Il viaggio nero di Alex Gibney

CIA, tortura, Obama, Oscar. Dal 22 maggio in Italia
A poco più di un mese dall’arrivo nelle sale italiane – il 22 maggio distribuito da Ripley’s film – di Taxi to the dark side di Alex Gibney, premio Oscar 2008 per il miglior documentario, giunge la notizia che il presidente Obama ha deciso di rendere pubblici quattro memorandum dell’amministrazione Bush sui metodi di interrogatorio ammessi nella guerra al terrorismo che descrivono una serie di tecniche aggressive, assimilabili alla tortura, utilizzati dalla CIA dopo l’11 settembre.
Taxi to the dark side documenta questa realtà prendendo spunto dall’indagine di Tim Golden, giornalista del “New Yok Times”, sulla misteriosa morte nel 2002 di Dilawar, un giovane taxista afghano, nella prigione di Bagram, uno dei “siti neri” sparsi tra Asia e Europa dell’Est in cui finivano gli accusati di terrorismo.  Alex Gibney, regista del documentario Premio Oscar 2008 e Premio miglior documentario al Tribeca Film Festival 2007, parte da qui per una inchiesta che dalle torture e soprusi subiti dai “terroristi” arabi rinchiusi nelle carceri militari americane in Afghanistan e Iraq, arriva a indagare e svelare la vera natura di gravissimi episodi di violazione dei diritti umani, solo apparentemente accidentali. Una indagine che lo porta fino a Guantanamo, e indietro nel tempo ai metodi di interrogatorio della CIA negli anni ’50, ’60 e ’70.
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