In libreria Antimacchine di Valentina Tanni: l’inutilità come atto di riappropriazione
Il nuovo libro della storica dell’arte e curatrice romana ci rammenta che esistono metodi per diventare padroni della tecnologia, attraverso pratiche di uso contro l’ordine prestabilito
Il 18 novembre, è arrivato in libreria l’ultimo saggio firmato dalla storica dell’arte e curatrice Valentina Tanni Antimacchine. Mancare di rispetto alla tecnologia (Einaudi). L’autrice romana torna quindi a esplorare i rapporti, dalla linea di confine quasi nulla, tra nuove tecnologie e arte, con particolare attenzione al web e le sue sottoculture. Nata a Roma nel 1976, tra le sue opere più incisive ricordiamo Exit Reality. Vaporwave, backrooms, weirdcore e altri passaggi oltre la soglia pubblicato nel 2023 e Memestetica. Il settembre eterno dell’arte del 2020, libri che sono stati tradotti in più lingue: inglese, greco, spagnolo, francese e sloveno.
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Tra biografie e processi creativi, Antimacchine racconta di esperienze artistiche che hanno adoperato la pratica del misuse (in italiano abuso, nel senso di “uso improprio”) quindi adoperando la tecnologia come un pittore in stretto rapporto col suo pennello; il suo è un urlo contro un ordine ritenuto abitudinario. Persone che imparano a dipingere con programmi Microsoft Excel anziché tele e colori, nozioni e vantaggi nel ramo della tecnologia acquisite più in fretta tra gamer, Tanni intende qui sradicare ogni sorta di dogma da cui dipendiamo. In una società in cui la tecnologia si intensifica sempre più tra narrazioni, promesse e sicurezze l’abituarsi a tutto questo genera una sottomissione da cui è impossibile scappare.
Si può cambiare il rapporto che abbiamo con il dispositivo tecnologico da passivo ad attivo? Da schiavo in cerca di libertà a persone libere con un telefono come loro domestico? Si può ridurre l’autostima che la tecnologia crede di avere su di noi? Tanni si pone questo tipo di interrogativi e non solo, partendo da risposte affermative la sua è una ricerca verso le varie armi che noi, in quanto ancora umani, abbiamo a disposizione. Ma dove sono queste armi? Per l’autrice è possibile sconfiggere la tecnologia con la tecnologia, tramite un uso più contenuto e una mentalità volta all’inutilità, lontana da impulsi che ci ricordano la nostra droga da telefono. Tanni rispetta la necessità di reclamare il nostro smartphone di fiducia ma ci ricorda che lo stesso è soggetto a fraintendimenti e imprevisti.























