"In the Market", di Lorenzo Lombardi

Al macellaio Adam l’attività non rende più come una volta, la filiera che dalla macellazione porta la carne fino al suo banco del supermarket è troppo lunga e dispendiosa, e la laurea in antropologia (!) non l’ha mai messa a frutto: perché dunque non provvedere da sé al procacciamento e alla lavorazione del prodotto, magari sostituendo al vitello, al maiale e al pollo la più stuzzicante carne umana?

Le “ragioni” del cannibale Ottaviano Blitch arrivano dopo cinquanta minuti circa, più o meno a metà di In the Market, contenute nel lungo monologo che introduce la generosa mattanza finale; prima avevamo seguito l’abbozzo di roadmovie che fa gironzolare in strade deserte e assolate le tre vittime designate prima di condurle nel supermercato, tra le fauci del mostro. Davvero poca carne a cuocere, e non solo perché il butcher antropofago preferisce consumare i suoi pasti a crudo. Questo secondo film di Lorenzo Lombardi sembra non fare altro che appoggiare sullo schermo l’immaginario di riferimento del suo giovane (classe ‘86) autore: per la prima parte l’horror extraurbano anni ’70 di Craven e Hooper (Le colline hanno gli occhi, Non aprite quella porta) e la sua rivisitazione recente (il dittico demoniaco di Rob Zombie); per il finale il filone torture (più Hostel che Saw) e un Romero appena accennato e subito abbandonato (il capolavoro Zombi portava l’ambientazione del centro commerciale a ben altri esiti). Su tutto si percepisce la venerazione per il guru Tarantino (su una tv passa Grindhouse – A prova di morte), ma soprattutto una totale assenza di originalità, tale per cui nessuno dei riferimenti sembra essere davvero metabolizzato né tanto meno rielaborato in una direzione personale.

---------------------------------------------------------------------
APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

---------------------------------------------------------------------

Rimane l’interesse per la storia produttiva di In the Market, che è un lavoro totalmente auto-finanziato, dal primo ciak fino alla distribuzione, con un budget complessivo che si aggira attorno ai ventimila euro. Cifre simili a quelle di un altro indie-horror italiano miracolosamente arrivato in sala in questi mesi, cioè Hypnosis di Cerri Goldstein e Tartarini. Come in quel caso, purtroppo, l’assenza di sguardo si associa a una tecnica approssimativa, che certo i “soliti” trucchi di Stivaletti e il gigionismo di Blitch (già in Shadow di Zampaglione) non bastano a riscattare, inchiodando l’autarchia a una mediocrità audiovisiva irrimediabile.

 

--------------------------------------------------------------------
I NUOVI CORSI ONLINE LIVE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------

Titolo originale: id.

Regia: Lorenzo Lombardi

Interpreti: Ottaviano Blitch, Marco Martini, Elisa Sensi, Rossella Caiani, Eleonora Stagi

Distribuzione: Whiterose Pictures

Durata: 88’

Origine: Italia 2009