Il più grande sogno, di Michele Vannucci

A prima vista Mirko Frezza sembra cascato in mezzo alla Rustica, quartiere popolare a ridosso della Roma-L’Aquila, o da un universo fantasy o da un’altra epoca storica. La chioma leonina, lo sguardo posseduto di chi sembra aver vissuto mille vita e il fisico enorme, infatti, sono aspetti che ricordano più un vichingo o un dothraki piuttosto che un ex-pregiudicato della periferia romana. Eppure i suoi quasi quaranta anni di vita, Mirkone li ha passati tra il suo quartiere e Regina Coeli, sempre diviso fra gli “impicci” di casa e i castighi del carcere. Per uno come lui, per chi vive ai margini di tutto, il futuro non va mai oltre il domani, e anche se si hanno due figlie e una moglie che ti ama, pensare a una vita orgogliosamente onesta è quasi impensabile su due piedi. La possibilità di un’altra vita, però, per Mirko e li, a portata di mano, e l’occasione del comitato del quartiere, di aiutare gli altri diventa finalmente il riscatto conto quel vecchio mondo sempre pronto a trascinarti verso la disperazione dei casini di un tempo.

il-piu-grande-sogno-mirko-frezza-alessandro-borghiIl più grande sogno, esordio del regista Michele Vannucci, come il suo immenso e totale protagonista (di cui ne ricalca, romanzandone leggermente alcuni aspetti, la vicenda reale), pur risultando spesso confuso e disordinato, ha un cuore enorme che, con tutta la sua passione, invade lo schermo. Oltre agli sfoghi autoriali del regista, a qualche indulgenza visiva di troppo, Vannucci ha l’intuizione di appoggiare l’intero suo film sulla magnifica presenza di Frezza, lasciando che la storia proceda tra le genuine performance di attori non professionisti e l’esilarante  improvvisazione che tratteggia i dialoghi tra Frezza e il suo amico-socio Boccione (un Alessandro Borghi ammirevole nel scegliere di mettersi completamente al servizio del film, senza alcuna pretesa o divismo). A differenza di molti “borgata-movie”, interessati a calcare elementi del noir per “copiare” la formula Gomorra, Il più grande sogno, soprattutto per le sue oneste ambizioni, superare gli stereotipi del genere. Il racconto-flusso di coscienza di Mirko, diventa cosi un messaggio rumoroso ma sincero di pura passione sociale, annullando, di fatto, i  numerosi difetti dovuti all’ingenuità e all’inesperienza dell’intero progetto.

Regia: Michele Vannucci

Interpreti: Mirko Frezza, Alessandro Borghi, Vittorio Viviani, Milena Mancini, Ivana Lotito

Distribuzione: Kino Produzioni

Durata: 97′

Origine: Italia 2016