Il regno di Wuba, di Raman Hui

Uno dei maggiori successi commerciali in Cina, l’equilibrio tra cinema orientale e la spettacolarità statunitense. E il divertimento è assicurato.

In Cina è stato uno dei maggiori successi commerciali arrivando a incassare oltre 210 milioni di dollari in due settimane di programmazione. E, nel look dei mostri, sembra esserci l’ombra di Shrek; Raman Hui è stato infatti coregista di Shrek Terzo oltre ad aver supervisionato l’animazione degli altri tre e di Z la formica.

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Scritto da Alan Yuen (Shaolin, New Police Story), Il regno di Wuba mescola live action e animazione 3D in CGI. E’ ambientato in un mondo dove gli umani combattono le creature mostruose per il dominio della terra. Tra loro ci sono anche l’ambiziosa cacciatrice di mostri Huo Xiaolan (Baihe Bai) e un tranquillo sindaco di un piccolo paese, Song Tianyin (Boran Jing) che però si ritroverà a portare avanti la gravidanza del nuovo re dei mostri Wuba.

Le geometrie sono impazzite, il ritmo caotico. Tracce di wuxi entrano spesso nelle scena d’azione, tra personaggi che volano, il neonato che spara cibo come proiettili. Inoltre Hui si lascia trascinare da un debordante delirio cromatico, da frequenti metamorfosi come quella dei mostri travestiti da umani o della scena in cui il neonato nasce e comincia a girare come una palla.

monster huntNon c’è il rigore del wuxia ma non importa. Anzi, il genere viene destabilizzato. Contano soprattutto una serie di azioni che si susseguono con il cineasta che spinge al massimo sull’acceleratore ma dove cattura attraenti frammenti, come quello dei mostri che si mettono a cantare o il giovane sindaco incinto che divora numerosi piatti di vermicelli. Ci sono però anche tracce mèlo negli sguardi tra il protagonista e il neonato, nella mimica di Wuba che può davvero diventare una nuova icona cartoon. Il modo come è costruito il suo personaggio è frutto di una fantasia sfrenata che caratterizza anche uno di momenti più trascinanti del film, quello in cui cercano di cucinarlo in tutti i modi (col vapore, friggendolo) ma senza nessun successo.

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Sembra di andare sulle montagne russe. Si cerca l’equilibrio tra cinema orientale e la spettacolarità statunitense, con un respiro ovviamente diverso da quello di Ang Lee in La tigre e il dragone. Ma, nei suoi paesaggi fantasticati, c’è lo strano elemento di congiunzione. E il divertimento è assicurato.

Titolo originale: Monster Hunt

Regia: Raman Hui

Interpreti: Eric Tsang, Wallace Chung, Baihe Bai, Boran Jing

Distribuzione: Microcinema

Durata: 111′

Origine: Cina 2015

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