vista tecnico, appare particolarmente riuscita la fusione tra animazione tridimensionale e tradizionale, grazie all'ulteriore perfezionamento della tecnologia "Deep Canvas", che aveva fatto il suo esordio con Tarzan: qui, ribattezzata "Virtual Set", è presente nel settantacinque per cento del film (in pratica, la maggior parte dei disegni sono realizzati con la medesima tecnica della pittura a olio, applicati però su fondali realizzati in 3D). Il connubio tra classicità e innovazione è reso più esplicito anche dalla scelta di rifarsi, per lo stile grafico di un film fantascientifico ambientato nel futuro, alla pittura di artisti di fine Ottocento – inizio Novecento come Howard Pyle e N.C. Wyeth (esponenti di punta della "Scuola di Brandywine, coeva dello stesso Stevenson): in tal modo, il risultato finale propone evidenti riferimenti a quella corrente "fanta-retrò" opportunamente denominata "Steampunk".


In definitiva, comunque, Il pianeta del tesoro resta un discreto prodotto di "science fiction" avventurosa, pronto a sorprendere principalmente per la visionarietà di diverse sequenze e per la fluidità di una narrazione che ha poche cadute di ritmo. Anche stavolta, però, la Dreamworks Animation guidata dall'illustre transfuga Jeffrey Katzenberg sembra aver avuto partita vinta nell'ormai consueto duello di Natale, grazie all'epica western-ambientalista densa di poesia del sontuoso Spirit – Cavallo selvaggio.


 


 


Titolo originale: Disney's Treasure Planet


Regia: John Musker, Ron Clements


Sceneggiatura: Ken Harsha, Barry Johnson, Kaan Kalyon, Mark Kennedy, Sam Levine, Donnie Long, Frank Nissen, Terry Rossio (dal romanzo "L'isola del tesoro" di Robert Louis Stevenson)


Direzione artistica: Andy Gaskill


Direzione delle animazioni: Glen Keane


Musica: James Newton Howard


Voci: Brian Murray (Joel Silver), Joseph Gordon-Levitt  (Jimbo Hawkins), Emma Thompson (capitano Amelia), David Hyde Pierce (dottor Doppler), Martin Short (B.E.N.), Patrick McGoohan (Billy Bones), Roscoe Lee Browne (Mr. Arrow), Laurie Metcalf (Sarah)


Produzione: Roy Conli per Walt Disney Pictures


Distribuzione: Buena Vista International Italia


Durata: 85'


Origine: Usa, 2002