In viaggio verso un sogno – The Peanut Butter Falcon, di Tyler Nilson e Michael Schwartz

Il viaggio è da sempre una tema fondamentale nella narrazione americana, e gli spazi infiniti, protagonisti di molti racconti. Il cinema americano celebra da subito lo sconfinamento, ebbro di quella libertà offerta dalle ampie distese e dai cambi capricciosi degli sfondi. Nella letteratura, Mark Twain raccontava l’America descrivendone il lato violento e impietoso, e al contempo celebrandone la purezza bambina dei paesaggi; la possibilità di procedere liberi lungo un fiume, senza il reale bisogno di andare da nessuna parte. The Peanut Butter Falcon di Tyler Nilson e Michael Schwartz, racconta un viaggio simile, un’avanzata attraverso l’America che si compie anche su una zattera, e due eroi simili a quelli di Twain, che percorrono il fiume a pancia in su, nutrendosi di cielo. Tyler è un pescatore scapestrato e Zach un ragazzo affetto dalla sindrome di down, chiuso da anni in un ospizio dal quale tenta periodicamente di fuggire. I due si incontrano per caso e iniziano a viaggiare. La scopo diventa ben presto raggiungere Salt Water Redneck, stella del wrestling e idolo di Zach. A inseguirli c’è Eleonor, responsabile di Zach nell’ospizio.

Dai produttori di Little Miss Sunshine, anche The Peanut Butter Falcon racconta un viaggio che diventa una rivincita dei perdenti, in un Paese che si vuole vincente a tutti i costi. E il wrestling, lungi dall’esser solo una meta, è meno marginale di quel che può sembrare… The Peanut Butter Falcon è un film sui corpi: la stabilità dell’esordiente Zach Gottsagen, radicato alla terra, contrapposto a Tyler, corpo alla deriva, interpretato da Shia Labeouf, la cui fisicità è fra le più interessanti del panorama cinematografico americano. Basti pensare ai cambi costanti del suo corpo, paralleli a una parabola attoriale in continua trasformazione: dalla Disney con Even Stevens, al passaggio a Bay e a Stone, fino all’approdo ad un panorama più indipendente, con performance dal vivo inframezzate da scandali e arresti (l’ultimo proprio durante le riprese di The Peanut Butter Falcon).

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Lo scontro e incontro fra i due protagonisti di The Peanut Butter Falcon è narrato senza banalità didascaliche, anche quando si inserisce Eleonor (Dakota Johnson), armonizzando questo nuovo strano nucleo familiare. Insomma, in piena affinità con la poetica di Twain (d’altronde lo scrittore viene citato in una scena del film), i corpi di The Peanut Butter Falcon sono liberi solo nella natura, lontano dalla presunta civilizzazione. Così il film di Nilson e Schwartz non è solo un buddy movie o una storia di amicizia e d’amore ma è anche, in questo senso, un film sull’America, terra contraddittoria, generosa e despota allo stesso tempo. Anche qui, come in Twain, i cattivi e i violenti lo sono in risposta a una povertà che li attanaglia… E ancora una volta la scelta di Shia LaBeouf si rivela esplicativa. Pensando al suo rapporto col padre, raccontato nel bell’esordio alla scrittura Honey Boy, l’attore sembra incarnare alla perfezione la parabola del sogno americano e del riscatto sociale. E  l’America, con i suoi luoghi e le sue contraddizioni.

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Titolo originale: The Peanut Butter Falcon
Regia: Tyler Nilson e Michael Schwartz
Interpreti: Shia Labeouf, Zack Gottsagen, Dakota Johnson, Bruce Dern, Thomas Haden Church, John Hawkes
Origine: USA, 2019
Durata: 97′

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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Il voto dei lettori
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