Incontro con Nicolas Winding Refn e Alejandro Jodorowsky

RefnÈ stata la Casa del Cinema di Roma lo scenario per un esclusivo incontro con Nicolas Winding Refn. In occasione della pubblicazione della collector's edition dei blu-ray di Drive e Solo Dio Perdona, il distributore italiano ha organizzato una divertente chiacchierata con il giovane regista danese, arrivato dal set di uno dei suoi tanti progetti in cantiere. Ospite d'eccezione dell' incontro anche  un flemmatico Alejandro Jorodoski (con tanto di mazzo personale di tarocchi), nume tutelare e amico di Refn.

Alla fine di Solo Dio perdona c'è una struggente dedica a Jodoroswky. Cosa pensate l'uno dell'altro?

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Alejandro Jodorowsky: Penso che il Cinema sia l'arte più importante perchè contiene le altre. Ultimamente il Cinema si è prostituito all'industria americana, si entra in sale e si esce stupidi come si è entrati. Avevo perso la speranza. Poi, per caso mi è arrivato tra le mani Bronson e ho scoperto un artista coraggioso. Nel Cinema ci sono pochi creatori e moltissimi pessimi imitatori. Nicolas è una ventata d'aria fresca.
Nicolas Winding Refn: Io ho vissuto a New York ed ero permeato dal mito di Jodorowsky. Una volta che sono cresciuto e ho visto tutti i suoi film mi sono reso conto che il suo è un cinema speciale, un'arte spirituale che evoca pensieri per il resto della vita. Per me i suoi film sono questo, una continua ispirazione,mi hanno accompagnato per tutta la vita,

Il suo cinema dove la sta portando?
Refn: Io vivo a Copenaghen, una città molto noiosa ma perfetta per far crescere i propri figli. L'idea di viaggiare mi piace, mi serve uscire dalla mia zona sicurezza per fare un cinema che non posso fare in Danimarca. Anche lavorare per la Tv mi concede questa libertà.

Stilisticamente Solo Dio perdona ricorda diversi tuoi film precedenti poco noti e criticati. Credi che bisogna diventare un grande nome per far accettare a tutti anche delle opere non classiche? 
Refn: Lasciamo quegli scheletri dentro armadio. Ci ho riflettuto molte volte, credo che molti critici ti guardano in maniera diversa, tenendo a mente quello che pensano che tu sia invece che quello che sei realmente. 

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Nei vostri ultimi film raccontate due rapporti madre-figlio. Volete parlarci di questo tema? 
Refn: Iio penso che ci sia molto erotismo nel rapporto con la propria madre. Tutti gli uomini hanno questa fantasia. Mi sembrava molto interessante fare un film su un uomo che prova eccitazione e repulsione per questa madre che lo tiene incatenato al proprio utero.
Jodorowsky: Nel mio caso non ho fatto un film con lo sguardo di un adulto, ma come se fossi un bambino. Non c'è nessun risvolto sessuale ma solo un figlio che scopre nella madre dei valori spirituali che non gli attribuiva. Tornando a parlare del film di Nicolas, ho molto apprezzato il richiamo alla tragedia greca, questo eroe loser vittima dei suoi sensi di colpa per l'odio verso i propri familiari. E' un film ricco di significati, di gran lunga il suo migliore. Tecnicamente,poi, è molto coraggioso, tutto girato nella notte/'inconscio. Veramente,  potrei parlarne per ore. Noi siamo proprio uniti dal nostro amore per la violenza come forma d'arte, non quella volgare degli americani o quella idiota dei cinesi. Nel film c'è una violenza raffinata, legata a questa lotta contro Dio. A differenza di Drive è un film che va digerito, proprio come un'opera d'arte richiede.

Nicolas, andrai a vedere Nimphomaniac la notte di Natale? Come è il tuo rapporto con Lars Von Trier?
Refn: È quel nazista, no? Ho visto che si è dato al porno, si vede che sta invecchiando. Mio padre lo conosce bene, io nutro un grande rispetto. Sinceramente, però, non mi va di vedere un porno di cinque ore. La motivazione è che a differenza mia, forse, lui non fa sesso.

Qual è il rapporto con i suoi direttori della fotografia?
Refn: Io parlo molto con loro, mi piace usarne diversi perchè amo trovare le differenza tra di loro. L'unico collaboratore che porto sempre con me è il mio montatore di fiducia. 

Visto che siamo qui a scoprire questo cofanetto le volevo chiedere il suo rapporto con il mercato home video?
Refn: Domanda interessante, il novanta percento della vita di un film è su digitale, non in sala. Io sono un sostenitore della rivoluzione digitale, del suo aprirsi ad una vasta platea. Ora tutti possono fare cinema e questa è una grande conquista. Amo i bluray e faccio di tutto per collaborare con i distributori home-video dei miei film. Credo che questo mercato sia importante proprio per il legame che crea con il pubblico più giovane.

Solo Dio perdona a che genere appartiene?
Jodorowsky: Per me è un perfetto polar allucinato, con tutti i suoi richiami ai topos del genere.
Refn: Si è parlato molto di western, ma non sono d'accordo. Non sono un grande fan del genere anche se amo molto i western italiani per il modo in cui usano la violenza. Però non ho riflettutto sul genere del film, mi sono fatto guidare dal tema che volevo affrontare.

Nicolas, per te cosa rappresenta Jodorowsky?
Refn: Ho cercato di rubare molto da Alejandro. Il rapporto con il suo lavoro è cambiato quando sono riuscito a fare mie e a usare molte delle sue suggestioni. Il nostro primo incontro è stato a Parigi, quando mi sono presentato a casa sua solo per parlarci. Dovevo fare Drive e non ero molto convinto. Lui, facendomi i tarocchi, mi ha spinto ad accettare totalmente la sfida. E' stato l'unico a credere in me e nel film. Anche durante le riprese di Solo Dio perdona ho fatto ricorso ai suoi tarocchi e anche qui mi ha dato una spinta. Visto come è andata, non so che dirvi, io credo nei suoi tarocchi.