In Francia ancora polemiche su Ultimo tango a Parigi
Continuano i dibattiti sulla scena di sodomia “non consensuale” nei confronti di Schneider. In seguito alle proteste delle associazioni femministe, la Cinémathèque française cancella l’evento
La Cinémathèque française ha recentemente annullato la proiezione di Ultimo tango a Parigi prevista domenica scorsa, 15 dicembre, in seguito alle proteste di alcune associazioni femministe.
Ad accendere il focolaio è stata la famosa scena di sodomia “non consensuale” di Marlon Brando nei confronti della giovane Maria Schneider. Quel film sequestrato dai giudici italiani negli anni ’70, al cento di infinite polemiche, è dunque ancora oggi oggetto di discussioni e disapprovazione.
Considerata la situazione, il direttore della Cinémathèque, Frédéric Bonnaud, si è visto costretto ad annullare l’evento e ha motivato così la sua scelta: “Le ragioni? Non provocare ulteriori agitazioni col rischio di sicurezza per il pubblico e per la struttura. Siamo una Cineteca, non un campo di combattimento”.
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La situazione era diventata ingestibile soprattutto sui social, dove circolavano post che chiedevano l’annullamento della proiezione. Molte star di Hollywood hanno espresso la loro opinione, tra queste anche Jessica Chastain, che tempo fa ha dichiarato: “A chiunque sia piaciuto il film: state guardando una ragazza di 19 anni violentata da un uomo di 48 anni. Il regista ha pianificato l’aggressione. Mi fa schifo”.
Ma a scaldare maggiormente il clima è stata l’attrice Judith Godrèche, protagonista del movimento ME TOO in Francia. Attraverso un post Instagram la donna ha ripubblicato un video, girato dalla stessa Cinémathèque française, in cui il regista Bertolucci raccontava del film e della famosa scena del burro. In particolare, in questa intervista egli affermava che la scena ideata da lui e Brando, è stata girata senza prima averne parlato con Schneider. “Perché volevo avere la sua reazione, non come attrice ma come giovane donna. Lei ha urlato e ha detto ’no, basta!’ ed era ferita. Era ferita perché non le era stato detto cosa sarebbe successo, ma è stato utile al film. Non credo che avrebbe reagito allo stesso modo se avesse saputo, ma capisco che per tutta la vita è stata perseguitata da questo momento”.
Godrèche aggiunge che si tratta di una mancanza di rispetto nei confronti dell’attrice, “è tempo di svegliarsi, cara Cinémathèque, e di restituire umanità alle attrici diciannovenni in modo umano“. Al coro di Godrèche, si sono aggiunte le voci del sindacato SFA CGT e il collettivo per l’eguaglianza di genere 50/50. Infatti, il tema degli abusi sulle attrici si sta ampliando sempre di più in Francia, complice anche il recente processo in corso al regista Christophe Ruggia, accusato di aggressione sessuale su Adèle Haenel quando lei aveva solo 12 anni.
Il capolavoro di Bertolucci continua a suscitare controversie. Se da un lato ci sono organizzazioni femministe che premono per censurare l’opera, dall’altra parte c’è chi invece sostiene l’importanza di contestualizzare il film nel suo periodo storico. Lo stesso regista aveva affermato di “non appartenere al mondo di oggi”.
Non mancano poi le testimonianze di chi ha collaborato al film in prima persona. Come quella del direttore della fotografia Vittorio Storaro, che ha raccontato al Festival di Cannes 2018 la sua esperienza.
“Recentemente è stato accusato anche Bernardo Bertolucci con Marlon Brando di avere fatto una violazione, un abuso su Maria Schneider, durante Ultimo tango a Parigi. Io sono un testimone oculare, ero lì. Ero a un metro e mezzo da Marlon Brando e Maria Schneider. Quella scena è stata scritta in un copione, gli attori l’hanno letta, erano d’accordo nel farla e cinque minuti dopo scherzavamo e ridevamo. Questi sono degli abusi che molti giornalisti stanno facendo: sbatti il mostro in prima pagina, senza avere le necessarie ricerche, studi e conferme delle cose che stanno scrivendo“.
Storaro aveva già parlato della vicenda nel 2016 su The Hollywood Reporter, ritenendola una questione sterile e ridicola.
L’annullamento dell’evento alla Cinémathèque française è effettivamente il segnale di un problema ancora più grande. Una questione che riguarda la censura e la libertà di espressione del cinema. Come diceva Ugo Tognazzi in La Terrazza: “La rivoluzione non la fa chi la deve fare, perché dovrebbe farla il cinema?”. Ultimo Tango a Parigi è un film del 1972 e va compreso nel suo contesto storico e culturale, senza lasciarsi condizionare troppo dalle sensibilità del nostro tempo.
Per quanto la storia di un film possa essere controversa, la censura non risulta mai essere la scelta giusta, anzi si rischierebbe di oscurare il valore dell’opera impedendoci di comprenderla nel suo contesto storico. Accompagnare la proiezione a un dibattito avrebbe aperto il dialogo, offrendo non solo la possibilità di parlare del film di Bertolucci dal punto di vista artistico ma anche rispetto alle problematiche etiche odierne legate alla produzione cinematografica.





















