Il primo figlio, di Mara Fondacaro
Interessante esordio alla regia che si confronta con il desiderio di diventare madre e un grave lutto irrisolto, attraversando il genere thriller/horror
Il primo figlio è l’esordio alla regia per Mara Fondacaro, trentunenne napoletana laureata al triennio di sceneggiatura del Centro Sperimentale di Cinematografia. Dopo aver scritto quest’anno la sceneggiatura di La salita, opera prima di Massimiliano Gallo, realizza Il primo figlio, thriller/horror che si sfocia nella dimensione del soprannaturale. Il film è stato presentato in Concorso alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro e trae origine da un progetto della stessa autrice, nato nel 2023, Premio SIAE Cinema per giovani sceneggiatori nell’ambito della Festa del Cinema di Roma.
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Ada (Benedetta Cimatti) e Rino (Simone Liberati) sono due professori universitari, sposati e in attesa del secondo figlio, dopo aver perso in un tragico incidente al lago Andrea (Lorenzo Ferrante9, il primogenito. La gravidanza è agli sgoccioli e la coppia si trasferisce nella loro prima casa, in cui la stanza del bambino è pronta con una nuova carta da parati a coprire la precedente. Ada non ha mai superato il trauma della scomparsa del figlio e comincia a sentire la sua presenza in casa, dapprima sentendo la sua voce e poi vedendolo materializzarsi.
Solo lei riesce a vederlo, mentre Rino teme che il lutto irrisolto possa compromettere definitivamente la salute mentale della moglie e mettere in pericolo la nascita attesa. Quella presenza vuole Ada tutta per se e trascinarla dalla parte oscura, ostacolando la rigenerazione di una nuova vita. Ada sarà costretta a scegliere da che parte stare, per il bene di tutti.
ll primo figlio racconta, con doti di scrittura e visive certamente interessanti, l’archetipo della Madre, delle sue paure aggiunte ai sensi di colpa legati ad un tragico destino. È evidente la capacità di Mara Fondacaro nel sapersi muovere con una certa dimestichezza nei generi cinematografici evidenziati, senza mai tra l’altro dare però la sensazione di riconoscersi fino in fondo in tali atmosfere, perché evidentemente l’intenzione prima risiederebbe nel volersi confrontare e arricchire. La sensazione ultima sembra appunto che l’impianto thriller/horror rappresenti soprattutto un pretesto, un ornamento, un mascheramento attraverso cui l’anima registica possa emergere definitivamente e trovare quella personale strada stilistica, probabilmente non propriamente così tenebrosa.
Regia: Mara Fondacaro
Interpreti: Benedetta Cimatti, Simone Liberati, Astrid Meloni, Lorenzo Ferrante, Manfredi Saavedra
Distribuzione: Lo Scrittoio, Nightswim
Durata: 91’
Origine: Italia, 2025






















