Indivisibili, di Edoardo De Angelis

Indivisibili è il terzo film di Edoardo De Angelis, ed è quello in cui finalmente il cineasta di Perez eMozzarella Stories è riuscito a trasporre nella forma lunga tutta l’incendiaria forza visionaria dei suoi fenomenali lavori nel campo dei cortometraggi: in questo modo, De Angelis si assetta definitivamente come il continuatore di nostra generazione della mai troppo ricordata e frequentata “scuola dei vesuviani”, quegli sguardi in grado di trasporre l’arcaismo partenopeo verso forme di immaginario fantasmagoriche che negli anni ’90 ci hanno regalato le vertigini di Corsicato, Gaudino, Capuano…

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indivisibili-marianna-e-angela-fontana-gaetano-brunoCom’è chiaro, Indivisibili non ha a che fare unicamente con la riproposizione di quegli stilemi e di quelle modalità che incrociavano l’esagitazione perenne e turbinosa della sceneggiata cantata con la solarizzazione delle strutture delle narrazioni popolari più sotterranee e sulfuree, perché il realismo magico di De Angelis è interessato soprattutto ad aggiornare da quella straordinaria stagione tutta la rabbia sottotraccia e il dolore sublimato nei confronti del corpo di una regione straziato dagli interventi dell’uomo e da un senso malato del divino.
Il processo di decostruzione dei meccanismi di sfruttamento rituale del sacro e del “miracoloso” si serve delle stesse armi dell’affabulazione istituzionale, lo stordimento sensoriale delle suggestioni spiritual(i) e un racconto scandito dalle tappe della progressione apertamente favolistica tipica delle “vite dei santi”.

marianna-e-angela-fontana-indivisibiliCome a voler mollare sempre più il freno anche del proprio cinema, il film di De Angelis è in continua mutazione nella direzione di quella stessa libertà ricercata dalle gemelle protagoniste, e nella seconda metà dell’opera ogni sequenza sembra reinventare e modificare i propri punti cardinali più volte, aprendosi a voli repentini sulle musiche e le canzoni strepitose di Enzo Avitabile, vero coautore nascosto del mood della storia.

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La prima sezione resta però quella più contratta, in cui la ricerca del tragicomico nella desolazione postapocalittica del litorale di Castel Volturno e il vuoto ripetersi delle immobili solennità della religione del contemporaneo, feste di prima comunione e servizi fotografici di prediciottesimi, porta De Angelis in una zona formale a metà strada tra Matteo Garrone e Marco Risi.
Ma da quanto Daisy e Viola intraprendono la loro fuga verso la “Los Angeles” immaginariaIndivisibili capovolge definitivamente il controllo sulla materia e si lancia con coraggio decisamente al di là della comfort zone del cinema italiano attuale, tuffandosi letteralmente in una materia sanguigna e cattiva, pulsante e inesorabile.

peppe-servillo-indivisibiliE’ vero, il risultato può apparire sbilanciato, come alcune delle caratterizzazioni ultracariche dei personaggi, e fin troppo pieno di “istanze” (la famiglia, il mondo dello spettacolo di provincia, l’abbandono politico delle periferie senza legge, i dubbi intrallazzi della religione…), ma il viaggio collodiano di queste creature fantastiche per riuscire a guadagnare finalmente un corpo in carne e ossa si impone innanzitutto per come fa brillare ogni riferimento per assumere una forma che sia orgogliosamente indipendente (anche dal punto di vista artistico-produttivo…).
Il mare, i freaks (la donna scimmia…), il grottesco della fede…a ben guardare l’ammiccamento dello script, ad opera del regista con Barbara Petronio e Nicola Guaglianone (autore del soggetto), per cui un personaggio porta il nome di Marco Ferreri è evidente: ecco, tra i vari esperimenti di recupero di un’attutidine all’antropologia surreale nelle meraviglie dei nostri giovani autori, Edoardo De Angelis ci sembra quello che abbia maggiormente chiaro dove guardare.

Regia: Edoardo De Angelis

Interpreti: Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Massimiliano Rossi, Tony Laudadio, Peppe Servillo

Distribuzione: Medusa

Durata: 100′

Origine: Italia 2016