Indiscreto, di Stanley Donen

“Niente fa sentire un uomo più ridicolo che fare il sentimentale con una donna che non lo è”. Cary Grant/Philip Adams in Indiscreto

 

Una rosa rossa ed una gialla. La passione amorosa e la gelosia, ma anche l’innamoramento e il successo professionale. Indiscreto di Stanley Donen è una commedia romantica “da camera” che viaggia sul doppio binario di due atteggiamenti diversi nei confronti della vita: da un lato Philip Adams (Cary Grant) diplomatico/economista e scapolo impenitente che finge di essere sposato per non impegnarsi nelle diverse avventure amorose; dall’altro Anna Kalman (Ingrid Bergman) attrice di successo alla quale manca il grande amore per colmare la solitudine di cene a base di latte e formaggino.

La tenda che viene aperta dai domestici di casa Kalman in una delle prime scene rivela l’impostazione teatrale della pièce originale (Kind Sir) di Norman Krasna, qui anche sceneggiatore. Donen sfrutta al meglio la speciale alchimia tra i due protagonisti già apprezzata in Notorious, e prolunga la luminosa scia della resurrezione della Bergman (dopo l’embargo da Hollywood per la relazione proibita con Rossellini) sancita nel 1957 dall’Oscar come migliore attrice protagonista per Anastasia. Anche se in alcuni tratti i dialoghi sono eccessivamente verbosi, bastano i duetti tra Cary Grant e Ingrid Bergman a garantire una salda presa spettacolare: pensate al primo incontro in casa Kalman tra creme per il viso e doppi-sensi, alla scena in ascensore in cui i due sostengono a lungo lo scambio di sguardi, alla colazione in cucina tra imbarazzi e occhi bassi dopo le follie della notte precedente, allo split screen tra Parigi e Londra che aggira la censura di due amanti nello stesso letto. Se in un primo momento la donna vive in costante adorazione dell’uomo e ne apprezza la presunta sincerità, con il passare del tempo, con la scoperta della bugia di Philip Adams che ha millantato un matrimonio inesistente, la bella Anna Kalman si traveste da perfida Dalila e con l’aiuto delle sue capacità attoriali fa cadere nel tranello il Sansone playboy, umiliandolo con le stesse armi della seduzione e dell’inganno. In questa seconda parte è la scena della festa a catalizzare l’attenzione dello spettatore: mentre Ingrid Bergman lancia occhiatacce malefiche che promettono “grandissima vendetta e furiosissimo sdegno”, l’ignaro Cary Grant si scatena in una buffissima danza scozzese che sembra la parodia dei celebri numeri di Gene Kelly in Cantando sotto la pioggia.

In un tripudio di colori dalle prevalenti sfumature rossastre e giallastre (il merito è del grande Freddie Young), Stanley Donen ironizza su sé stesso e sul suo cinema, utilizzando la musica per esaltare la componente comico-romantica dell’intreccio; si fa aiutare anche dai costumi di Christian Dior e Pierre Balmain e da una cura certosina per le scenografie degli interni. In una Londra prevalentemente notturna e piovosa, i due innamorati non riescono a trovare un momento di intimità, disturbati dall’ennesimo ammiratore che vuole l’autografo dalla sua diva. Proprio nel magnifico sottofinale il cortocircuito realtà/fantasia costringe la Bergman a un doppio ruolo di attrice che deve reinterpretare sé stessa in una comica pantomima (ripete spesso “what can I say ?”). Dietro le maschere del protocollo, la buona educazione è solo la recita di un bravo commediante (e fa raffreddare il cibo).

Girato con la leggerezza delle commedie americane di fine anni ’50, interpretato da due attori monumentali allo zenit della loro professione, Indiscreto è uno spensierato inno ad abbandonarsi alla sincerità dei sentimenti eludendo le deviazioni delle regole e delle convenzioni sociali. Cinema d’altri tempi, once more with feeling.

 

Titolo originale: Indiscreet

Regia: Stanley Donen

Interpreti: Ingrid Bergman, Cary Grant, Phyllis Calvert, Cecil Parker

Durata: 100′

Origine: Usa 1958

Genere: commedia