"In viaggio con Cecilia" dal 27 gennaio

In viaggio con CeciliaLa regista Cecilia Mangini dirige a quattro mani, affincata da Mariangela Barbanente, In viaggio con Cecilia. L'autrice di Ignoti alla città, Stendalì, La canta delle Marane (nati dalla collaborazione con Pierpaolo Pasolini), è stata la prima donna a girare documentari nel dopoguerra ed è una delle figure di spicco della storia del cinema italiano. Torna dietro la macchina da presa a quarant'anni dall'ultima regia, La briglia sul collo, del 1974.

In viaggio con Cecilia, dopo aver aperto come evento speciale il 54° Festival dei popoli, giungerà nelle sale della penisola, attraverso un tour di date e città a partire dal 27 gennaio. Tra le prime "tappe" confermate: Roma (lunedì 27 gennaio, ore 20.30, Cinema Eden), Bologna (mercoledì 29 gennaio, ore 20.00, cinema Lumière), Taranto (lunedì 3 febbraio, ore 20.30, cinema Bellarmino), Bari (martedì 4 febbraio, ore 20.30, Cinema Splendor). Altre date sono in via di definizione.

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Il film respira di quella tematica di fondo di cui è caratterizzata l'intera opera della Mangini, che ha raccontato, dalla fine degli anni cinquanta alla metà degli anni '70, un'Italia divisa tra boom economico e contraddizioni sociali. «Le immagini di oggi, dialogano costantemente con quelle di ieri, in particolare con Brindisi ’65 e Tommaso (1966), in cui Cecilia aveva già posto specifiche domande sul problema della industrializzazione meridionale, e con Essere Donne (1964) e Comizi d’amore ’80 (1982, realizzato insieme a Lino Del Fra), dove aveva analizzato i cambiamenti sociali e culturali relativi alla nascita e al radicamento di una nuova classe operaia e il ruolo della donna in una società così fortemente cambiata» dichiara Mariangela Barbanente. Infatti il progetto nasce, nell'estate 2012, come viaggio/racconto tra le terre di Puglia e dei cambiamenti che le attraversano, in cui immagini d'archivio e del presente s'intrecciano. Ma quella è l'estate di 'fuoco' per la popolazione pugliese, soprattutto tarantina, che deve fare i conti con la realtà giudiuziaria, oltre che ambientale. Viene ordinato l'arresto di Emilio Riva che ha in mano le sorti dell'industria e di migliaia di lavoratori, per reati di inquinamento ambientale.

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Sul cambiamento di rotta, indotto dalle contingenze, le autrici dichiarano: «Il film è cambiato in corsa perché la realtà ci ha sorpreso. Siamo partite con l’idea di raccontare come un territorio è mutato in 50 anni – in un confronto tra due sguardi diversi e grazie alla testimonianza dei documentari girati da Cecilia negli anni Sessanta – ma quando siamo arrivate a Taranto, e poi a Brindisi, le due città, seppure in modo differente, si sono rivelate un laboratorio di ciò che stava succedendo nell’intero Paese. E così ci siamo buttate nella mischia: abbiamo parlato con le persone che incontravamo, ci siamo confrontate con la loro storia. E il nostro viaggio da fisico è diventato emotivo. Un viaggio fatto di memorie passate, testimonianze presenti e riflessioni».

In viaggio con Cecilia è un film prodotto da Gioia Avvantaggiato per GA&A Productions, in associazione con Elenfant Film, in collaborazione con Rai Cinema, con il contributo di Apulia Film Fund, con il sostegno della Cineteca di Bologna e del Centro per lo sviluppo dell'audiovisivo e dell'innovazione digitale in Emilia Romagna e si avvale inoltre del sostegno del Mibac. (m.t.s)