Inarrestabile, di William Goldenberg
Basato sulla storia vera del lottatore Anthony Robles, l’esordio alla regia di William Goldenberg è un solido e convincente biopic sportivo che si rifà ai modelli della New Hollywood. Su Prime Video
Inarrestabile (Unstoppable in originale), segna il debutto alla regia per il montatore William Goldenberg (già collaboratore di Michael Mann, Kathryn Bigelow e Ben Affleck) e racconta la vera storia di Anthony Robles, lottatore di wrestling nato senza una gamba, che nel 2011 riesce a diventare campione nazionale (USA) a livello universitario.
Nel film, l’atleta è interpretato da Jharrel Jerome, che per l’occasione ha trascorso diversi mesi insieme allo stesso Robles per cercare di imparare il più possibile sul mondo della lotta e soprattutto sul profilo del suo personaggio, caratterizzato da un difficile contesto familiare di provenienza (il padre lo abbandona quasi fin da subito, lasciandolo insieme alla madre) che ha segnato irreversibilmente la sua infanzia.
Ad uscirne fuori è dunque il ritratto, pienamente in sintonia con la tradizione di un certo cinema sportivo statunitense (Rocky in primis), di un uomo che basa interamente la sua personalità sulla lotta, la quale rappresenta per lui l’unica attività in grado di dare un senso alla propria vita.
Ad essere al centro del film di Goldenberg sono i duri allenamenti a cui il ragazzo si sottopone, trovandosi in alcuni casi anche svantaggiato nei confronti degli altri atleti a causa del suo handicap. Ma la forza di volontà del protagonista, mista al suo “inarrestabile” desiderio di competere, è troppo grande per lasciarsi condizionare dagli ostacoli che incontra sul suo cammino.
Se è vero che il riferimento cinematografico principale in questo caso sia Rocky (al quale vengono dedicate un paio di sequenze significative in tal senso), ad essere di altrettanta ispirazione è anche la filmografia di un autore quale Michael Mann, del quale lo stesso Goldenberg è stato collaboratore.
Il tema dell’ossessione, tanto caro a Mann, è infatti un elemento che sembra quasi accomunare Anthony Robles ai personaggi del suo cinema, a partire da Muhammad Alì fino ad arrivare al Neil McCauley di De Niro in Heat – La sfida.
Le scene di lotta, in questo senso, esprimono pienamente questa componente ossessiva del protagonista, il quale, grazie anche alla dinamicità offerta dai movimenti di macchina, sembra sempre voler avere il pieno controllo del match, prendendo l’iniziativa anche contro avversari che partono (per ovvie ragioni) da una posizione di vantaggio rispetto alla sua.
La dimensione familiare del racconto è invece affidata agli attori Jennifer Lopez e Bobby Cannavale, rispettivamente madre e patrigno di Robles. Se la prima risulta convincente nel ruolo della madre amorevole e protettiva, lo stesso non si può dire per il personaggio interpretato da Cannavale, che, pur offrendo una buona performance attoriale, viene penalizzato dalla ripetitività della figura del patrigno violento. Da segnalare invece un ottimo Don Cheadle nella parte dell’allenatore di Robles all’università, efficace nel fare da aiutante e motivatore dell’atleta.
In definitiva, Inarrestabile è un solido e convincente biopic sportivo che guarda a determinati modelli della New Hollywood (soprattutto per quanto riguarda la “fisicità” di certe scene) per tirarne fuori una storia sicuramente di facile presa, ma che riesce allo stesso tempo ad emozionare, grazie anche al lavoro di pregevole fattura svolto dal regista nelle scene di lotta e dal ritmo impartito dal montaggio che fa scorrere facilmente le due ore (circa) di lungometraggio.
Corso di Regia in presenza a Roma dal 17 marzo

---------------------------------------------------
Titolo originale: Unstoppable
Regia: William Goldenberg
Interpreti: Jharrel Jerome, Jennifer Lopez, Don Cheadle, Bobby Cannavale, Michael Peña, Mykelti Williamson, Shawn Hatosy, Noen Perez, Carlos Solorzano, Julianna Gamiz
Distribuzione: Amazon Prime Video
Durata: 116′
Origine: USA, 2024




























