Il sergente York, di Howard Hawks

“Il sergente York è una filosofia di vita e la sua forza è di non sapere di esserlo.” Franco La Polla

Pensiero e Azione. Cesare e Dio. Il libro di Storia e la Bibbia. Il dubbio morale di un uomo che crede nella religione quacchera e si trova catapultato nell’orrore della trincea della Prima guerra mondiale. Il western rurale della vita quotidiana nella Valle delle Tre Forche nel Tennessee contrapposto al dramma bellico di un eroe per caso che, in Francia, durante l’offensiva della Mosa-Argonne, trasforma l’istinto di sopravvivenza in vittoria collettiva.

Il sergente York è un po’ l’emblema di una America divisa e combattuta che sta per tuffarsi nella sSeconda guerra mondiale e guarda agli avvenimenti storici della Grande Guerra per prendere la decisione giusta. Al di là delle accuse di propaganda che certa critica europea (compreso il nostro Goffredo Fofi) non ha risparmiato a Howard Hawks, il film è molto più concentrato nel disegnare il viaggio interiore di un bracciante alcolizzato e litigioso che, attraverso l’amore e la fede in Dio, cambia radicalmente la sua visione di uomini e cose. Il motivo di ispirazione di Hawks trova nella gigantesca interpretazione di Gary Cooper il perfetto completamento: nella prima parte osserviamo un uomo disilluso, sbandato, sedotto dal vino e dalle belle donne, riaccompagnato a casa dal fratello minore che si mostra molto più maturo di lui; dopo l’incontro con Gracie (Joan Leslie) e l’incidente della folgorazione sulla via di casa (secondo il modello di San Paolo), il confuso York rimane letteralmente fulminato dalla luce della consapevolezza e sembra davvero in missione per conto del Signore.

La sceneggiatura (cui collabora anche John Huston) è minuziosa nel descrivere i diversi momenti della vita contadina: gli incontri al bar che sta sulla linea di confine tra Kentucky e Tennessee, il tiro al tacchino, le prediche del Pastore quacchero Rosier Pile e gli sguardi timidi tra Alvin e Gracie. Hawks inserisce anche una nota ironica con il personaggio di Ross (George Tobias) che nella fase dell’addestramento bellico stempera la tensione con molte battute e atteggiamenti clowneschi. Se all’inizio Alvin York interrompe e disturba le celebrazioni del pastore e si mostra insofferente ad ogni tipo di autorità, è con l’innamoramento che comincia a rivalutare gli insegnamenti religiosi e i consigli della madre (Margaret Wycherly). Il libro di Storia degli Stati Uniti e la Bibbia sembrano andare in direzioni opposte finchè, durante un ritiro meditativo, Alvin si imbatte nel famoso detto evangelico “Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio” che rappresenta una sintesi conciliatoria tra la necessità di difendere la propria patria e l’obiezione di coscienza dettata dalla volontà di non uccidere.

Howard Hawks si basa sul testo Sergeant York: Last of the Long Hunters di Tom Skeyhill che ha come fonte i veri diari di guerra di Alvin York curati da Sam Cowan: molti degli episodi presenti nel film (il tiro al tacchino, le lotte per la compravendita di un terreno) seguono fedelmente il testo e parte delle riprese sono state effettuate proprio nella fattoria di Alvin. Accanto a questa tendenza semi-documentaristica si sviluppa una narrazione classica che ha il suo culmine nella folle impresa bellica che porta pochi americani a tenere prigionieri ben 132 tedeschi. Premiato con l’Oscar al miglior montaggio (William Holmes) e al migliore attore protagonista (Gary Cooper bisserà nel 1953 con Mezzogiorno di fuoco) Il sergente York è una opera che, basandosi su eventi realmente avvenuti, costruisce un viaggio dell’eroe circolare: si parte da un pezzo di terra e si finisce con l’affermazione dei propri ideali nel mondo reale con la caparbietà dei puri di cuore. La figura del sergente York ispirerà tantissima cinematografia successiva. Su tutti ricordiamo gli esempi di Forrest Gump di Zemeckis e del Desmond Ross di Mel Gibson in La battaglia di Hacksaw Ridge: in un pugno di terra stretto nella mano viene gettato il seme per il riscatto personale e di tutta una nazione.

 

Titolo originale: Sergeant York

Regia: Howard Hawks

Interpreti: Gary Cooper, Walter Brennan, Joan Leslie, George Tobias, Margaret Wycherly

Durata: 134′

Origine: Usa 1941

Genere: guerra